TUMULTI
Tumulti in Lomo

Nr. 69 | Ottobre 2026

Tumulti in Lomo

9' di lettura

Iscriviti alla newsletter
e al canale

Tumulti in Lomo

Se gli eventi di ottobre fossero impressi in un rullino, spiegherebbe perché ci siamo fatti tanto aspettare. Una lunga esposizione ai fatti di cronaca. Fermi tempi di sviluppo da osservare o forse, fermi ad osservare lo sviluppo dei tempi. Davanti all’obiettivo, però, la scena è un flash: la protesta ovattata dei trasportatori al sud, le manifestazioni e i cortei contro il carovita, i tumulti dei giovani, i saccheggi di Milano, la stretta sulla sicurezza. Immagini che tutti abbiamo visto, ognuno con filtri diversi. Allora entriamo in camera oscura e proviamo a “svilupparle”.

Step 1. Prima di tutto vengono la scena e lo scatto.

Delle manifestazioni delle ultime settimane si è visto tanto, parlato molto, e capito poco. Ne esce uno scatto con forte saturazione, molta grana, infiltrazioni di luce, vignettatura, esposizioni multiple: una lomografia del presente.

Una reinterpretazione dell’assalto al forno delle Grucce, ieri e oggi, da Manzoni ai maranza.

Step 2. Poi il bagno nel rivelatore, il passaggio più delicato in camera oscura.

“Ho imparato, a non mettermi ne' tumulti” ammette Renzo nell’ultimo capitolo dei Promessi sposi, sfornando un fresco senno di poi. Ma in mezzo a quei tumulti c’era finito e aveva partecipato, tenendo persino un comizio. Una saggezza che nasce dall’esperienza, prima che dall’opinione.

Restare fuori dalla camera oscura, ci da l’illusione di vedere la fotografia nitida. Ma dentro, da vicino, c’è un mondo che si compone con il passare del tempo, tutto da comprendere.

Step 3. Un bagno acido arresta lo sviluppo e si passa al fissaggio.

L’approccio politico qui, c’entra solo per chi vuol farcelo entrare. Per tutti gli altri, la maggior parte, a detta dei sondaggi, destra e sinistra non hanno peso in queste proteste sociali.

La risposta più semplice e più ovvia è che c’è una generazione che dice “basta”, basta ad un presente che ruba futuro.

C’è chi lo dice manifestando pacificamente, chi bloccando il traffico, chi spaccando le vetrine e chi, armati di scopa, paletta e sacchi, aiutando gli operatori ecologici del comune a ripulire le strade. Non sono “i giovani”, non sono solo giovani e non sono tutti uguali. Ma in tanti condividono un disagio comune, evidentemente.

Un messaggio utilizzato anche dagli aspiranti governanti, finendo per diventare un’autocritica.

Step 4. Dopo il lavaggio, la carta impressa viene lasciata ad asciugare. Uno sguardo d’insieme mostra immagini diverse appese a un filo.

E fuori dall’Italia? La rivolta degli studenti in Francia è sui nostri feed e quotidiani. In Serbia il movimento studentesco ha da poco stravinto contro il contestato presidente nazionalista Aleksandar Vučić. In Spagna il caro affitti ha portato ad elezioni anticipate. In Albania la “rivoluzione dei fenicotteri” continua contro il governo. E poi ancora Iran, Bangladesh, India, Nepal, Marocco e Argentina sono solo alcuni dei Paesi dove le proteste della GenZ hanno trovato sfogo.

Step 5. La fotografia è pronta.

Uno sguardo e sarà tutto più chiaro… Potremo finalmente cogliere il giusto punto di vista… Peccato esserci arrivati solo – Ma a guardarla bene è una lomo: sfocata, mossa, satura. Confusa, ma con un suo fascino. È l’estetica dell’imperfezione.

Lo scatto è nello sguardo di chi è presente a sé stesso e agli altri. E ascoltare è voce del verbo partecipare. Arroccarsi dietro le proprie convinzioni, per quanto lecite, non aiuta a comprendere. Se non provi ad entrare in connessione, a stare dentro la situazione, a vivere il progetto, a condividere con il team, empatizzare con gli altri, la foto rimarrà sbiadita.

La storia ci insegna che le disobbedienze civili diventano conquiste sociali quando si depone un’arma e si presta l’orecchio.

Entrare in risonanza

Qualche settimana fa, il team MULTI ha presentato la nuova strategia di comunicazione alla prima linea di una grande azienda multinazionale (ne parleremo al momento opportuno!). Un momento importante per noi e ancora di più per il management aziendale, chiamato a mettersi in discussione e a scommettere su un nuovo modo di ripensare - prima che di raccontare - quello che fanno da sempre.

Flashback, due giorni prima. Nel preparare questa restituzione il nostro obiettivo si faceva via via più chiaro: trasferire informazioni non bastava. La presentazione doveva rompere il ghiaccio, farli sentire compresi, convincerli, coinvolgerli, ascoltarli e renderli protagonisti del messaggio, non spettatori. Serviva ATTIVARLI. In 2 ore di tempo.

