L’innovazione è una donna che non dorme mai.

Portare un’idea in grembo, generare il futuro. Un seme che prende corpo, finché un giorno vede la luce. Fare marketing, fare innovazione da sempre vuol dire essere fertili. E oggi, nell’epoca dell’automazione e della multi connessione, l’innovazione è una donna che non si ferma mai.

La velocità di pensiero-azione è diventata fondamentale. Il time to market si è abbreviato, e la distanza tra la strategia e l’operatività è sempre più ridotta. Non più infiniti report semestrali, ma input e feedback quotidiani.

Il mio lavoro è questo: accompagnare le aziende nell’innovazione e nello sviluppo, nelle scelte di marketing decisive per l’apertura commerciale a nuovi mercati. Fare marketing oggi significa costruire ponti tra le aziende, il mondo della ricerca&sviluppo e il mercato. Per questo occorre saper raccogliere e sintetizzare tutte le informazioni relative a un business, e rielaborarle e distribuirle con regolarità.

Il marketing è il curatore del sapere aziendale. E all’interno dell’azienda il “bisogno di sapere” è multiforme. L’AD vuole sapere dove va il settore. Le Risorse Umane vogliono sapere quali sono i nuovi profili interessanti. La direzione finanziaria vuole sapere a che prezzo escono i concorrenti. Le Vendite vogliono sapere su quali mercati puntare.

In realtà bisogna saper cogliere tutti i segnali, e fare speciale attenzione ai segnali discordanti, che spesso innescano intuizioni interessanti, che portano a scelte nuove, che creano il vantaggio competitivo.

Quando il marketing lavora bene, raggiunge il risultato. Ma non deve aspettarsi l’applauso: l’uomo marketing, proprio perché la sua funzione è connettiva, di servizio, non ha e non deve avere la visibilità né il ruolo del protagonista. Come nella pallavolo, è lo schiacciatore a realizzare il punto. Il marketing è l’alzatore, è quello che fa l’assist.

A tutti i livelli in cui intervengo, che sia nella mia azienda, o per un cliente, o all’interno di un’associazione, ma anche in famiglia, quello che faccio è questo: risolvere i problemi, sbloccare le inerzie, far incontrare le persone, far conoscere le opportunità, attivare sinergie.

E quando il cliente dice “bravi”, quando dice “grazie”: è questa la gratificazione.

Un lavoro complesso, spesso frenetico, che richiede grande capacità di controllo. Nel fare marketing, nel fare innovazione c’è l’autentico – l’antico – spirito d’impresa, di colui che intraprende, animato da un’energia pulita, che si auto-ricarica.

Il futuro è l’automazione, l’inbound e il web marketing. Strumenti di contatto molto più veloci, precisi e potenti. Questo permetterà di dedicare più attenzione alla strategia, e alla costruzione di una relazione di autenticità con il business, perché nel web la verità, al sincerità non solo di un persona, ma di un’azienda, è il valore più grande, che viene subito percepito e  diventa immediatamente condivisibile.

In un mondo iper-digitalizzato, tornerà il bisogno di mettere i piedi nudi su un vero prato. Mentre l’intelligenza artificiale darà tutte le risposte, la mente umana tornerà a porre vere domande, e diventerà preziosa come quel prato.