<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Multiconsult</title>
	<atom:link href="http://www.multi-consult.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.multi-consult.com</link>
	<description>Marketing per l'Impresa</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 11:09:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>MULTICONSULT E IL PROGETTO CLUB ESPORTATORI VALTELLINA</title>
		<link>http://www.multi-consult.com/2012/02/06/multiconsult-e-il-progetto-club-esportatori-valtellina/</link>
		<comments>http://www.multi-consult.com/2012/02/06/multiconsult-e-il-progetto-club-esportatori-valtellina/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Multiconsult</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.multi-consult.com/?p=1660</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/lQayaUEGNH0" frameborder="0" type="text/html"></iframe><div style="text-align:right;"><a style="color:#aaa;font-size:9px" href="http://www.clickonf5.org/" title="IFRAME Embed for Youtube Free WordPress Plugin" target="_blank">IFRAME Embed for Youtube</a></div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.multi-consult.com/2012/02/06/multiconsult-e-il-progetto-club-esportatori-valtellina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Danesi senza posto fisso ma felici</title>
		<link>http://www.multi-consult.com/2012/01/27/1651/</link>
		<comments>http://www.multi-consult.com/2012/01/27/1651/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Multiconsult</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.multi-consult.com/?p=1651</guid>
		<description><![CDATA[Sussidi e formazione in cambio di licenziamenti facili. La ricetta (unica) che rimette in moto la scala sociale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sussidi e formazione in cambio di licenziamenti facili. La ricetta (unica) che rimette in moto la scala sociale.<span id="more-1651"></span></p>
<p><a href="http://www.multi-consult.com/wp-content/uploads/2012/01/SKMBT_C22012012711350.jpg" rel="lightbox"><img class="size-full wp-image-1652 alignleft" src="http://www.multi-consult.com/wp-content/uploads/2012/01/SKMBT_C22012012711350.jpg" alt="" width="842" height="1190" /></a></p>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.multi-consult.com/2012/01/27/1651/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le isole felici nel mare della crisi</title>
		<link>http://www.multi-consult.com/2012/01/25/le-isole-felici-nel-mare-della-crisi/</link>
		<comments>http://www.multi-consult.com/2012/01/25/le-isole-felici-nel-mare-della-crisi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 17:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Multiconsult</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.multi-consult.com/?p=1644</guid>
		<description><![CDATA[Settori. Dai discount ai distributori no-logo è l&#8217;attenta pianificazione delle decisioni d&#8217;acquisto dei consumatori a determinare il successo. Incrementi a due cifre per le vendite dell&#8217;e-commerce &#8211; Bene istituti di bellezza e sartorie. Consumi negativi, imprese che chiudono, lavoratori in cassa integrazione. La crisi è tutt&#8217;altro che superata e mette in scena un copione ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Settori. Dai discount ai distributori no-logo è l&#8217;attenta pianificazione delle decisioni d&#8217;acquisto dei consumatori a determinare il successo. Incrementi a due cifre per le vendite dell&#8217;e-commerce &#8211; Bene istituti di bellezza e sartorie.<span id="more-1644"></span></p>
<p>Consumi negativi, imprese che chiudono, lavoratori in cassa integrazione. La crisi è tutt&#8217;altro che superata e mette in scena un copione ormai noto. Non tutto, però, soccombe al trend.<br />
