Da quando la fiamma olimpica è passata sotto i nostri uffici – lo scorso 2 febbraio – per salutare MULTI e Ciclotte durante il suo viaggio verso i bracieri olimpici, le competizioni di Milano Cortina 2026 hanno dominato pause pranzo, feed social e momenti rubati al lavoro per sbirciare anche solo con la coda dell'occhio il risultato dei nostri azzurri.
Un evento tutt'altro che semplice da descrivere, che ci ha regalato uno slalom gigante di emozioni: dalle esibizioni memorabili nella cerimonia d'apertura a un quadruplo Axel fra imprese eroiche, podi mancati e un record di medaglie (mai così tante alle Olimpiadi invernali). Non sono mancate neanche le critiche, tra scivoloni della telecronaca, disagi sul territorio, sostenibilità degli impianti e grandi Paesi assenti alle gare.
Sarebbe bello poter sbocciare tutti i problemi – come nel curling, per tenere solo le “pietre buone” –, ma adesso che le olimpiadi volgono quasi al termine, possiamo ricordarci il vero senso di questa competizione: trovare comunione nello sport, dimenticandoci delle nostre differenze.
Proprio dal ricordo dell'antico precetto dell'ekecheiria è nata la risoluzione per la pace durante i giochi (Costruire un mondo migliore e pacifico attraverso lo sport e l'ideale Olimpico) presentata - come da tradizione - da Giovanni Malagò di fronte all'assemblea delle Nazioni Unite e approvata all'unanimità.
Un'idea, una speranza, un promemoria - come il titolo della filastrocca di Rodari recitata da Ghali e interpretata da un corpo di ballo a tinte bergamasche - per ricordarsi che arene, piste e stadi dovrebbero essere gli unici luoghi in cui ci possono essere vincitori e vinti.
Coperta cortina
Parlare di sport, pace e competizione leale in un mondo che scivola nell’illusione di una realtà artificiale – quella delle dichiarazioni su Truth ancor più dell’AI – ci sembra irrealistico, ma inevitabile. Combattuti tra il desiderio di evasione e il senso di colpa per questa grande manifestazione in versione made in Italy, resta il dubbio: abbiamo visto un Paese che si è fermato o che ha ritrovato la carica per il futuro?
E gli atleti che si sono preparati silenziosamente per quattro anni per giocarsi una medaglia in pochi minuti, cosa hanno ottenuto? Un riconoscimento per l’impegno investito? Nuova motivazione per un prossimo obiettivo? La celebrità verso i posteri? La fiamma della passione sportiva per gli aspiranti campioni di domani?
Presente, futuro prossimo e futuro remoto fanno parte delle scelte quotidiane anche nella vita aziendale, senza che ce ne rendiamo conto. Singolarmente sono piccole azioni, ma alcune costruiscono reputazione, altre conoscenza, altre ancora crescita futura.
Riflessioni scaturite dal primo di un ciclo di incontri di formazione di geopolitica con Mirko Mussetti – analista e redattore della rivista Limes – che, nell'introdurre i concetti fondamentali di questa disciplina, ci ha spiegato la relazione che lega geoeconomia (la visione a breve termine), geostrategia (medio termine) e geocultura (lungo termine).

Fonte: presentazione di Mirko Mussetti, Limes
Un modello pensato per descrivere conflitti e relazioni tra le nazioni, ma che descrive bene anche il mondo delle imprese e il nostro mondo interiore, sempre in bilico fra il guardare lontano e il navigare a vista.
La geoeconomia è l'oggi. È la commessa evasa, la revenue o il budget annuale: quelle attività continue e pratiche senza cui è impossibile andare avanti.
La geostrategia è il domani. È l'acquisto di un macchinario, una nuova sede produttiva o l'apertura verso un nuovo mercato: obiettivi concreti e realizzabili, senza cui è impossibile pensare di crescere.
