Timidezza marketing

Profonde, quiete, silenziose: le acque del lago rispecchiavano le mie giornate e i miei stati d’animo. Mi piaceva studiare greco, latino e filosofia. Amavo gli animali. Ero una ragazzina timida e introversa. Avevo 16 anni, frequentavo il liceo classico a Lovere.

Un giorno inizio a parlare con una ragazza più grande. Mi racconta l’esperienza vissuta nel progetto “un anno scolastico all’estero”. L’idea si radica in me. Sul modulo di richiesta scrivo: mi piacerebbe un paese caldo, assolato, di mare.

Mi ritrovo nel Vermont, montagne innevate, foreste sconfinate, laghi ghiacciati, inverni a -20. Mi ospita una famiglia con tre figlie, una grande casa di legno bianca, il prato curato. Spazi aperti e piccole cittadine, il college, il campus, lo spettacolo del foliage in autunno, i ponti lignei coperti, lo sciroppo d’acero: è un’America bucolica, rurale, old style.

Dopo un anno, tornando a casa, vedo le cose in modo diverso. Le persone, i luoghi, le abitudini. Sono cambiata. Sempre riflessiva, ma con più attenzione a quel che accade fuori di me, più comprensione. E un rispetto nuovo verso la natura, gli alberi, la terra.

Per caso un giorno leggo sul giornale la presentazione del corso di laurea della Bocconi in management dei beni culturali, mi ispira, vado all’open day, faccio i test d’ingresso, li supero, mi iscrivo, mi trasferisco a Milano. Sono anni intensi, di studio, di impegno, di lavoro di gruppo.  Mi laureo con una tesi di “marketing esperienziale” piuttosto insolita, l’oggetto della mia indagine è la clientela di uno studio dentistico. Poi un master annuale in marketing e comunicazione a Bergamo, e uno stage alla Fiera di Bergamo, dove lavoro nella segreteria organizzativa.  Attraverso LinkedIn sono invitata a un colloquio in ABB. L’azienda ha allestito un laboratorio didattico multifunzione, visitato da gruppi di studenti, ricercatori, neoassunti, agenti, buyer, manager. Il laboratorio è una vetrina sul mondo ABB e sulle nuove tecnologie, Industry 4.0, la robotica, l’automazione, la realtà virtuale. Ci lavorerò un anno.

E un giorno, tra i manager in visita, riconosco Giovanna Ricuperati, CEO Multi, che mi aveva colpita quando era venuta a tenere una lezione in Università, nell’ambito del master in marketing e comunicazione.

Oggi lavoro in Multi, nella divisione marketing. Una società di consulenza è una fonte di formazione continua, di apertura e rinnovamento. Il contesto ideale per mettere a frutto tutto quello che ho studiato e appreso. E forse, penso, anche il mio percorso di crescita personale.

Uscire dal proprio ambiente, aprirsi, confrontarsi, superare la timidezza. E commutare l’introversione in capacità di ascolto, dialogo e collaborazione. Il marketing è anche questo.

Le aziende sono fatte di persone. E le persone di esperienze.

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