DimoreDesign: i designers si raccontano

Nel 2008 si sono aggiudicati il Compasso d’Oro, l’Oscar del design, per una lampada. Ma non una lampada qualsiasi. Ideata per Rotaliana, Mulipot ha infatti richiami archetipici, poiché ha la forma di un vaso che contiene, come in un ventre, cavi e alimentatori. Questi poi spuntano sul coperchio che funge da vassoio per i devices che si vogliono ricaricare.

Dante Donegani e Giovanni Lauda raccontano il loro oggetto di design più famoso in una splendida sala di Palazzo Terzi, durante il secondo incontro con i designer organizzato da DimoreDesign.

Prima che la serata abbia inizio, sono molte le persone che testano in prima persona la chaise longue “Passepartout” posta all’ingresso del Palazzo.  Progettata per Edra e parte della collezione permanente della Triennale di Milano, la gente la trova comoda, avvolgente e, curiosa di saperne di più, si addentra nel Palazzo in attesa di ascoltare la voce di Donegani e Lauda.

I designer parlano di sé ripercorrendo la loro lunga e florida carriera nel mondo dell’architettura e del design. L’uno di Trento, l’altro di Palermo, fondano nel 1992 uno studio a Milano, battezzandolo “D&L”. Da subito collaborano con brand famosi come Luceplan, Edra, Radice, Viceversa e Rotaliana, in perfetta sintonia di idee e di orientamento artistico. Una coppia vincente che ha dedicato il proprio lavoro a ricercare nuove funzioni per oggetti quotidiani, in grado di farci fruire lo “spazio dell’abitare umano” in un modo diverso dal passato. Maestri dell’ipotesi, il loro campo di ricerca non ha dimensione e non sottostà alla leggi della proporzione. Città, oggetti, arredi o utensili sono tutti stimoli per esercitare il loro genio.

E mentre i designer fanno viaggiare gli astanti con la fantasia, sul camino del salone c’è un’altra creazione di D&L: Eolo, un diffusore di luce cromatica e di profumi ambientali, che soffia nella stanza il suo respiro luminoso e colorato.

Giovanni Levanti è invece l’autore delle installazioni presenti a Palazzo Agliardi, dove si svolge il terzo incontro con i designers delle Dimore. Formatosi all’Università di Palermo sotto la guida di Sottsass, Mendini e Branzi, Levanti si innamora del design italiano fin dagli albori della sua carriera, trovando incredibile che in una paese relativamente piccolo come lo Stivale possa brulicare una creatività così dinamica e varia. Forse all’inizio, Levanti era quasi disorientato da questa complessità artistica. Ma poi, acquisendo maturità, si accorge che non si può fare design se non a partire dalla persona che si è e dalla sensibilità unica che ciascuno di noi possiede.

Da questa dichiarazione si capisce bene allora come Xito, la poltrona progettata per Campeggi, sia nata da una profonda “antipatia” per gli arredi imbottiti, convenzionali e monofunzionali. Tale astio ha però fatto conquistare a questa seduta un posto nella Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano, nella Collezione di Design del Museum of Fine Arts di Montreal in Canada e del Fukui Design Center in Giappone.

Ma Levanti è anche un giocoliere di colori, un amplificatore di emozioni e un adulto che non ha timore di mostrare un lato di sé bambinesco. Come dimostra Sneaker, un attrezzo ginnico realizzato per Campeggi nel 2006. Gli piace infatti ri-scoprire le cose, come se vi si approcciasse la prima volta, e innovarle, prestandole a nuove funzioni, mai considerate prima.

Il master di design continua…

Immagine: chaise longue “Passepartout” (scatto di Ezio Manciucca)