Recupero e riciclo: una risorsa

Ieri ho conosciuto un imprenditore vero, verace, bello. Uno di quelli che si sono fatti da soli, che hanno il fuoco vivo in corpo, che hanno una determinazione che non vedevo da anni in corpo d’uomo.

Partito dal riciclo, dal recupero, da qualcosa che oggi va tanto di moda, ma che allora pareva cheap e poco edificante. Ha messo su un’azienda nella quale si respira energia e ubriacatura da crescita, un ritmo incessante. Un uomo che, non l’avrei mai detto, ma per amministratore delegato ha una donna, alla quale ha affidato questa responsabilità quando lei aveva 26 anni. Un uomo attento anche al territorio, ai ragazzini, al calcio (la sua passione), uno che ne tira su 300 e li accoglie, anche se i parenti non vengono a ritirarli all’ora giusta. Mi ricorda che serve il gas per scaldare l’acqua di 34.000 docce, tre alla settimana per ognuno dei 300 campioni. Un uomo che in un ufficio presidenziale stile exotic/african ha esposto le copie rilegate in pelle del codice di Leonardo: ce le mostra con l’emozione di un bambino. Le sfoglia dicendo che il genio dei geni passava dall’arte all’ingegneria, dalla botanica all’anatomia con la leggerezza di una libellula. In lui rivedo la stessa leggerezza, nonostante la stazza. Un manifatturiero 4.0 nel profondo. Cos’altro dire? Se ha un senso dedicare tempo alle associazioni, è soprattutto perché ogni tanto capita di incontrare qualcuno che insegna nella forma più alta: attraverso l’esempio.
Grazie Olivo.