Vietato dire purtroppo

Imparare è la mia parola chiave.
Da bambina adoravo leggere, e vedere biblioteche distrutte, incendiate è il ricordo più brutto della mia infanzia in Albania.

Arrivata in Italia, mi stupiva che gli insegnanti non sapessero l’inglese. Per adattarmi ho peggiorato il mio inglese.

All’inizio avevo molta paura di sbagliare, poi mi sono messa in gioco. Il mio lavoro di ricerca clienti e apertura di nuovi mercati coincide con il portare una ventata di novità alle aziende. Ogni realtà è unica ed è mio compito fare emergere, attraverso il confronto con il cliente, i punti di forza, di debolezza, le motivazioni, le aspirazioni, gli obiettivi di crescita per impostare un progetto di internazionalizzazione efficace. Talvolta questo significa anche fare la “psicologa aziendale” perché solo lavorando a stretto contatto con il cliente è possibile individuare gli obiettivi più perseguibili, adeguati ai mercati e alla sua struttura. Quando il cliente riconosce la bontà del progetto e lo fa proprio, questo supera qualunque tipo di gratificazione. Sono molto soddisfatta degli output, perché i risultati arrivano dal migliorare il sistema nel corso tempo. E vedo un futuro molto positivo.

Il mio cartone animato preferito è Alice in Wonderland, perché ha un approccio semplice verso un mondo complicato e mi mette il buon umore. Spesso l’azienda non è Wonderland e si respira un’atmosfera demotivata. Io spingo queste realtà a togliersi dai pensieri e dalle e-mail la parola “purtroppo”. Se riesco a fare questo… è un primo passo verso il successo.