Proprio alla luce di necessità legate alla crisi, infatti, o di meccanismi conseguenti di ricompensa, settori di attività trovano nuovo smalto. Giochi, discount e commercio elettronico, per esempio, mettono a segno incrementi a due cifre. I primi, infatti, continuano a conquistare mercato e attirano anche gli stranieri. «Dalle diciotto in poi, e soprattutto il sabato – spiega il gestore di un tabacchi a Milano – a giocare sono in prevalenza filippini e cinesi». Il settore si conferma dunque anticiclico: la crisi resiste ma la dea bendata rappresenta per molti una possibile soluzione. Tradotto in cifre, più 24 per cento di raccolta, con un boom del lotto, dei giochi di abilità e del poker online.<br />
<strong>Pianificazione dei consumi<br />
</strong>Se però da un lato si punta sulla fortuna, dall&#8217;altro si pianificano attentamente i consumi. Il 2011 segna infatti una crescita decisa dei canali Discount. «Le vendite in questi canale – spiega Livio Martucci, direttore della divisione consulenziale di SymphonyIri Group – aumentano al netto dell&#8217;inflazione del sei per cento. E questo perché gli effetti della crisi – e in particolare dell&#8217;inflazione – hanno impresso sui consumi un&#8217;accelerazione ai fenomeni di difesa del potere di acquisto da parte delle famiglie italiane». La debolezza di queste emerge dagli ultimi dati Istat sui consumi nella grande distribuzione: da gennaio a ottobre 2011 un calo dello 0,4%.<br />
Crescono invece gli acquisti on line, che nell&#8217;anno appena concluso hanno messo a segno un più 20%. L&#8217;incremento del settore, però, non può essere collegato alla crisi: da anni, infatti, il commercio elettronico registra una crescita a due cifre. Trend presente anche in Paesi – Gran Bretagna e Stati Uniti, per esempio –, dove il peso degli acquisti in rete è maggiore di quello italiano. «L&#8217;effetto della crisi – spiega Alessandro Perego, responsabile dell&#8217;Osservatorio e.commerce del Politecnico di Milano &#8211; si evidenzia nella riduzione di due o tre punti percentuali dello scontrino medio, a conferma di quanto sia decisiva la leva del prezzo».<br />
La corsa al prezzo interessa anche i carburanti, recentemente colpiti da aumenti pesanti. Il boom di applicazioni che su internet identificano i distributori con i prezzi più bassi ne sono la prova tangibile, così come le code di auto ai no-logo che, grazie a una aggressiva politica di prezzi, moltiplicano i clienti.<br />
<strong>Gratificazioni compensative<br />
</strong>Non solo risparmio, però, nelle abitudini degli italiani. Proprio in tempo di crisi, infatti, si evidenzia la tendenza a regalarsi qualcosa. Nella grande distribuzione, infatti, oltre al primo prezzo, cresce anche il Private Label Premium, cioè il prodotto no logo di fascia alta. E non è tutto. Il settore della cura della persona, certamente non essenziale alla sopravvivenza, dimostra vivacità. Dagli ultimi dati di Unioncamere Infocamere, infatti, spicca il saldo positivo degli istituti di bellezza: ben 1.400 imprese in più nel terzo trimestre del 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010. Cui si aggiungono i circa 500 negozi di parrucchiere in più.<br />
Nell&#8217;analisi, però, di chi guadagna e di chi perde in tempo di crisi, meglio abbandonare i luoghi comuni e non generalizzare. Il settore orafo, infatti, un tempo anticiclico soffre adesso di una crisi profonda. «Da bene rifugio – spiega Licia Mattioli, presidente di Federorafi – siamo diventati un bene superfluo e oggi il settore sta in piedi grazie all&#8217;export».<br />
<strong>Business in evoluzione<br />
</strong>Chi non esporta, invece, rivoluziona il proprio business. «Nel 2006 – spiega Pierluigi Gilardi, artigiano dell&#8217;oreficeria di Milano – il 90% del mio business era dato dalla produzione e il restante dalla riparazione. Oggi è quasi il contrario: il 75% è riparazione e solo il 25% è dato dalla produzione di una mia linea in argento, Foryoumilano».<br />
Il boom di volantini della grande distribuzione accende una luce sul settore delle stamperie. Aziende in crescita?<br />
«Per nulla – risponde Fabio Argenti, direttore operativo di Mediagraf – la grande distribuzione sostiene il settore, ma l&#8217;offerta è troppo grande rispetto alla domanda». «I volantini – aggiunge Giuseppe Donegà, ad di Mediagraf e membro del direttivo di Assografici – compensano solo in parte la progressiva erosione del settore». Andiamo avanti: se il settore della calzatura è in crisi, almeno guadagneranno i calzolai con le riparazioni&#8230;<br />
