Il target assoluto

Il target assoluto è l’intera umanità, presa per ogni singolo uomo, nel profondo, nel bisogno primario assoluto: il cibo per l’anima. Parliamo della grande arte, della grande poesia, della grande bellezza, che è poi la vera base di qualsiasi marketing territoriale autentico ed efficace. Siamo una delle principali aree manifatturiere d’Europa, ma la nostra produzione di cibo per l’anima è a livelli d’indigenza. Dobbiamo far ripartire la produzione col valorizzare le risorse autoctone, i giacimenti storici.

multi1Questa intro per inquadrare il senso dell’operazione Donizetti.

Un grande maestro, uno dei padri del bel canto. Capolavori immortali, musica dell’anima.

Oggi nella sua città esistono due fondazioni a suo nome: la Fondazione Donizetti, dedicata a far vivere la sua opera lirica nel mondo, rinnovando le produzioni, i modi, il pubblico; e la Fondazione Teatro Donizetti, più prosaica, finalizzata a reperire i fondi per rendere il teatro della sua città degno del nome che porta, elevandolo a casa madre dell’opera donizettiana.

Due mondi, due approcci, due ragioni sociali, due parole d’ordine.

La prima è la Donizetti Revolution, e intende rivoluzionare le modalità di fruizione della musica lirica per rilanciarla, svecchiarla, attrarre nuovo pubblico, nuove generazioni. L’alfiere della Rivoluzione è il giovane Francesco Micheli, bergamasco, uomo coltissimo.

La seconda è la Ristrutturazione del teatro Donizetti, e intende rinnovare, abbellire, modernizzare la struttura, renderla un prestigioso teatro europeo. L’alfiere della Ristrutturazione è il “vecchio” Valerio Marabini, bergamasco, uomo coltissimo.

multi2C’è qualcuno, in questa città, mi sono chiesta, che può far incontrare questi due universi-diversi, questi due uomini, vedendoli complementari?

La funzione del marketing è quella di creare un ponte tra le due sponde dello stesso fiume. Così, nella sede Multiconsult di Bergamo, prima di Natale si è svolta una serata particolare, un aperitivo donizettiano (l’Elisir d’amore, a base di assenzio, creato per l’occasione da Simo&Cece) e un allestimento tematico, curato da Anna Casiraghi e dall’area comunicazione di Multiconsult. Nel salone d’ingresso, un’installazione pluviale-fluviale, con le locandine originali dell’Anna Bolena e dell’Elisir d’amore e quelle “modernissime” della Revolution che scendevano dal soffitto, trattenute da sassi di fiume (quelle “beole”, o “rolling stones”, sulle quali tutto scorre ma che diventano pietre miliari che ci ancorano alle nostre radici) e accoglievano gli ospiti come veli di un sipario: una hall-intro che faceva da ponte tra i due focus della serata, da un lato il “contenitore Donizetti”, rappresentato dal modello in scala del nuovo teatro; dall’altro il “contenuto Donizetti”, materializzato in un pianoforte (con pianista e cantante!).

Momento clou della serata, gli interventi dei due “alfieri”: ha detto cose semplici Micheli, ci ha fatto sentire orgogliosi di essere bergamaschi, e ha detto cose semplici Marabini, con la certezza di riuscire nell’impresa e una passione adolescenziale che gli fa onore.

multi4Stimolare gli incroci, sviluppare i contenuti, rinnovare i contenitori, connettere, dare sapore. Questo il senso della serata, dell’incontro, dello scambio. I numerosi imprenditori presenti hanno percepito il messaggio insito nella proposta, l’altra faccia dell’internazionalizzazione: non solo le nostre merci all’estero, ma l’estero attratto dal nostro humus, dal nostro territorio come prodotto culturale, che magicamente prende vita da uno spartito, e si diffonde, e prende il volo, e gira l’Europa, e ritorna portando un pubblico cosmopolita, che vogliamo incantare nell’anima, per costruire legami più profondi di un semplice wow!