Cosa vuol dire marketing

Cena molto accademica, molto seduta, tavoloni tondi, tra una bionda appariscente, che insegna storia antica, e un vecchietto molto dimesso, con cattedra di glottologia in varie capitali – un’autorità europea –  il quale, con una vocetta da Woody Allen, mi rivela: «La mia passione è fare le parole crociate!». Intende dire: “crearle”. Poi mi stupisce dicendo: «Mi rendo conto che un glottologo prima di essere uno scienziato è una parolaccia». Come lo capisco, e per sovrastare il brusio, che invece cala di colpo, a voce troppo alta, dico: «Io mi occupo di marketing!».

E lui, nel silenzio: «Sono costernato, possiamo fare qualcosa?». Risate.

«Si, potete darmi la vostra definizione di marketing».

Come dei bambini davanti a un nuovo gioco: cosa vuol dire marketing?

Il glottologo: «È un vaso contenitore che accresce il valore di ciò che viene immesso al suo interno, inizia per M e finisce per ing, ma non è Ming!».

Il semiologo: «La radice è latina, la M viene dalla merces, che è il singolare di mercedes, che non è la merce, ma il prezzo della merce. Da merces il verbo mercor, io compro, e il participio mercatus, comprato, commercializzato, che diventa sostantivo: il mercato, sia astratto che fisico.  Dal mercatus latino arriviamo al market inglese, e quindi al fare mercato, e siamo alla parola-parolaccia: il marketing!».

Il filosofo: «L’impronunciabile, l’indicibile, l’esecrabile: è tutta un’operazione di marketing!»

Il latinista: «Già Cicerone tuonava: “Turpissimum mercatus!”».

La storica bionda: «Il mestiere più antico del mondo, nasce nella culla della civiltà, 3000 anni fa, quando gli Egizi inventarono la navigazione, gli Ittiti il ferro, i Sumeri la scrittura e i Lidi la moneta. Poi arrivarono i Fenici, e “unirono” tutte queste opportunità: con le navi degli Egizi commerciavano il ferro degli Ittiti  con contratti nell’alfabeto dei Sumeri e pagamenti nella moneta dei Lidi. I Fenici facevano marketing». (Marketing operativo, preciso io).

La giovane sociologa: «La verità è che siamo tutti Fenici, tutti facciamo mercato, vogliamo vendere, guadagnare. Lo stesso accade con la comunicazione, però diciamo: è tutta pubblicità! Un’operazione pubblicitaria! Etichettiamo in negativo il marketing e la pubblicità, anche se poi ricorriamo al suo aiuto… ».

Scienze della comunicazione: «Una parola aperta, attiva, una word in progress».

Diritto europeo: «È la guerra tra aziende per la conquista dei mercati offrendo prodotti migliori, o sapendoli offrire nel modo migliore».

Lingue orientali: «La capacità di comunicare, di capire i bisogni e i desideri dell’altro, e di scegliere gli istrumenti per realizzarli».

Italianista: «Concludo in gloria, scomodando Montale: è la parola “che può aprire mondi”!». Bionda: «Non avrei mai associato Eugenio Montale alla parola “Marketing”».

Glottologo/cruciverbista: «Beh, hanno sette lettere su nove in comune… ».

Ma io penso alle mie ragazze, al lavoro che fanno al telefono con mezzo mondo, sempre cercando, fino a trovarla, la parola che possa aprire mondi.  E con grande convinzione, annuncio: «Montale è la base del marketing!».