Il lavoro ti fa capire chi sei

Cinque anni fa, università di Bergamo, devo scegliere la specialistica. Durante un incontro di orientamento sono affascinata da un relatore che ci parla del marketing in un modo che mi colpisce profondamente, mi fa scattare quel clic, e così decido di specializzarmi in marketing.

Dopo la laurea, entro nel vortice, curriculum, colloqui, voglio lavorare, prendo al volo un’occasione a Milano, anche se non è precisamente ciò per cui ho studiato: l’azienda è nel settore della IT, si occupa di ottimizzazione dei sistemi bancari, io seguo i clienti, il mio ruolo più che consulenza è commerciale. Metà delle cose di cui parlo non le capisco, un tirocinio molto utile, al termine del quale mi propongono il contratto a tempo indeterminato. Ma dentro di me scatta quel clic, capisco che devo cambiare, rifiuto, e trovo quel che cercavo, una società di consulenza strategica, sempre a Milano. L’inizio è molto stimolante, analizzo dati, supporto le aziende nell’innovazione di processo, il lavoro è molto impegnativo, ritmi serrati, mi assorbe completamente. Ma a un certo punto, dopo due anni, comincio a sentire una specie di insofferenza, mi sento un ingranaggio, non c’è per me la possibilità di esprimere tutto quello che vorrei fare, le mansioni sono rigide, il cliente lo vedi da lontano, un’entità irreale, manca il confronto, la sfida. E mi tornano in mente le parole che mi avevano sedotto quando avevo scelto di fare marketing, quel relatore che diceva che nel marketing occorre l’analisi ma anche l’estro, la creatività, e parlava dell’importanza di ascoltare e rispondere al cliente. Quel relatore era Giovanna. Avevo sempre guardato MULTI da lontano, con grande stima. Decido di mandare il mio CV, senza candidarmi a posizioni aperte. Mi chiamano, riconosco la mia strada, rifaccio la valigia. E inizio a riflettere sul mio percorso, e la mia identità.

Ho sempre avuto qualche difficoltà a capire la mia personalità. Sono una persona fatta di contrasti, ho grande controllo, ma quando mi arrabbio… Al liceo disegnavo capitelli, da un lato precisione, ordine, tecnica, dall’altro fantasia, stupore, passione. Pensavo di studiare design, all’ultimo momento ho scelto economia. Tornando a Bergamo, lavorando in MULTI, ho trovato la mia dimensione. A Milano stavo sempre in ufficio, sui numeri, i clienti erano grandi aziende di servizi; qui vado nelle aziende, spesso manifatturiere, entro in contatto con la realtà, guardo in faccia imprenditori e manager. Questa è la consulenza vera, utile, gratificante anche per te. Spesso il cliente sa già quale sia il problema: ma vuole sentirselo dire da fuori, devi essere l’occhio e la voce dell’imprenditore.

Per me questo è stato l’anno della consapevolezza, delle scelte vere. Quando ti permette di esprimere la tua personalità, le tue capacità, il lavoro ti dà molto più di uno stipendio. Ti fa capire chi sei.