«Ma quali riparazioni?» Risponde un anziano calzolaio romano. «Le scarpe in cuoio sono un articolo ormai in estinzione, così come i calzolai,ormai uccisi dalla gomma».<br />
di Rosalba Reggio &#8211; Il Sole 24 ore -</p>
<p><strong>I numeri</strong></p>
<p>13,9 % PRIMO PREZZO<br />
Nel canale discount il primo prezzo registra un incremento a due cifre rispetto all&#8217;anno precedente, quando era invece cresciuto del 2,4% sul 2009</p>
<p>29,9 % IL LOTTO<br />
Si tratta dell&#8217;incremento percentuale del gioco del lotto nel 2011 rispetto all&#8217;anno prima: 6,8 miliardi di euro di scommesse</p>
<p>20 % ACQUISTI ON LINE<br />
È a due cifre la crescita dell&#8217;e-commerce in Italia nel 2011. In Gran Bretagna e Usa, dove il fenomeno ha una maggiore penetrazione, la crescita è intorno al 12%</p>
<p>121 PICCOLA SARTORIA<br />
Si tratta del saldo positivo delle attività di piccola sartoria nel 3°trimestre 2011 sullo stesso periodo 2010. In tutto si tratta di circa mille imprese<br />
<strong>Chi vince la recessione : I settori che si affermano e le professioni che si sviluppano per il mutato contesto economico</strong></p>
<p>DISCOUNT &#8211; Volumi in crescita. All&#8217;interno di un trend positivo che vede le vendite dei supermercati in crescita dell&#8217;1,2%, il canale dei discount registra un incremento del 6%. All&#8217;interno dei vari canali poi, si registra la crescita generale delle private label, +7,9%, dove cresce soprattutto il prodotto premium, +20,4%, e il primo prezzo, +13,9%. (dati SymphonyIri Group)</p>
<p>DISTRIBUTORI NO-LOGO &#8211; Code. In barba ai vicini distributori semi-deserti, quelli no-logo registrano un boom di clienti. Grazie a una politica di prezzi molto aggressiva, infatti, questi moltiplicano le vendite puntando sui volumi. È boom anche per le applicazioni internet che individuano i distributori con i prezzi più bassi (si veda Sole 24 Ore del 6 gennaio)</p>
<p>GIOCHI &#8211; Raccolta record. Il 2011 ha registrato una raccolta record nel settore dei giochi. L&#8217;incremento sul 2010 è stato del 24,3 per cento: sono stati giocati infatti 76,5 miliardi contro i 61,5 dell&#8217;anno precedente. Il trend di crescita ha però interessato solo alcuni tipi di gioco: il lotto, il gratta e vinci, gli skill games come il Poker online e i casino games</p>
<p>E.COMMERCE &#8211; La leva del prezzo. Come nella grande distribuzione, anche nell&#8217;e-commerce il prezzo diventa un elemento fondamentale di vendita. Il trend del commercio elettronico, infatti, registra una sostanziale crescita ma lo scontrino medio si riduce di due o tre punti percentuali. Più ordini di beni e servizi, dunque, ma a prezzo minore</p>
<p>ISTITUTI DI BELLEZZA &#8211; La cura del corpo. Nonostante la crisi continua il trend positivo delle attività di cura della persona. Se da un lato si riducono i consumi generali, infatti, dall&#8217;altro ci si premia con una maggiore attenzione al corpo. Nel 2011 il saldo degli istituti di bellezza ha contato ben 1.414 attività in più. Crescono anche i negozi di parrucchiere</p>
<p>PICCOLA SARTORIA &#8211; Riparazione sartoriale. Cresce il numero di piccoli negozi che effettuano riparazioni sartoriali. Se il settore dell&#8217;abbigliamento fatica con la crisi, i minor consumi e il fenomeno crescente dell&#8217;immigrazione favoriscono la nascita di piccoli negozi specializzati in lavori di rammendo e piccola sartoria</p>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.multi-consult.com/2012/01/25/le-isole-felici-nel-mare-della-crisi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La vera crescita solo con le donne</title>
		<link>http://www.multi-consult.com/2012/01/25/la-vera-crescita-solo-con-le-donne/</link>
		<comments>http://www.multi-consult.com/2012/01/25/la-vera-crescita-solo-con-le-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 17:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Multiconsult</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.multi-consult.com/?p=1641</guid>