Un momento sospeso, senza distrazioni. Con il passare delle slide e delle attività in cui abbiamo coinvolto i presenti, abbiamo visto lampadine accendersi, occhi che dicevano “Eureka!” e decisi cenni di assenso con la testa, finché al termine dell’incontro il titolare ha detto a cuore aperto davanti a tutti: “Io sono un po’ allergico ai consulenti, ma adesso sono gasato e convinto del percorso che abbiamo iniziato”. Bingo: da qui in poi il lavoro continuerà con una carica – e un coinvolgimento interno – diversi.

Dietro questo risultato c’è oltre un anno di lavoro, di interviste, di visite in azienda. Ci sono decine di grafici, centinaia di slides scartate, spunti creativi per rendere le presentazioni più dinamiche, prove, rework, feedback (anche brutali) e una discreta mania di perfezionismo. Ma c’è, soprattutto, la volontà di toccare corde emotive che spesso report, restituzioni, presentazioni commerciali e presentazioni intitolate NOMEPROGETTO-DEF-04.pptx non prendono in considerazione. Come lo racconti, a volte, ha più impatto di cosa dici.

Ogni percorso di cambiamento è un processo di change management che si attiva solo toccando le giuste corde. Quelle che, se pizzicate, trasformano il contenuto in convinzione, attivando il potenziale dei partecipanti e la forza per realizzarlo. La stessa forza di un concerto dal vivo, di una protesta pacifica o di una passeggiata nella natura, portata nel mondo delle imprese B2B.

E come per gli strumenti, imparare a suonare le corde emotive significa innanzitutto saper ascoltare, distinguere gli strumenti, tenersi allenati e performare sul palco. Un’attività che non si valuta solo dal contenuto, ma che cura anche l’approccio, il contesto e le modalità di presentazione in maniera attenta e originale.

La nostra cartina al tornasole per capire quando (finalmente) funziona? Se emoziona noi, all’ennesima revisione, lo farà anche agli altri, la prima volta.

Attivare la formazione

Un’esperienza simile l’abbiamo vissuta al fianco di Gruppo AB, che poco prima dell’estate ci ha chiesto un aiuto per lanciare e promuovere un progetto di alta formazione rivolta alla direzione e al top management, realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, per imparare… ad imparare!

Anche in questo caso, appena abbiamo iniziato a metterci la testa, quello che doveva essere un meeting interno è diventato un evento coinvolgente; le slide di accompagnamento, un’identità di progetto, con un nome, logo e grafica dedicata; il momento in plenaria, un’ esperienza motivante.

Nella testa e negli occhi di chi lo ha visto presentare, Learning in Charge è stato molto più che upskilling o curiosità formativa, ma un momento di incontro tra manager e docenti, una spinta positiva verso il cambiamento e l'apertura di una porta verso nuovi orizzonti tematici e tecnici, grazie anche alla partecipazione esclusiva di Gabriella Greison, fisica quantistica, scrittrice e divulgatrice. Lo scopo non era presentare il progetto. Era trasmettere in modo efficace il suo senso più profondo.

Il team MULTI ha combinato presenza, pensiero ed esecuzione, a stretto contatto con il team HR e Formazione di AB per rendere anche la formazione sulla formazione un momento unico… fin dalla prima slide.

PMI ovvero… Prospettive Multicanali Intelligenti

Tradotto in valori MULTI, “attivare” è anche "rendere i nostri clienti migliori, lavorando al loro fianco". La presenza fisica significa attenzione, ascolto e proattività, ma anche sopportare ore di traffico per esserci e una buona dose di flessibilità per incastrare tutti gli impegni in agenda.

In quest’ultimo periodo, abbiamo espresso pienamente questo valore affiancando il team commerciale di Gallazzini, azienda piemontese di componentistica per la rubinetteria per cui avevamo già seguito la realizzazione del sito e degli strumenti di presentazione e un progetto di sviluppo commerciale sui mercati esteri e che sta vivendo un momento di transizione generazionale al vertice dell’azienda.

Per migliorare risultati e dinamiche operative del team, Annalisa, con il supporto di Marta e Silvia, ha ideato, strutturato, condotto e portato a termine un progetto che è partito da interviste individuali ai membri del team e si è tradotto in un percorso di formazione e affiancamento one-to-one su misura e rigorosamente in presenza.

Dalla gestione del portafoglio clienti (attivi, dormienti e persi) alla vendita all'estero tramite agenti e distributori, dalla prospezione di nuovi clienti all'approccio multicanale alle vendite, dall’utilizzo di LinkedIn come strumento commerciale alla gestione dei canali social, fino alla pianificazione con sales plan e budget e all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, oltre a quella umana, a supporto del business.

Un percorso in cui ogni sessione formativa frontale e di gruppo era seguita da momenti individuali con ciascun componente del team commerciale: l’unico modo davvero efficace per trasformare subito i contenuti in strumenti di lavoro reali, costruiti sui propri clienti e sulle proprie attività quotidiane. E trasferire un metodo portando impatto. Se esiste un altro modo di fare il consulente, noi non lo conosciamo!

