Come si chiama la bella addormentata?

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Chiara Ballabio

La bella addormentata nasce a Seregno, figlia unica.
Fin da bambina impara le lingue, studia soprattutto il tedesco, ma anche francese, inglese e giapponese. Una figura importante è la prof di inglese delle medie, detta “la Teacher”: è lei a farle nascere la passione per le lingue. Si diploma al liceo linguistico di Muggiò, poi sceglie la migliore università italiana per apprendere il russo: Bergamo. Discute una tesi sulla sottile e incolmabile differenza tra due parole quasi identiche, “prostor” e “prostranstvo”, che significano lo spazio metafisico interiore e lo spazio geografico esteriore.
In cerca delle sue origini, la bella addormentata parte per la Germania, sulle tracce dei fratelli Grimm, che hanno unificato la lingua tedesca in un vocabolario di 33 volumi e riscritto centinaia di fiabe popolari europee, tra le quali chiaramente la bella addormentata che successivamente, sul finire dell’800, grazie al genio di Cajkovskij, diventa il balletto più bello mai messo in scena nella storia del teatro e della danza.
La bella addormentata allora si reca in Russia, soggiorna a Mosca in un deprimente ostello sovietico, segue un corso di lingua e arriva infine a S. Pietroburgo, dove è stata messa in scena per la prima volta in onore dello zar Alessandro.
Nel frattempo, naturalmente, la bella addormentata studia danza classica.
La danza classica è una disciplina molto codificata, con moltissime regole, creata a fine 700 in Francia, a Versailles, alla corte di Luigi XIV, il Re Sole. Un apprendimento continuo, che prevede lezioni, corsi, e prove. Molte bambine e ragazzine fanno danza classica per qualche anno, ma non puoi dire di essere una ballerina di danza classica prima di aver completato un percorso didattico di 8 anni.
La bella addormentata studia con un gruppo 12 persone, ragiona in 8 tempi e impara le 6 posizioni e i 4 schemi, in linea, incrociata, aperta, chiusa. Tutto molto schematico. Coordinare gesti, forze, nervi, muscoli e appoggi in funzione d’armonia e sincronia. Prima individuale, poi corale, di gruppo. Compostezza, fluidità, eleganza. Controllo mentale e coscienza del corpo. Spalle in giù e collo in su. Portamento personale e comportamento sociale.
Finché un bel giorno la bella addormentata si risveglia in un ufficio marketing.
I suoi primi passi come export manager impegnativi come un debutto alla Scala. Si ritrova a fare telefonate in tedesco, con l’obiettivo di portare le nostre aziende a lavorare per il mercato tedesco, parlando il linguaggio tecnico della meccanica speciale tedesca, entrando nello specifico dei componenti per frese. Ha studiato tedesco per quasi 15 anni, ma ci sono cose che si possono imparare solo sul campo. Parole, frasi, espressioni gergali mai sentite, da capire al volo, per istinto. C’è chi le risponde: Italia? No grazie, lavoriamo solo con Austria e Svizzera. Ma non demorde, prende coraggio e continua a ballare. Telefonate, mail, fiere.
Tutto questo per dire che la bella addormentata della fiaba/balletto si chiama Aurora.
E arriva sempre prima dell’alba.

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