Esattamente 4 anni fa pubblicavamo un numero intitolato “Venti(22) di guerra”. L’Ucraina era appena stata invasa. E alla Tumulti il duro compito di trovare una chiave di lettura al conflitto, pur parlando di imprese, di comunicazione, di incontri e di progetti. Senza “cose che ci sono piaciute”, come segno di rispetto. Ma stavolta è diverso.
Oggi sono venti giorni dal conflitto in Iran e il clima è totalmente straniante. Passiamo con disinvoltura dai bombardamenti su TikTok ai prezzi della benzina, dal referendum sulla giustizia alla famiglia del bosco… E in sottofondo suonano ancora le canzoni di Sanremo… Tutto è content, persino queste parole.
Non c’è pietas e non c’è pausa – figuriamoci tregua. Il riserbo è morto. L’intervallo è saltato. Piccolo break, 60-59-58… e siamo di nuovo in onda. Un altro reel, ancora uno scroll, una serie infinita. Per sempre, sì.
Cosa possiamo fare dunque? Cos'altro dovremmo fare? Fermarci è impensabile. E mentre fuori scoppia un altro inferno, da qualche parte adesso è già domani - canta speranzoso Nigiotti. Ma nella realtà il sipario non si chiude mai. Un conflitto ne genera un altro, e ogni conflitto genera il suo ecosistema di contenuti: post, meme, opinioni, dirette, fake-news, fact-checking, contro-narrative - che fastidio! La politica fa teatro e il teatro fa politica. Ed è tutto prevedibile e imprevedibile allo stesso tempo - come un'allucinazione, in mezzo a tutte le persone che vanno chissà dove, per citare Fulminacci.
In questo teatro bellico, la guerra più subdola – quale non lo è? – non è quella che si combatte sul campo con droni, missili o caccia, ma quella sui canali mediatici, bombardati da notizie dalla doppia faccia.

Un film? Un ballo? La “Trump fiction” noi ce la immaginiamo così.
Un flusso ininterrotto di gravità e leggerezza a contendersi la nostra attenzione. Una giostra emotiva di dopamina e serotonina. Comfort zone e no-fly zone. Vince la notizia che cattura l’interesse, non quella che lo meriterebbe. La banalità del male necessario - predicato in diretta live - al posto del bene sacrificato che non trova spazio nei rotocalchi o sul feed (un consiglio per chi ha voglia di buone notizie escluse dal mainstream). E noi assuefatti da questa altalena mediatica, indignati per l’ennesimo confine superato, stanchi e disillusi, ci concediamo un momento di evasione, un palliativo digitale. Un finale leggero, anche in questa Tumulti.
Dunque, ben venga la musica. Impegnata, irriverente, leggera o leggerissima, qualunque essa sia. Ma anche la musica, oggi, è content. Sanremo è content. Questo editoriale è content. La nostra copertina - e la sua ispirazione - è content. L'importante è sapere cosa stiamo facendo quando lo produciamo. E cosa stiamo diventando quando lo consumiamo.
L’energia è la chiave
C'è un tipo di content che attrae tutti. Per mancanza o per costo. Per fabbisogno o per avidità. Un contenuto prezioso che, in quanto tale, diventa arma di manipolazione: l’energia. Perché dietro ogni conflitto – e quello in Iran non fa eccezione – c'è sempre una mappa energetica. Le guerre si combattono sui campi, ma si decidono sui gasdotti, sulle rotte marittime, sulle riserve strategiche.
L'energia è la vera posta in gioco, quella che tutto muove, spesso invisibile nel racconto mediatico, sempre presente nelle conseguenze economiche che arrivano fino a noi: al distributore, in bolletta, nel costo di ogni produzione. Per questo l'autonomia energetica non è un obiettivo ambientale, ma una questione di sopravvivenza industriale.
È quello che ha raccontato la nostra Francesca dal KEY - The Energy Transition Expo di Rimini, lo scorso 4-6 marzo, e che ha riunito molte delle aziende con cui lavoriamo ogni giorno. Tra sistemi di accumulo, idrogeno, smart grid, efficienza energetica, ma anche fotovoltaico, eolico e mobilità elettrica, l’opinione che ci portiamo a casa è che c’è molto spazio di crescita per le imprese e per l’esperienza MULTI con le imprese in questi settori e che chi oggi investe in autoproduzione, accumulo e flessibilità energetica non sta solo inseguendo la sostenibilità. Sta costruendo resilienza – agli attuali conflitti o alla prossima guerra, qualunque forma essa prenda.
La vera domanda, allora, non è quanto ci costa l'energia. È quanto è strategico il modo in cui la mia impresa la produce, la gestisce, la approvvigiona. Un contenuto, questo, che nessun algoritmo può declassare.