La geocultura è il dopodomani. È la brand reputation, l'innovazione sistemica e lo sforzo verso un'economia circolare: la capacità orwelliana di immaginare il mondo che desideriamo vivere (o che vogliamo evitare).
E proprio dove queste tre sfere si incontrano fiorisce l'intelligenza, la capacità umana di mantenere tutto il sistema in equilibrio, intervenendo perché nessun aspetto venga dimenticato, anche quando la coperta è ... cortina!
Costruire oggi, per il domani
Pro-memoria [dal lat. per ricordare] significa lasciare qualcosa a chi viene dopo. Un appunto, un manufatto o un’opera d’arte. Oppure un edificio, che da sempre è il modo migliore per lasciare una testimonianza del nostro mondo alle generazioni che verranno.
Nata come impresa specializzata in costruzioni in altezza, in 120 anni di storia Colombo Costruzioni ha partecipato alla costruzione di edifici come la Torre Allianz, il Bosco Verticale o l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, ridefinendo gli skyline di intere città. Lavori che toccano il cielo, ma che rischiavano di lasciare indietro la parte più importante: raccontare e rendere memorabile un’azienda sul mercato da 5 generazioni.
Insieme a MULTI, Colombo Costruzioni è ripartita dalle fondamenta, iniziando un percorso di rebranding che ha costruito, piano dopo piano, una nuova brand identity: logo, sito web, social, bilancio di sostenibilità e strumenti di presentazione digitali e cartacei.
Un cantiere aperto che ha costruito l’oggi, ma che cementa il domani e inizia a ingegnerizzare il dopodomani: un equilibrio fra racconto e identità, fra senso e stile, fra essere riconoscibili e essere (pro-) memorabili.
PMI … ovvero Progettare Mondi e Incontri
Se il primo cerchio - con l’esempio di Colombo Costruzioni - ci parla del valore di costruire, il secondo cerchio ci porta nella dimensione del progettare, ovvero quelle azioni che impattano nel prossimo futuro. Lo spazio in cui il possibile incontra il tangibile, traducendo le idee in un disegno, un progetto, un piano, che unisca funzionalità, estetica e destinazione d’uso. Proprio di questo si occupa ARX - ex Pini Group - una società di ingegneria specializzata nella progettazione di strutture complesse e di grandi dimensioni.
Con le sue divisioni Infrastructure, City, Energy e Industry, e un approccio glocal, l’obiettivo di ARX è progettare e realizzare soluzioni ingegneristiche, sostenibili e orientate al lungo periodo, capaci di generare valore concreto per i territori e per i clienti, su scala locale e internazionale.
Per aiutare ARX a progettare il mondo di domani, MULTI sta affiancando il dipartimento di progettazione architettonica nello sviluppo di nuove opportunità: dalla riqualificazione di sedi “vintage” alla realizzazione di nuovi headquarters.
Dalla mappatura delle aziende più interessanti - nei settori farmaceutico, informatico bancario o sanitario - fino alla selezione dei potenziali clienti, dal primo contatto fino agli incontri commerciali: un delicato equilibrio tra il dire e il fare è quello che ha permesso a MULTI di lavorare così efficacemente insieme ad ARX.
In sei mesi di attività di sviluppo commerciale, MULTI ha generato 11 appuntamenti con aziende di primo piano nei settori target, supportando il team interno prima, durante e dopo gli appuntamenti, lavorando in piena sinergia, anche quella volta che la nostra Giulia ha forato al ritorno da un appuntamento con un prospect.
Una ruota a terra che non ci ha fermato dall’andare lontano, perché quando la progettazione è chiara e la direzione è tracciata, accompagnare il cliente all’obiettivo diventa facile anche di fronte agli imprevisti più scoppiettanti!
TUMULTI dentro le imprese
Il secondo appuntamento del nostro format di interviste alle imprese ci porta ad Onore (BG) da ML Engraving, una realtà specializzata in incisione laser e progettazione stampi per applicazioni superficiali su plastica, gomma, silicone e vetro. In altre parole, quelle texture che trasformano un oggetto da semplicemente “ben fatto” a davvero distintivo: per estetica, funzionalità, ergonomia e percezione sensoriale. E quando il mercato potenziale è vastissimo, diventa ancora più importante scegliere con precisione la direzione giusta.
