Dell'impresa di Nolan si è detto tanto, tranne del vento. Quel vento favorevole che avrebbe potuto riportare a casa Ulisse – pardon, Odìsseo – in tempi brevi. E invece ci mette 10 anni – quasi 3 ore, in fuso cinematografico. Nessun Eolo ad aiutarlo in questa versione campione di incassi al botteghino e di meme sui social.
Ce lo siamo chiesti anche qui in MULTI: cosa porta le persone nel 2026 ad entusiasmarsi per l'Odissea? Parliamo di quasi un miliardo di ricavi per un poema scritto almeno 2700 anni fa, in una lingua che non si parla più; una vicenda di popoli antichi che appartengono ai libri di scuola. Certo – regista, cast e tecnica sono notevoli. Ma la storia cosa mai potrà dirci del mondo di oggi?!
Dopotutto si parla di guerra e giochi di potere, naufragi e profughi, soprusi e violenze domestiche. Tutta roba superata in oltre due millenni di progresso… più o meno. Persino il passaggio attraverso gli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb ci ricordano Scilla e Cariddi. Manca l'ira degli dèi, ma gli effetti della crisi climatica, nella pratica, li eguagliano.
L'Odissea è il viaggio per eccellenza. Un viaggio che si percorre per mari, esperienze, ricordi, moralità, identità. Non è una storia di navigazione nel Mediterraneo: è il viaggio dentro Ulisse, da qui il nome dell'opera. Omero comincia nel proemio proprio da tre verbi per introdurre il protagonista: “l'uomo che a lungo errò… le città vide… molti dolori patì”. Sono i verbi della conoscenza – viaggiare, vedere, patire: senza uno di questi, l'esperienza è incompleta. Dunque, Ulisse uno di noi, anche nel 2026! Il suo viaggio tumultuoso ci appartiene. In MULTI, particolarmente.

Una rappresentazione di un moderno Ulisse ad agosto, navigante digitale in mezzo alla tempesta di progetti, mail e notifiche, mentre sogna un’isola greca.
Forse ricorderete del “progetto Ulisse”, l'iniziativa del nostro team HR che consiste nella rotazione delle postazioni in ufficio: ogni nove mesi viene fatta una riassegnazione dei posti, di tutta MULTI, titolare compresa.
Lo scopo è condividere spazi e momenti con nuovi team, stringendo conoscenza ed entrando in empatia con persone e mansioni diverse, per imparare qualcosa in più sugli altri e anche su sé stessi. Ma chi si sarebbe aspettato che il “progetto Ulisse”, da metafora, potesse realizzarsi per davvero?! Qual buon vento! – lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle, in tutti i sensi. Una giornata fuori dagli schemi e fuori dagli uffici, per dedicarci un momento di condivisione tra “MULTI people” prima della chiusura estiva. La nostra epopea comincia qui.
Proemio
Narrami, o Musa, degli eroi e delle eroine che vagarono per lago lasciando la loro scrivania. Partirono dal porto dopo un veloce pranzo e molte risate condivisero con i loro compagni di viaggio…
Una solenne reinterpretazione dell'opera in chiave MULTI apre la giornata, anticipando la meta e l'attività del giorno. Destinazione Riva del Garda, partenza immediata! Ma prima, la divisione in squadre con il supporto imparziale dell'AI (rinominata “Claude Caniggia” per i simpatizzanti argentini) e la consegna del kit di navigazione: bandane colorate, creme solari, bottigliette d'acqua, un esclusivo spolverino antivento brandizzato MULTI e un walkie talkie per squadra, per comunicare in lago-aperto.

Si parte! L'avventura in pullman – Wild Bandana – segue il ritmo della playlist Spotify creata per l'occasione. Tutti partecipano aggiungendo il proprio pezzo – e in un attimo superiamo i 120 brani per oltre 7 ore di ascolto. La percentuale di reggaeton e latin pop ci ricorda quanta GenZ ci sia in MULTI; ABBA, Righeira e Orietta Berti, che anche i Boomer non si arrendono.