Tra palco e realtà
Da sempre il teatro si basa su un patto silenzioso fra le parti: facciamo finta che quello che sta succedendo sul palco sia tutto vero. Dimentica i costumi, le luci, i nomi degli attori e tutto il resto. Quel drago, quella scenografia di cartone e polistirolo, quel teschio di Amleto non sono oggetti di scena, sono realtà. Una magia che inizia quando le luci si spengono, il signore in terza fila tossisce e il sipario si alza, per restituire oltre la quarta parete le storie che la realtà nasconde. Non è vero che non interessa a nessuno. Il teatro è più vivo che mai.
Dopo 8 anni di delicati lavori di restauro, il Teatro della Società di Lecco è tornato a far vivere quella magia, alimentato dalla passione della città e sostenuto dalla neonata Fondazione Teàrte Lecco. Dieci giorni di inaugurazione e poi via con i balletti, i concerti e gli spettacoli de La stagione delle emozioni.
Per tornare in scena al meglio e accompagnare il percorso di Fondazione Teàrte, il Comune di Lecco si è affidato al team MULTI, che si è occupato di disegnare un nuovo logo, ideare una nuova visual identity, sviluppare un sito web accessibile, curare il piano di email marketing e coinvolgere la community del territorio con un programma Ambassador.
Un importante lavoro dietro le quinte per far iniziare lo spettacolo ancora prima di arrivare in teatro e che si riassume nel nuovo pittogramma di Fondazione Teàrte. Un simbolo che parla delle montagne che incorniciano la città, delle onde del lago che riflettono le luci delle rassegne estive e gli ordini di palchi del teatro, pronti ad ascoltare storie finte che parlano della realtà molto più della vita di tutti i giorni.

PMI ovvero … Pannelli a Messaggi Intermittenti
Quando il contenuto è importante, avere il mezzo giusto per trasmetterlo può fare la differenza. Ce ne accorgiamo particolarmente in questi giorni in cui vediamo il prezzo della benzina salire oltre i 2 euro al litro: quell’insegna elettronica coi numeri ben visibili da ogni angolazione, in cui lumeggia il prezzo più basso, diventa una leva di persuasione incredibile.
AGLA Group, azienda di Albiate (MB), ne ha fatto la sua specializzazione. Si occupa della progettazione e della realizzazione di “pannelli a messaggio variabile” per parcheggi, stazioni di rifornimento e ricarica elettrica, centri urbani ed eventi sportivi di massimo livello - dalle Olimpiadi all'NBA. Una cura estrema dell’estetica e della funzionalità, creati per essere affidabili e integrarsi armoniosamente in ogni sistema e ambiente e per garantire sempre il messaggio giusto nel momento giusto.
La collaborazione con MULTI dura dal 2017, crescendo e accompagnando le diverse esigenze e fasi di trasformazione e crescita aziendale grazie a fiducia, conoscenza reciproca e obiettivi sempre nuovi. Come l’attività pre- e post-fiera svolta in occasione di Intertraffic Amsterdam, la fiera di riferimento per mobilità, smart city e parking environment.
Un lavoro in tandem con il team commerciale di AGLA, per arricchire l’agenda di appuntamenti, orientare verso i prospect più interessanti e informare i visitatori della presenza di AGLA indirizzandoli verso lo stand-percorso animato da pannelli e tecnologie al servizio dell'informazione e dell'indirizzamento.

TUMULTI dentro le imprese
A proposito di energia, l’intervista del mese entra nella sede di Gruppo Enercom, una realtà che abbraccia tutta la filiera Energy & Utilities, dalla produzione di energia rinnovabile alle reti di distribuzione gas, fino alle commodities luce-gas e soluzioni di efficienza energetica. Con 8 società, oltre 400 dipendenti e più di 300 milioni di fatturato, Gruppo Enercom è tra i principali player energetici privati del nord Italia, con una presenza radicata nei territori di provincia e piccoli comuni.
MULTI ha accompagnato il Gruppo e la capofila Enercom nel consolidare il nuovo posizionamento attraverso un rebranding e una nuova comunicazione, campagna multicanale ed eventi, bilancio di sostenibilità, social e digital marketing. Un percorso iniziato nel 2022 e che continua ancora oggi.
L’intervista a Cristina Crotti, Presidente del Gruppo Enercom, ci porta alla scoperta di una leadership gentile, capace di trasmettere visione e lungimiranza con pacata concretezza. Il Gruppo ha attraversato grandi fasi di cambiamento - tra liberalizzazioni, mercati in evoluzione e transizione energetica - raccontando come in un settore dominato dai grandi player la differenza la faccia il rapporto umano e la presenza territoriale, e come la sostenibilità non sia un adempimento, ma una scelta di senso. A partire dalla nuova sede, costruita come manifesto dei propri valori. Buona visione!

Cose che ci sono piaciute
Italians do it better_ Dalla nazionale femminile di basket - qualificata ai mondiali dopo 32 anni! - alle tante, bellissime medaglie delle paralimpiadi. Dalla storica vittoria contro la nazionale di rugby inglese all’altrettanto storica partita al World Baseball Classic, dove l’Italia ha sconfitto gli USA. Tra caffè in panchina, mani a carciofo e imprese storiche, ci sono ragazzi e ragazze che ci hanno ricordato quanto è bello indossare l’azzurro e gioire tutti insieme per un risultato raggiunto!
BEReal… MULTI edition_ 9:39 di giovedì 19 febbraio. Sulla chat di gruppo MULTI arriva una foto con il cielo terso del centro di Palermo: uno scatto della nostra Francesca in visita da clienti.

Da lì la voglia di condividere posizioni in tempo reale dalla rete MULTI dislocata e attiva in punti e luoghi diversi. In poche ore vediamo: Giovanna dai nostri uffici milanesi, Elena in una trattoria in zona Torino (buonissima, dice), Annalisa e Chiara nello stand del cliente Barbiflex a Myplant & Garden e, stessa fiera, il team comunicazione in visita allo stand di Ryobi, per finire con Francesca e la sua leggendaria restituzione dell’analisi marketing sul tavolo da poker di un albergo. Un momento di leggerezza - come promesso in apertura - per ricordarci che ovunque siamo… c’è il verde MULTI!

