Progetto LET3 : un mese on the road a parlare di Export

Ormai da qualche anno, per Multiconsult, giugno è il mese nel quale prende avvio il road show di presentazione del progetto LET3 (Lombardy Export Trade) presso le Camere di Commercio Lombarde.

Il progetto, ideato da Unioncamere Lombardia tre anni fa, coinvolge quasi un centinaio di aziende in un percorso di check up sull’attitudine all’esportazione e un successivo affiancamento export di un consulente specializzato.

In queste settimane sono iniziati gli incontri di formazione per le aziende prescelte in questa edizione. Dai primi incontri emerge un’esigenza forte di internazionalizzazione da parte delle imprese, ma il vero nodo da sciogliere è come strutturare i passi della vendita all’estero.

Spesso la ricerca di nuovi clienti all’estero nasce dalle difficoltà sul mercato interno, tuttavia il pensiero di sostituire clienti italiani persi con nuovi partner stranieri non è corretto.

L’internazionalizzazione è un percorso lungo, che va affrontato strutturando l’azienda in modo da renderla pronta a rispondere ad esigenze e richieste spesso molto diverse da quelle che giungono dal mercato italiano. L’attitudine all’export deve essere presente in azienda in tutte le figure coinvolte, dal commerciale all’ufficio tecnico, dalla logistica all’amministrazione. Ecco perché è necessaria una formazione e un affiancamento per l’export e i tempi di risposta dei mercati internazionali possono essere più lunghi del previsto.

I mercati internazionali sono una risorsa fondamentale, ma nel medio periodo e attraverso un percorso strutturato.

Spesso l’obiezione principale ad un percorso di questo genere sono i costi in termini di risorse umane, di promozione e di eventuali adattamenti del prodotto. È vero: un progetto di internazionalizzazione comporta investimenti. Tuttavia l’attitudine all’investimento delle imprese in ambito produttivo è sempre stata alta: ora si tratta solo di cambiare l’obiettivo dell’investimento, passare dagli investimenti nelle macchine per produrre agli investimenti nelle macchine per vendere.

È una sfida che non si può più posporre e stiamo osservando negli incontri di formazione che le aziende iniziano ad averne consapevolezza. L’interessante parametro che ci permette di fare questa considerazione è che, gli anni scorsi, a questi incontri erano presenti solo una persona per azienda, spesso l’imprenditore. Ora la platea sta cambiando, all’imprenditore si affiancano anche altre figure aziendali interessate e coinvolte nei progetti export.

È un buon segno, avanti così!