Arriviamo a Riva, pranzo vicino al porto in un ristorante aperto solo per noi: una carezza ai frutti di lago che ci rifocilla prima dell'attività. Anche in gita, brief e planning non mancano: gli skipper ci spiegano cosa faremo, dove andremo, come muoverci e altre importanti avvertenze che siamo troppo eccitati per memorizzare. Le colleghe in attesa – ribattezzate Penelopi – si godono il bagno del lido e qualche incrocio enigmistico. Navigatori e navigatrici, invece, si dividono sulle barche, bandane in testa, un colore per gruppo. Team nero, rosso, verde e blu. I colori primari alla base della scala cromatica. Poteva forse essere lasciato al caso?!
“Buon vento a chi oggi partirà e sa per certo che il maltempo passerà…” ci ricorda Jovanotti con Alfa. È il saluto chi si separa, consapevole di qualcosa di inaspettato, con l'augurio di ritrovarsi.
Spiegare le vele
“Lo senti? Lo sento!”
Il vento non è una cosa che si può spiegare. Quando ti soffia sul viso, sfiora i capelli, scivola dentro la camicia, scorre tra le dita saldamente ancorate al timone, è una sensazione senza paragoni.
Le vele invece si possono spiegare: cazzare la randa, il fiocco punge… ovvero controllare che vela posteriore e anteriore prendano il vento correttamente – non devono vibrare, ma restare gonfie. La penna in testa all'albero indica la direzione del vento. Il timone va accompagnato dolcemente, senza sterzate brusche. Durante la virata, spostare il peso delle persone sul lato opposto del pulpito – ma attenzione al boma! Una volta individuata la direzione, fissare un punto a terra come riferimento e proseguire tenendo la barra al centro, almeno finché il vento non cambia.
E poi orzare, strambare, lascare. Un lessico di base per chi veleggia. Un vocabolario nuovo per molti di noi. Ora capiamo la sensazione di chi sente per la prima volta parole come inbound, click-to-rate, brand purpose, reshoring. Siamo sulla stessa barca!

Navigando insieme abbiamo provato quanto la coesione sia il vero timone. Abbiamo affrontato raffiche improvvise, sperimentato virate repentine e abbiamo capito il valore del coordinamento millimetrico: fiducia tra chi era alla prua e chi al timone - perché quando il vento cambia, è un attimo perdere la rotta.
E poi, come Ulisse, abbiamo riscoperto che la nostra forza non sta nell'essere perfetti, ma nell'essere resilienti insieme. Siamo salpati con curiosità, siamo tornati a riva come un inarrestabile equipaggio, pronti a spiegare le vele verso i prossimi progetti!

MULTI in a bottle
Il nostro viaggio prosegue, dal porto di Riva del Garda a Salò, che ci accoglie con un'atmosfera magica: un bianco pontile a dividere il celeste dal turchese - e noi in mezzo a goderci lo spettacolo tra cielo e lago. C'è chi brinda, chi balla, chi scatta foto. E chi non resiste ad un ultimo tuffo dal pontile. La vista si perde tra i colori del Garda - letteralmente, un paio di occhiali rimane sul fondo del lago… ma non importa, domani è un'altro giorno!
Prima di avviarci verso casa, un gruppo dei nostri richiama l'attenzione e propone un gioco - pare improvvisato, ma astutamente pensato prima della partenza: ciascuno deve scrivere un pensiero sulla giornata appena trascorsa, e affidare il messaggio ad una bottiglia, come si faceva una volta.

