Imprenditore solitario VS reti d’impresa: l’impegno di Multiconsult

L’impegno di Multiconsult attorno al tema delle Reti d’impresa continua con l’intervento nell’ambito della presentazione del consorzio “Asta.net” a Brescia.

La situazione attuale è caratterizzata da un dualismo imprenditoriale: da un lato le PMI che oscillano tra esempi di successo e crescenti difficoltà nell’interloquire con il mercato globale, dall’altro le grandi imprese che per condurre le loro attività si appoggiano spesso ad aziende di dimensioni inferiori con cui condividono fasi di lavorazione, processi e obiettivi.

Le reti rappresentano al tempo stesso un’opportunità e una risposta all’evoluzione del mercato che sembra sempre più caratterizzato da una richiesta di rapidità, flessibilità e creatività alle imprese. A ciò si aggiunge anche la valutazione che ciascuna impresa dovrebbe fare: le reti sono lo strumento essenziale per affrontare in modo più efficace i passaggi di un’epoca in transizione come quella nella quale ci troviamo… mettersi in rete riduce il rischio di “affogare” sopraffatti dalle onde del cambiamento.

La rete però non deve essere una scelta di “attesa” rispetto alle evoluzioni del mercato, dettata dalla necessità di capire, intuire le direzioni future. Si tratta infatti di un’azione che prevede un coinvolgimento attivo dei singoli partecipanti attorno ad un obiettivo comune.

Al di là dei dubbi a cui si può trovare di fronte il singolo imprenditore quando deve decidere se entrare a far parte di una rete, i pilastri attorno ai quali concepire tale partecipazione sono tre:

  1. SUPERARE GLI INDIVIDUALISMI. Occorre imparare a praticare la fiducia, ovvero “credere negli altri prima ancora che questi credano in te” (M. Marzano)
  2. DEFINIRE UN PROGETTO. Con la rete nasce un nuovo progetto e una nuova impresa, le cui basi si costruiscono adottando un approccio sistematico, costituito da un susseguirsi di fasi e step “formalizzati” e ripresi dal tradizionale approccio in chiave “marketing”. Si parte dall’analisi interna delle caratteristiche della rete per combinarla con i dati esterni di mercato al fine di definire il posizionamento strategico della rete e del progetto.
  3. SCEGLIERE DI INVESTIRE. Il primo investimento è in capitale umano al fine di acquisire nella rete esperienze, tecnologie, strumenti adatti a rispondere ai nuovi significati ed esigenze del mercato.

In quest’ottica, il mito dell’imprenditore solitario si evolve e lascia il posto a un’imprenditoria diffusa che si dovrebbe fondare attorno ai concetti di fiducia e collaborazione. Anche l’impresa si arricchisce di nuovi connotati e “intelligenze” in termini di tecnica, flessibilità e creatività. L’impresa non è più solo efficiente ma è creativa nel senso che è capace di generare nuove idee e soluzioni in linea con il mercato globale.