Energie rinnovabili


Marta Nozza Bielli

Contatta
Marta Nozza Bielli

Un ricordo infantile chiarissimo: gli altri che si affacciano nella culla e mi guardano. Sentirmi osservata, ho sempre avuto questa sensazione, questa coscienza dello sguardo degli altri.

«Smettila, non è vero» mi dico.
Allora cerco di controllarmi, di stare attenta a come mi pongo, a quello che dico. Ma il fatto è questo: ero una bambina molto introversa e lo sono anche adesso, nonostante negli anni abbia imparato ad essere espansiva e comunicativa, perfino estroversa. «Puoi cambiare» mi ripeto.

E sono realmente convinta che puoi intervenire su certi aspetti della tua personalità, così come puoi cambiare i mobili di casa, gli arredi e i serramenti: ma i muri e le fondamenta sono quelli, non li cambi, non puoi e non devi, perché sono quelli che ti tengono in piedi. E anche se adesso sembro così controllata, poi sono una persona di pancia, le mie emozioni sono incontrollabili, potrei venderle a peso, al dettaglio, all’ingrosso. Emozioni senza fine, una fonte di energia rinnovabile.

«Come al cinema».
Come quella volta, qualche anno fa, al festival del cinema di Venezia, aspirante critica cinematografica inviata alla prima di un grande film. La sala Darsena stipata, 2000 persone da tutto il mondo, accanto a me una ragazza orientale e un tedesco serissimo. Il film è bello e commovente, si accendono le luci e scopro che non solo io, ma tutti hanno gli occhi lucidi.

«Ascoltami».
Se devo trovarmi un pregio, è questo: io so ascoltare, ascolto le persone, ascolto tutto, le cose dette e anche quelle non dette. E ricordo tutto. Mi piace la comunicazione, credo nel potere delle parole, sta tutto lì. Se sai comunicare sei un passo avanti. Poi occorre la sostanza, cioè idee, sentimenti e la capacità di connetterli. Ho studiato scienze della comunicazione a Milano, ma è stato facendo la barista e la cameriera per pagarmi gli studi che ho capito tante cose sulla comunicazione, sulla relazione con le persone e sul concetto di servizio, la qualità del servizio.

«Non basta dire no».
Se ti dico no, te lo spiego, un “no” secco non serve. Saper trovare un punto d’incontro. Mettere insieme i pezzi. Creare una storia. La narrativa è questo. Che sia cinema, romanzo, canzone o social network mi piace fare questo, costruire il dialogo, la struttura, la trama, le possibili storie. Mi sento una soggettista, vedo la storia, sento la storia. Non ho mai avuto l’aspirazione a diventare influente, ad avere visibilità personale, anzi, l’ho sempre fuggita. Ma so come fare per creare interesse attrarre attenzione su qualsiasi cosa che non sia io, è questo il mio mestiere, e l’ho scoperto quasi per caso, lavorando in un’agenzia, iniziando a curare i social per i clienti. Il mio approccio è sempre lo stesso: in ogni cosa, il massimo impegno. Non sono mai soddisfatta. Provare, riprovare, migliorare. Sempre. L’energia non mi manca mai. Ho giacimenti inesplorati.

Vuoi saperne di più ?
Contattaci