Non deve essere perfetto, deve funzionare


Silvia Cortinovis

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Silvia Cortinovis

Un piccolo paese abbarbicato a mezza costa all’imbocco della valle, dove i fianchi dei monti si stringono fin quasi a toccarsi e il fiume corre rapido tra le rocce.
Passavo interi pomeriggi a leggere e scrivere nella mansarda della casa di famiglia, costruita interamente da mio nonno, uomo fantastico capace di immaginare e costruire qualsiasi cosa. Per me aveva creato una meravigliosa casa delle bambole. Ma non ci ho mai messo le bambole. Preferivo gli animali. E i libri. Collezionavo cani di peluche e giocavo a fare la bibliotecaria. Sono sempre stata una bambina seria e riservata. “I suoi silenzi parlano”, aveva detto il mio professore di storia delle medie a mio papà durante un colloquio “bisogna solo imparare ad ascoltarli”. E aveva aggiunto “quando si lascia andare poi, non la ferma più nessuno”.
Dopo le medie mi iscrivo al Liceo G. Falcone, cinque anni intensissimi, studio inglese, tedesco e soprattutto francese, la mia vera lingua. Infine, il diploma Esabac, cioè la doppia maturità, italiana e francese, con il massimo dei voti. Mi sentivo stremata.
«E adesso cosa faccio?» Situazione difficile per una perfezionista abituata ad avere tutto sotto controllo.
La laurea in lingue e letterature straniere non mi attrae, desidero imparare qualcosa di pratico e lasciare spazio alla parte più analitica che è in me, così mi iscrivo alla triennale in Ingegneria Gestionale. Mi bastano 6 mesi per capire che quel mondo fatto solo di numeri non è il mio futuro. Poco tempo dopo vengo a conoscenza del primo ITS d’ambito commerciale, due anni di Marketing, Sale & Export Management, 600 ore di teoria e 400 di pratica l’anno, con imprenditori e insegnanti universitari, corsi di CRM, digital marketing, tecniche di vendita e stage in azienda.
Quando vedo sul sito l’immagine della casa MULTI, capisco che è il posto per me. Mando il mio CV, faccio il colloquio, inizio come stagista, poi il tirocinio e l’apprendistato. Nel frattempo, mi laureo in Economia indirizzo Business Management.
«Better done than perfect», finalmente l’ho capito.
Oggi lavoro nell’area Business Expander, mi occupo di attività di consulenza marketing ed export per aziende B2B di diversi settori. Essere consulente implica lavorare su tanti progetti, per clienti diversi. Significa andare dalle aziende, empatizzare con gli imprenditori, fare analisi e capire dove puntare la freccia, per poi diventare il braccio che la scocca, indossando il cappello di export manager, e fare centro nel bersaglio. I risultati? Un nuovo cliente in Francia, un nuovo partner di distribuzione in Germania, un nuovo agente nel Regno Unito. Significa anche fare ritorno in casa MULTI e gestire i flussi dei vari progetti, tenere insieme i pezzi, fare filare tutto, per tutti i clienti. È un meccanismo, complesso ma armonioso e coerente in tutte le sue parti. Non deve essere perfetto, deve funzionare.

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