Per il logo ci vuole il geologo

Io sono laureata in geologia, con una tesi sugli smeraldi. Di pubblicità e comunicazione, non sapevo niente.

Dopo la laurea partecipo a una spedizione in montagna, c’era da verificare quest’ipotesi smeraldi in Val d’Ossola, notti nelle malghe e discesa in fune doppia, ma alla fine non troviamo che piccoli berilli verdi. Rientrata nella civiltà, ho una mezza idea di fare la gemmologa, ma decido di seguire un master al Politecnico di Milano in architettura del paesaggio. Studio gli aspetti legali, urbanistici, ambientali, paesaggistici, poi uno stage nella comunità montana del Sestriere, poi trovo lavoro presso un geologo, e scopro che mi annoia: piani regolatori, prove su acque, stratigrafia per lavori edili, non mi piaceva.

Rispondo a un annuncio “cercasi laureato in discipline scientifiche con riferimento all’ambiente” e mi ritrovo assunta in Confindustria per fare consulenza ambientale a supporto dell’ufficio studi. Seguivo i cavatori di marmo o i cementifici nelle istanze verso la Provincia in relazione ai piani regolatori.

Con il matrimonio e l’arrivo dei figli chiedo il part-time: vengo trasferita all’area marketing associativo, dove conosco Giovanna. Oggi lavoro in Multiconsult come account, come commerciale dell’area comunicazione: è il lavoro che mi sento addosso. Non sapevo niente di comunicazione, una sfida, e la fortuna di persone intorno da cui ho imparato molto. Non ero abituata a lavorare in gruppo, in open space con altre sei persone, in un ruolo che prevede la capacità di sdoppiarsi, devi essere il creativo, il pubblicitario, per il cliente; e all’opposto sei tu il cliente per il creativo con cui lavori, il graphic designer o il copy. Solo se ti conquisti la fiducia del cliente riesci a dare il meglio, e a far dare il meglio a tutto il team di lavoro.

Un cliente perso a volte ti fa crescere, capisci che il vero plus è il confronto. La buona comunicazione non è costruirsi una bella facciata, ma avere il coraggio di mostrare la faccia vera, essere sinceri con il mercato. I problemi più frequenti sono legati alle dinamiche familiari, al passaggio generazionale, che coincide con un cambio di comunicazione. Poi ci sono società che vanno talmente bene che pensano di non aver bisogno di fare comunicazione: invece avere una comunicazione è un dovere verso gli stakeholder, ed anche un forma di… prevenzione anti-colesterolo aziendale, per tenere fluida l’energia, il magma, il fuoco aziendale. Anche la roccia è una materia viva, che cambia. Infine ci sono quelli che vorrebbero fare comunicazione da sé: ma la creatività è un terreno che va ben coltivato, con semi di qualità, e che dà ottimi frutti solo a chi conosce bene la terra.