Fuorisalone: Eco e Colore, per guardare oltre

Il design e le installazioni che caratterizzano il Fuorisalone rappresentano punti di vista e suggerimenti per reinterpretare il modo con cui stiamo vivendo questo particolare momento di “crisi”.

Una prima riflessione riguarda la crescente attenzione di produttori e aziende, all’ambiente e alla natura sia nella fabbricazione degli oggetti che negli allestimenti. Questo atteggiamento “eco” si esprime attraverso: risparmio energetico e impiego di materiali naturali e/o riciclati quali: legno, scarti industriali, plastica riciclata o riciclabile, carta e cartone. Ne sono un esempio le nuove architetture in cartone per modellare lo spazio e la ricerca di prodotti originali come la collezione di tavoli, sgabelli, armadi, sedie e lampade di Kubedesign, di cui abbiamo alcune immagini.

Un altro esempio è quello delle lampade In-Ei realizzate dal designer giapponese Issey Miyake per Artemide, in cui un tessuto performante ed ecosostenibile «veste» una sorgente Led.

Sono solo alcune idee guida per definire qual è il valore aggiunto necessario per affermarsi sul mercato e rispetto al quale la capacità tutta italiana di saper combinare innovazioni, ricerca sui materiali ed estetica, dovrebbe avere un “vantaggio”.

Un altro punto in comune a molte “creazioni” è dato dalla ricerca del “meno”, inteso come Meno peso sull’ambiente per le costruzioni del futuro, Meno energia per le case e anche Meno grigio nelle città del futuro e più verde. Il tema del colore rappresenta così un altro aspetto importante di questo salone: poltrone, sedute, complementi d’arredo multicolor si sono imposti sulla scena, quasi a voler testimoniare la necessità di avere uno sguardo più ottimista rispetto alla crisi che sta attraversando parte del mondo occidentale.

Il colore la fa da padrone anche all’Università Statale, dove il percorso consigliato inizia dal Belvedere di Michele de Lucchi per permettere di cogliere interamente l’impatto scenografico delle installazioni: dall’opera Surface di Alessandro e Franco Mendini con le sue colorate quinte teatrali di 11 metri a rappresentare le variazioni delle forme e lo scorrere del tempo.