La leggenda narra che nel 1580 la regina Elisabetta I, per evitare che spie nemiche potessero diffondere segreti o messaggi cifrati in patria, istituì in via ufficiale la carica di “Uncorker of Ocean Bottles”, ovvero lo “stappatore reale di bottiglie oceaniche". Era l'unica persona autorizzata ad aprire i messaggi affidati alle onde: chiunque altro aprisse queste bottiglie rischiava la pena di morte. Una storia affascinante, peccato sia frutto della penna di Victor Hugo, qualche secolo dopo. Eppure affidare messaggi alle onde, all'interno di una bottiglia, era un vero e proprio canale di comunicazione, una posta via mare molto diffusa all'epoca, specialmente in caso di incursioni nemiche.
Nella sua semplicità e complessità - e forse è proprio questo binomio a renderla speciale - per noi è stata una giornata incredibile e ciascuno ha provato a racchiudere queste sensazioni - i colori, gli sguardi, il vento - dentro un messaggio in bottiglia. Non sappiamo che fine faranno, chi li leggerà e cosa succederà poi. Sappiamo solo che era importante fissare quel momento con le parole.
TUMULTI dentro le imprese
Siate sinceri… Quanti libri, riviste, film, serie tv, newsletter avete accumulato in questi mesi con l'obiettivo di recuperarle “appena ho un momento”? Lo sappiamo, quel momento non arriva mai. Tranne ad agosto, un buon mese per recuperare! E allora… da oggi TUMULTI dentro le imprese è anche su Spotify, in video podcast - il binge watching (o binge listening, se siete più da cuffiette sotto l'ombrellone) perfetto per l'estate!

In sette puntate, TUMULTI dentro le imprese ha attraversato altrettante storie imprenditoriali, diverse per settore e generazione: sette sfide diverse, ma tutte riconducibili a un'unica domanda che ogni imprenditore si pone: come innovare, crescere e competere nel mondo restando fedeli alla propria identità? Le interviste offrono casi reali e concreti in cui rispecchiare le proprie tensioni e trovare spunti utili.
Scame, con Stefano Scainelli: reggere la competitività sull'export, in un mondo reso instabile da tensioni geopolitiche e nuove barriere commerciali.
ML Engraving, con Andrea Lodetti: trasformare un'azienda nata dalla marcatura laser in un partner tecnologico per grandi brand internazionali, senza perdere il legame con le persone e il territorio.
Gruppo Enercom, con Cristina Crotti: guidare la transizione energetica restando un operatore di prossimità in un mercato sempre più dominato da grandi player nazionali.
Socaf, con Diego Lussana: costruire, attraverso una fusione, uno dei principali gruppi italiani del cleaning professionale senza snaturare un modello fondato sulla consulenza e sulle persone.
Nettuno, con Marina Fratus: gestire il passaggio generazionale di una azienda familiare storica, mantenendone l'identità mentre cresce sui mercati internazionali.
Magnetti Building, con Benedetta Grigolin: superare la contrapposizione tra industria e architettura, imponendosi come general contractor con la fabbrica al centro del processo costruttivo.
Glass to Power, con Claudio Castellan: far conoscere e affermare, partendo da uno spin-off universitario, un mercato ancora tutto da esplorare come quello del fotovoltaico integrato negli edifici.
Chi ha saltato una puntata, chi vuole riascoltarne una mentre prende il sole, chi si sta portando avanti prima che a settembre si riparta con nuove storie: il momento giusto per recuperare tutto è adesso!
PMI ovvero Percorrere Molte Italie
In questo mese di chiusura, la redazione TUMULTI si apre – in realtà ha sempre una porta aperta – e scegliamo di condividere, non una storia di piccola-media impresa, ma un racconto che le raccoglie tutte, grandi incluse. Una testimonianza della nostra Francesca Gelmini, che ci saluta per le vacanze con questa riflessione, che riportiamo integralmente.
Negli ultimi tre mesi ho macinato davvero moltissimi chilometri. In auto, in treno, in aereo, Trentino, Sicilia, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia: il mio ufficio, spesso, è stato un finestrino. Più viaggio, più mi convinco di una cosa: l'Italia è un Paese da leggere, prima ancora che da visitare, guardandosi attorno con gli occhi spalancati.
Al di là della ricchezza imprenditoriale e industriale che attraversiamo ogni giorno per lavoro, questo Paese possiede una bellezza che non ha bisogno di essere raccontata: si mostra da sola, tra un profilo di montagne che cambia ad ogni curva e un centro storico o un lago che spunta all'improvviso dopo un casello.
Ma c'è un altro livello di lettura, più sottile, che ho imparato ad amare: le strade sono lo specchio fedele delle economie che attraversano. In Emilia si incontrano tir che trasportano turbine. In Romagna, trattori, scafi di imbarcazioni e, in certi tratti, Lamborghini che sfrecciano quasi per gioco. In Lombardia sono i trasporti per grandi impianti o infrastrutture a raccontare parte della storia. In Sicilia sono le pale eoliche, lunghissime, a farti cambiare di corsia per agevolare il trasporto speciale. E in Trentino il racconto passa dai vigneti alla meccatronica, con componenti di altissima precisione che viaggiano su treni silenziosi verso l'industria che l'Italia esporta nel mondo.
Ogni regione ha il suo carico, il suo linguaggio, il suo tratto distintivo. E messe insieme, queste strade compongono la mappa che prediligo del valore italiano: quello economico, quello paesaggistico, quello culturale, intrecciati senza soluzione di continuità. Fare la mia parte in MULTI significa anche questo: attraversare il Paese e vederne, pezzo dopo pezzo, la trama produttiva che lo unisce.
È agosto, il mese in cui molti si mettono in viaggio per piacere, non per lavoro. Ovunque siate vi auguro di alzare lo sguardo e riconoscere quanta bellezza il nostro Paese sa custodire.