La collaborazione con MULTI è iniziata cinque anni fa con un primo progetto di supporto commerciale dedicato alla Francia, con un focus particolare sulla Plastics Vallée, nel cuore dell’Auvergne-Rhône-Alpes. I risultati raggiunti, mese dopo mese, hanno portato ML Engraving ad aumentare progressivamente il nostro coinvolgimento.
Oggi lavoriamo con un team dedicato di tre consulenti su progetti di sviluppo commerciale in Italia, all’estero, in nuove regioni, sui più svariati settori – dal calzaturiero al packaging, fino all’automotive e leisure: una funzione continuativa, integrata nel quotidiano dell’azienda.
Ma la prima cosa che colpisce, arrivando in ML Engraving, è il contesto. Nel cuore della Val Seriana, lontano da aeroporti e autostrade, più che uno stabilimento sembra di trovare una baita immersa tra le montagne. E qui tutto parla del territorio: soci e dipendenti sono tutti del posto.

L’intervista al CEO e co-fondatore Andrea Lodetti ne chiarisce la ragione. La visione d’impresa, lo spirito innovativo, il rapporto con le persone, il legame con il territorio, la connessione internazionale… tutto è legato e tutto ha un senso. Si chiude così anche il terzo cerchio: dopo la sostenibilità economica, la progettazione del domani, c’è la visione di un futuro che trascende l’azienda e impatta a lungo termine sulle persone e il territorio.
Come la cultura d’impresa di ML, che guida scelte economiche e strategiche, per dare prospettive di lavoro e di vita a chi sceglie di restare in questa valle. Qui l’intervista!

Cose che ci sono piaciute
Squadra che vince non si cambia _ A 25 anni dal tormentone che ha fatto la storia della pubblicità italiana, FIAT torna a correre al fianco della squadra giamaicana di bob, in Italia per partecipare alle olimpiadi. Dagli atleti che hanno lanciato il FIAT Doblò nell’immaginario collettivo all’equipaggio di oggi, immerso nella neve per dare una “spinta mostruosa” al nuovo FIAT QUBO L.
ICE OUT _ Memore del vecchio adagio “la penna è più affilata della spada”, Bruce “The boss” Springsteen ha deciso di rispondere a modo suo alle scorribande dell’ICE - il corpo “anti immigrazione” del presidente Trump. Street of Minneapolis non è solo un grido di dolore di fronte alla violenza degli agenti, ma anche la voglia di immaginare un mondo diverso. Sting, se ci stai leggendo forse sarebbe il caso di aggiornare la tua Englishman in New York: davanti agli agenti dell’ICE, anche un londinese doc rischia di sembrare un illegal alien.
Together we are America _ Tra meme, corsi Duolingo rilasciati ad hoc, un matrimonio celebrato in diretta e le comparsate di guest star del calibro Lady Gaga e Ricky Martin, di una cosa siamo sicuri: l’half time show interpretato da Bad Bunny per il superbowl XL ha fatto parlare di sé. Un insieme di elementi culturali e politici - tutti rigorosamente in spagnolo - e un messaggio che riunisce tutti i paesi del continente sotto un unico “God bless America” per dirci che sognare un mondo diverso è ancora possibile e che, oggi e sempre, l’amore è più forte dell’odio.
Progetto ULISSE _ Dopo un anno di viaggio in un mare multum di situazioni divertenti e pericoli scampati, la nuova edizione del progetto Ulisse è arrivata a ricombinare posti a sedere, compagni di navigazione e prospettive sugli uffici di via Locatelli. Buon viaggio a tutti i MULTI people e attenzione ai fiori di loto, potreste non ricordarvi più qual è il vostro nuovo posto!