		<description><![CDATA[Gender gap. I nodi della leadership. Di fronte alla crisi che ha messo in luce i limiti di una classe dirigente considerata «complessivamente irresponsabile» le donne, che non hanno più paura di assumere il comando, potrebbero offrire un contributo più adatto rispetto a quello della tradizionale élite maschile. È quanto suggerito dallo studio «Con merito, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gender gap. I nodi della leadership.</p>
<p>Di fronte alla crisi che ha messo in luce i limiti di una classe dirigente considerata «complessivamente irresponsabile» le donne, che non hanno più paura di assumere il comando, potrebbero offrire un contributo più adatto rispetto a quello della tradizionale élite maschile. È quanto suggerito dallo studio «Con merito, nel merito. La leadership femminile per la crescita» di Aldo Bonomi, presidente di Aaster, che sarà presentato oggi durante il Forum Cultura d&#8217;impresa &#8211; Leadership al femminile del Sole 24 Ore dedicato a politiche e strategie per aumentare la competitività e innovare il sistema Italia.<span id="more-1641"></span><br />
Secondo le 200 professioniste intervistate da Bonomi, il difficile accesso delle donne alle posizioni apicali della società e della politica è uno dei sintomi dell&#8217;incapacità di un Paese di mettere in moto le trasformazioni necessarie per affrontare le sfide della modernità. E denunciano il tappo culturale e l&#8217;organizzazione sociale non amica della donna lavoratrice-madre-moglie-figlia.<br />
L&#8217;Italia è fanalino di coda nel confronto con il resto del mondo. Ma negli ultimi tempi, anche grazie al dibattito che ha circondato l&#8217;approvazione della legge Golfo-Mosca sulle quote di genere, il tema della leadership femminile è salito alla ribalta. Ora le aspettative migliori, come soggetti attivi del cambiamento, sono concentrate sulle donne che entreranno nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali delle aziende quotate e partecipate pubbliche. E sui tre ministri donna (Anna Maria Cancellieri, Paola Severino e Elsa Fornero) del neo-governo Monti.<br />
Quali caratteristiche vincenti ha la leadership femminile per la crescita del Paese? La ricerca di Bonomi la definisce cooperativa, collegiale, capace di costruire consenso e orientata alla condivisione delle informazioni, con maggiore abilità nell&#8217;organizzazione del lavoro e nella gestione del team, perché propende alla valorizzazione e alla motivazione dei singoli individui. Due gli snodi per facilitare l&#8217;ingresso delle donne ai vertici: da un lato la società dovrebbe investire sulla conciliazione vita-lavoro, dall&#8217;altro le donne dovrebbero fare network, per condividere esperienze e fissare percorsi virtuosi.</p>
<p>Il Sole 24 ore</p>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.multi-consult.com/2012/01/25/la-vera-crescita-solo-con-le-donne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La media impresa chiave della crescita</title>
		<link>http://www.multi-consult.com/2012/01/25/la-media-impresa-chiave-della-crescita/</link>
		<comments>http://www.multi-consult.com/2012/01/25/la-media-impresa-chiave-della-crescita/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 17:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Multiconsult</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.multi-consult.com/?p=1639</guid>
		<description><![CDATA[Il confronto con la Germania fa emergere ampi margini di miglioramento competitivo – GLI OBIETTIVI – Essenziale la capacità di mettere sul mercato prodotti unici e di riorganizzare una governance finalizzata a gestire gli aspetti finanziari Il 2011 passerà alla storia come uno degli anni più complessi per i mercati finanziari. Le turbolenze sulle obbligazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il confronto con la Germania fa emergere ampi margini di miglioramento competitivo – GLI OBIETTIVI – Essenziale la capacità di mettere sul mercato prodotti unici e di riorganizzare una governance finalizzata a gestire gli aspetti finanziari</p>