“Quando sono uscita dall'azienda l'ultima volta ero felice, tanto felice per essere riuscita a realizzare quello che avevo progettato per loro, per averli visti a quel tavolo [sales ndr] tutti coinvolti e partecipi, a lavorare con gli strumenti costruiti in questi mesi: è stato il segno più chiaro che il percorso ha lasciato qualcosa di positivo.”

TUMULTI dentro le imprese Remix

TUMULTI dentro le imprese torna con nuovi Remix: quattro pillole brevi in cui le voci di chi abbiamo incontrato in questi mesi si mescolano attorno a temi comuni. Se nella prima tornata avevamo cercato soprattutto ciò che unisce queste imprese, qui abbiamo scelto quattro temi su cui non sempre la pensano allo stesso modo e la differenza si sente.

Con le testimonianze di Stefano Scainelli (SCAME), Andrea Lodetti (ML Engraving), Cristina Crotti (Gruppo Enercom), Diego Lussana (Socaf), Marina Fratus (Nettuno), Benedetta Grigolin (Magnetti Building) e Claudio Castellan (Glass to Power), abbiamo esplorato quattro temi particolarmente sentiti:

  • Generazioni a confronto – il luogo comune sulla generazione svogliata smontato da chi i giovani li assume davvero: «ci sono tanti giovani brillanti, bravissimi, in gamba, come c’erano una volta», e un progetto industriale nato dall’intuizione di un ragazzo, raccolta alla macchinetta del caffè;

  • La sfida AI delle imprese – l’intelligenza artificiale raccontata da chi la sta usando adesso, tra chi la definisce «uno tsunami», chi ammette di procedere «in maniera ancora un po’ disordinata» e chi invita alla prudenza di non spendere prima di aver preparato il terreno;

  • Fare rete per crescere – reti, consorzi, fusioni e alleanze perfino con i concorrenti: «non ho tabù da questo punto di vista», perché «far lavorare tre teste è più complicato che farne lavorare una, però da tre teste escono idee che da una non escono»;

  • Il territorio è una scelta – restare in valle, in provincia, lontani dai distretti e dalle autostrade: non un vincolo subìto, ma una decisione convinta, e un imprenditore che oggi «benedice il giorno» in cui l’ha presa.

Il risultato è un montaggio in cui le voci non sempre si danno ragione: qualcuno rivendica di essere arrivato prima, qualcun altro ammette candidamente di essere in ritardo: lo sguardo di TUMULTI restituisce l’impresa di oggi non come un modello già risolto, ma come un cantiere in cui ciascuno sta cercando la propria strada.

[Guarda le pillole!]

Cose che ci sono piaciute

  • Istanza per il Comune _ Piccoli progetti, grandi aneddoti. Come quelli vissuti negli ultimi mesi da Francesca, Martina e Federica, per supportare il Comune di Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, con un progetto tutorial sui servizi comunali. Per realizzarli, era necessario testare realmente i servizi, immedesimandosi nelle richieste dei cittadini. Alcune decisamente curiose:

    “Mi chiama la polizia locale per accertamenti su una richiesta di permesso di occupazione suolo pubblico. Voleva sapere che tipo di evento fosse il Festival Tumulti. È il primo nome a cui ho pensato. Avrà pensato fosse un rave."

    "Il mio bimbo inventato Paolo Rossi, nato il 1 gennaio 2025… spero abbia iniziato l'inserimento all'asilo nido. Io e il mio finto marito, lavoriamo entrambi in MULTI, l’iscrizione l’abbiamo fatta.”

    "A proposito di marito.. (Martina ndt) stavo per sposarmi con la mia collega Francesca, ma la nostra richiesta di pubblicazione di matrimonio è stata cassata.”

    E alla fine, due salami in gastronomia e qualche focaccia in ufficio, per festeggiare in modo smart un matrimonio, un’unione civile, una nascita…

  • Hola hola pepsi cola _ Un’isola, un gruppo di colleghi e un’idea nata in una pausa caffè: andata e ritorno a Ibiza in giornata. Ma non per il clubbing e nemmeno per lavoro. Semplicemente, per stare insieme in modo diverso, fuori dall’ufficio e dalle abitudini di tutti i giorni.

    "Tra la magia di Can Soleil e la sua Stonehenge vista mare, una paella accompagnata da sangria a Cala Bassa, il sole sulla pelle e tante risate, ci siamo goduti il lato più autentico dell’isola. Fino al finale perfetto: un tramonto infuocato, in un angolo di Es Vedrà tutto per noi.

    Un giorno soltanto, zero programmi complicati e tanta voglia di condividere qualcosa di nuovo. Poi, di nuovo in aeroporto, con la sensazione di aver vissuto molto più di quanto possa contenere una sola giornata. Perché in fondo, anche questo è fare squadra: ritrovarsi fuori dal contesto di tutti i giorni e scoprire che, a volte, le idee migliori nascono proprio quando si improvvisa."

Libera la tua voglia di TUMULTI

Zero spam, 1 sola mail al mese. Canone mensile promo €0,00. Iscriviti subito!

Seguici su