Cose che ci sono piaciute
La setta dei poeti (non) estinti _ Di Omero sappiamo poco - forse cieco? forse figlio di mercante? forse un redattore capo di un collettivo di autori diversi? Di sicuro era poeta. Può sembrare un mestiere del passato, eppure, in quest'ultimo mese abbiamo scoperto dei poeti tra gli insospettabili.
Come Wang Jibing, il “poeta-rider” cinese, che compone poesie a mente durante le consegne in bicicletta e le appunta su fogli di carta improvvisati. Oltre 5.000 poesie e 20M di visualizzazioni sui social. Di recente ha persino vinto il Premio Letterario Lu Xun, uno dei più prestigiosi in Cina.
Altra scoperta, in Francia questa volta: una crew di ragazzi in tute acetate, aspetto da maranza, sullo sfondo le case popolari di un banlieue, si sfidano su TikTok con slang popolare… citando Sartre, Guy de Maupassant, Gustave Flaubert! Il loro leader si definisce - in quest'ordine - “poeta, scultore, sociologo”. Ne siamo già innamorati!
Virtual Insanity, 30 anni dopo _ Era il 1996 quando i Jamiroquai pubblicavano uno dei loro brani più iconici, capace di portarli in vetta alle classifiche e ottenere quattro MTV Video Music Awards e un Grammy Award. Un successo rafforzato da un videoclip che ha fatto la storia, quello dove il frontman Jay Kay balla con movimenti impossibili in una stanza bianca. Per il 30esimo anniversario, torna sul set di quel videoclip, realizzando l'impossibile: 9 stanze che si muovono con lui, attorno a lui, solo tecnica meccanica, senza uso di AI (qui il dietro le quinte). Lo fa per uno spot, ma il messaggio resta attuale: in un mondo sempre più artificiale e disumanizzato, che si muove in maniera folle, è l'essere umano a sorprenderci ancora.
Progetto Ulisse (quello vero) by MULTI _ L'abbiamo accennata sopra, la playlist creata in modalità partecipata da tutti i MULTI people, che ha accompagnato la nostra gita estiva. Per chi volesse avventurarsi nella discografia MULTI, qui il link!

Gli uffici MULTI resteranno chiusi dal 10 al 23 agosto compresi, ci rivediamo il 24. Buona estate e… buon vento!