<p><span id="more-1639"></span></p>
<p>Il 2011 passerà alla storia come uno degli anni più complessi per i mercati finanziari. Le turbolenze sulle obbligazioni sovrane hanno generato forte instabilità sulle piazze azionarie e pesanti ripercussioni nel comparto del credito. Il difficile contesto ha, da un lato, indotto gli investitori ad allontanarsi dal mercato azionario italiano adottando una strategia di ricomposizione del portafoglio verso attività considerate più sicure e, dall&#8217;altro, creato barriere addizionali alla quotazione delle imprese.</p>
<p>Piazza Affari ha lasciato sul campo un quarto del pvalore e ha visto un numero superiore di delisting (14) rispetto alle Ipo (10 di cui una sull&#8217;Mta). Nel mercato del credito, alla restrizione sui volumi si è associato un generale inasprimento delle condizioni di finanziamento alle imprese; l&#8217;effetto di tali fattori combinato con la scarsa dinamica della domanda ha generato un peggioramento complessivo della qualità del credito. Come conseguenza di tale situazione, è aumentata la percentuale di aziende finanziariamente fragili: le stime del modello econometrico della Banca d&#8217;Italia indicano che la quota di imprese in difficoltà finanziaria si attesta nel 2011 agli stessi livelli riscontrati nel momento più difficile dell&#8217;ultima crisi.</p>
<p>Le difficoltà sperimentate in ambito finanziario e la mancanza di fiducia degli investitori offrono tuttavia una rappresentazione solo parziale di un sistema economico che, nel comparto della manifattura reale, si caratterizza ancora per una posizione di eccellenza a livello mondiale: in base al Trade performance indicator del Wto-Unctad, il sistema italiano è infatti secondo in termini di competitività solo a quello tedesco.</p>
<p>È un sistema di cui viene riconosciuta a livello globale la capacità di innovare e di coniugare creatività, design e distintività dei prodotti con efficacia e flessibilità operativa e in grado di emergere grazie alle proprie specializzazioni &#8211; oltre che nei settori tipici del Made in Italy &#8211; nella produzione di beni di investimento intermedi (B2B) in filiere strategiche quali macchinari, metallurgia, automotive, chimica e apparecchiature elettriche.</p>
<p>Più in particolare è l&#8217;ecosistema delle circa 10mila medie imprese manufatturiere italiane, un tessuto vitale di aziende spesso di proprietà familiare che ha sostenuto lo sviluppo dell&#8217;economia italiana nell&#8217;ultimo decennio, compensando la progressiva perdita di competitività della grande impresa. In tale orizzonte temporale queste hanno infatti sovraperformato i grandi gruppi quanto a capacità di assorbimento dell&#8217;occupazione, generazione di valore aggiunto, redditività sul capitale investito e presidio sui mercati esteri (dati Mediobanca).</p>
<p>È grazie a questo nocciolo duro di imprese che il sistema Italia ha saputo conservare meglio di altre economie avanzate il proprio posizionamento in termini di quota di produzione manufatturiera mondiale ed è su questo che vale la pena puntare per intercettare la ripresa.</p>
<p>Tuttavia tali imprese presentano ancora ampi margini di miglioramento: guardare al benchmark più performante rappresentato dal Mittelstand tedesco può costituire &#8211; pur con tutte le cautele del caso &#8211; un utile spunto per identificare i colli di bottiglia da rimuovere al fine di coglierne appieno il potenziale.</p>
<p>Alcuni fatti stilizzati in questa prospettiva: il valore aggiunto per addetto delle imprese tedesche di dimensione compresa tra 50 e 99 dipendenti è pari a 72,6 mila euro e delle imprese con 100-249 dipendenti a 61,6 mila euro, contro i 55,2 e i 51,4 mila euro delle omologhe italiane; il Roi medio per le stesse categorie dimensionali è pari rispettivamente al 23,5% e al 19,5% in Germania e al 10,4% e al 9,9% in Italia (Rapporto medium-sized enterprises in Europe, Confindustria, Ricerche e Studi, R&amp;S e Unioncamere). Oltre alla maggiore produttività delle imprese tedesche, tali disparità sono dovute al differente presidio dei comparti ad elevata intensità tecnologica: il 42,6% delle medie imprese tedesche opera in settori ad alta e medio-alta tecnologia contro il 30% di quelle italiane. Inoltre, 1.350 imprese delle 1.500 leader mondiali di mercato tedesche appartengono alla categoria del Mittelstand.</p>
