Tecnica mista

Sono nata e cresciuta a Prezzate, come Alberto da Prezzate, che 1000 anni fa fondò le abbazie benedettine di Pontida e di S. Egidio di Fontanella. Da allora, non è più successo niente.

Ho sempre condotto una vita tranquilla, anche noiosa. Mi appassionava il disegno, ma la mia vera inclinazione era l’ozio. Poi un giorno durante le scuole superiori – un istituto tecnico per grafici pubblicitari – accade qualcosa che mi cambia la vita. Interrogata in storia dell’arte, faccio scena muta e la professoressa mi ammonisce: così non va bene Facheris!  Torno a casa, mi decido ad aprire il libro di testo, “Arti visive” di Angela Vettese e Gillo Dorfles. Comincio a leggere, e scopro un mondo che mi cattura completamente. Passano le ore, passano le giornate, io ormai sono in un altro mondo, sono diventata una lettrice compulsiva di storia dell’arte. Interrogata nuovamente, prendo 9.

Dopo il diploma mi iscrivo all’Accademia Carrara, mi specializzo in nuove tecnologie per l’arte, comincio a pensare al mio futuro. Nell’ultimo anno inizio a curare le mostre studentesche, e il mio professore mi propone di fare uno stage in ALT.

ALT è l’acronimo di Arte Lavoro Territorio, il nuovo museo di Alzano Lombardo, promosso da due grandi collezionisti privati, Tullio Leggeri e Fausto Radici, con l’obiettivo di far conoscere l’arte contemporanea al pubblico del nostro territorio. La sede è negli spazi dell’ex cementificio Italcementi, la grande fabbrica-cattedrale, gioiello d’archeologia industriale.

Era il 2011: iniziata come uno stage,  la mia collaborazione è diventata il mio lavoro, la mia missione. La collezione conta 870 opere, di cui 350 esposte, con grandi nomi, dalle avanguardie storiche – Balla, Duchamp – ai protagonisti dell’arte povera – Pistoletto, Boetti, Mario Merz – fino ai contemporanei Paul McCarthy, Maurizio Cattelan, Marina Abramovic e Vanessa Beecroft. Mi occupo dell’archivio e del monitoraggio della raccolta, della gestione di prestiti, scambi, mostre ed eventi.

Nel 2017 l’evento clou: una grande mostra al Foro Palatino a Roma dedicata alla collezione ALT, con installazioni realizzate per l’occasione da Ugo La Pietra, Mauro Staccioli e Gianni Pettena. Vedere nascere le opere, curare e coordinare il lavoro di questi artisti in un contesto di visibilità internazionale è stata l’esperienza per me più gratificante a coronamento di anni nei quali ho imparato a “fare tutto”, dalla logistica all’ufficio stampa, e a relazionarmi con tutti i protagonisti degli eventi culturali – istituzioni, sponsor, media – fino al contatto diretto con il pubblico. Purtroppo, nel contempo, il difficile rapporto tra ALT e il Comune di Alzano, ha portato Leggeri alla scelta amara di chiudere lo spazio ALT.

Con il mio bagaglio esperienziale, mi sono rimessa in viaggio e ho incontrato MULTI. Ambiente stimolante, energia nuova, nuove sfide. Per MULTI seguo associazioni come Luberg e spazi come il KmRosso nati per la mediazione e l’incontro tra il mondo del sapere e della ricerca e le realtà del lavoro, delle aziende e delle professioni. Se fosse un’opera d’arte, il mio lavoro, fatto di dinamismo e determinazione, e di competenze diverse, sarebbe un’opera futurista, o di arte cinetica, realizzata con tecnica mista.