Fin dal principio

Da bambina vedevo mio padre alle prese con bozzetti, fotografie, colori, e un gruppo di amici; sembrava un gioco, ma erano clienti, era il lavoro del pubblicitario.

Voglia di creare, e continuare ad imparare, e a stupirsi cercando il risultato perfetto, “la fusione” di immagine, messaggio, emozione e significato.

Quello che faccio, per passione e per lavoro, è illustrare storie, catturare immagini, creare progetti. Il diario della mia bimba, le piante di casa, le etichette, i quadri, i lampadari, ogni cosa chiama creatività, invenzione.

Ho iniziato come graphic designer a 19 anni, con Pic Cortesi, doveva essere «un’estate a tirare le righe», come diceva il professore di ornato, è diventato invece il mio lavoro. Ho vissuto tutta la trasformazione tecnologica e culturale dal Rapidograph a InDesign, e imparato a cogliere tutte le opportunità e le aperture sul mondo date dal web, senza dimenticare il piacere e il sapere delle sensazioni tattili che solo la libreria e la cartoleria ti sanno dare.

La mattina quando entro nell’open space creativo di Multiconsult mi sembra di entrare in una casa al mare, quelle di una volta, luminosa, accogliente, solare.

Intensità, e leggerezza, fluidità, e intorno senti la solidità del marketing, della strategia, della ricerca.

Il lavoro della comunicazione diventa spontaneo, ci sono gli strumenti, gli ingredienti, ricette con un tocco molto personale, e poi il parere, l’assaggio dei commensali-colleghi prima di servire un piatto unico al cliente.

Nel creare trovo esaltante il continuo gioco tra cercare l’equilibrio giusto, subito perderlo per poi ritrovarlo, e come d’incanto “vedere” il progetto, perfezionarne i dettagli. L’occhio regala armonia, il cuore sussurra tentazioni e dispetti.

«Alla fine sei una “squilibrata”»«, mi ha detto il mio collega.

«No – ho risposto – lo sono fin dal principio.»