<p>Sotto il profilo finanziario, la media impresa tedesca si caratterizza per un rapporto Debiti finanziari a breve/Circolante netto nell&#8217;ordine del 30% mentre quella italiana supera il 50%.</p>
<p>Ultimo dato da ricordare è la differente propensione a utilizzare la Borsa come canale per finanziare la propria crescita: in Germania il 15,7% delle quotate è una media impresa e il 7% delle medie imprese è quotata. I medesimi valori per l&#8217;Italia sono pari a 6,7% e 0,4%.</p>
<p>Sono almeno tre le implicazioni di carattere strategico desumibili dal quadro sopra delineato che vanno nella direzione di rimuovere gli ostacoli alla crescita e contribuire a creare un gruppo di medi campioni nazionali su cui poter puntare per la ripresa.</p>
<p>Il primo aspetto è individuabile nella capacità di sviluppare prodotti unici che permettano di acquisire una leadership su nicchie altamente specializzate, rimanendo lontani da contesti di mass-market in cui la concorrenza si gioca più su volumi e compressione dei margini. Ciò passa per il presidio e lo sviluppo rigoroso delle proprie competenze core, che non devono essere oggetto di esternalizzazione; per l&#8217;adozione di un approccio di distruzione creatrice posto al servizio del proprio vantaggio competitivo, re-investendo sistematicamente gli utili conseguiti in attività di innovazione e R&amp;S; e per l&#8217;istituzione di strette relazioni con il cliente, che dovrà acquistare non solo il prodotto, ma un bundle prodotto e servizi ancillari (su cui l&#8217;impresa potrà mantenere un potere di mercato duraturo).</p>
<p>Il secondo elemento afferisce al rafforzamento della governance. Vanno introdotti meccanismi ritualizzati e routinari per il governo dell&#8217;impresa, in grado di permettere una piena accountability delle decisioni assunte; il carisma dell&#8217;imprenditore va sostenuto da un sistema di valutazione delle decisioni e di lettura dei risultati che ne consenta la condivisione da parte di una platea più vasta di investitori. Va garantito un appropriato equilibrio tra influenza della proprietà familiare e iniezione di competenze manageriali esterne nella gestione dell&#8217;impresa, entrambi elementi fondamentali di successo: il primo nel sostegno della crescita a lungo termine, non asservita alla dipendenza dai risultati trimestrali; il secondo come fonte di rinnovamento delle competenze operative e come elemento di supporto strategico soprattutto nei passaggi generazionali. Vanno inoltre istituite rigide muraglie cinesi tra il patrimonio personale/familiare degli imprenditori e quello dell&#8217;impresa.</p>
<p>Infine, appare strategico far evolvere radicalmente la funzione finanza: in questa direzione, vanno la diversificazione delle fonti di finanziamento rispetto al credito tradizionale superando il modello bancocentrico (fattore essenziale soprattutto in un contesto di credit crunch), il rientro verso posizioni meno sbilanciate sul breve termine dal punto di vista finanziario e l&#8217;apertura verso la quotazione in borsa come leva per supportare la crescita, rendendo pienamente trasparenti le performance aziendali e dotandosi di un vocabolario compatibile con quello degli investitori professionali.</p>
<p>Se il sistema delle medie imprese intraprenderà con decisione questa direzione di sviluppo potrà assolvere alla funzione di perno per il rilancio del sistema economico nazionale contribuendo a scrivere un&#8217;altra storia di successo dell&#8217;industria italiana.</p>
<p>di GianMaria Gros-Pietro e Andrea Nuzzi &#8211; Il Sole 24 Ore</p>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.multi-consult.com/2012/01/25/la-media-impresa-chiave-della-crescita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

