Buyer in Italy

La moda italiana nasce nel 1951, quando il marchese Giorgini ha l’idea di organizzare alla Sala Bianca di Palazzo Pitti – cioè in un ambiente in grado di suggestionare i visitatori per la ricchezza storica e artistica – la prima sfilata delle case di moda italiane (nomi come Carosa, Fabiani, Marucelli, Simonetta, Fontana, Veneziani, Pucci) e di invitare i grandi buyer stranieri. Grande risalto internazionale, e grandi riscontro commerciale.

Riprendendo questa intuizione, Multi ha seguito CFS, Carpi Fashion System, un progetto specifico legato al distretto del tessile/abbigliamento di Carpi, in collaborazione con Promec, azienda speciale per l’internazionalizzazione della Camera di Commercio di Modena.

Tenutosi dal 28 Novembre al 1 Dicembre nella cornice di Palazzo dei Pio, architettura militare medievale e poi residenza rinascimentale, cuore monumentale di Carpi, si è così svolta l’edizione 2016 di CFS, dedicata ad abbigliamento, maglieria e accessori moda donna, che ha visto la presenza di buyer stranieri (tedeschi, inglesi, paesi baltici, olandesi, giapponesi) invitati a questo vero e proprio incoming nel corso del quale hanno potuto “toccare con mano” non solo i prodotti ma anche le aziende stesse, oltre 40 aziende medio-piccole, artigianali, con valori di tradizione, autenticità, innovazione.

Il progetto CFS è pensato non solo come azione commerciale immediata, ma anche per valorizzare il distretto di Carpi come filiera produttiva di eccellenza agli occhi degli operatori esteri. Il distretto di Carpi nasce negli anni Cinquanta, conta oltre 1.000 imprese di cui 261 “imprese finali” che progettano le proprie collezioni e ne coordinano la produzione. Il sistema produttivo è costituito da contoterzisti e produttori di capi finiti, con un alto livello di flessibilità produttiva e capacità di risposta in tempi rapidi alle esigenze del mercato. I prodotti sono “made in Italy“ in tutte le fasi della lavorazione.

L’analisi di posizionamento di mercato indica una prevalenza di prodotti di fascia medio-alta (60,6% ), con forte specializzazione nella maglieria e nella confezione donna. Ci sono imprese di “programmato“ (collezioni stagionali rivolte principalmente alle boutique e negozi multimarca) e imprese di “pronto moda“ (produzione quasi continua con brevi tempi tra progettazione e vendita e con capi destinati soprattutto al “private label“, ai grossisti e alla gdo).

Il distretto della moda di Carpi copre circa il 4% del fatturato nazionale del settore, tanto da far sì che Carpi venga considerata una piccola grande capitale del tessile-abbigliamento, del Pronto Moda, della maglieria e delle confezioni made in Italy.

Oltre agli incontri B2B con le imprese, si sono svolte anche visite nelle aziende, per dare modo ai buyer di avere un quadro chiaro, diretto, personale della qualità della produzione del distretto e dell’autenticità del made in Italy.

La serata inaugurale, con una cena di benvenuto nel corso della quale gli ospiti hanno potuto “introiettare” l’eccellenza eno-gastronomica del territorio, ha contribuito a creare l’atmosfera di qualità globale dello stile di vita Made in Italy.

Si è trattato di un’occasione unica per l’internazionalizzazione del distretto: già nel corso dell’evento sono stati raccolti i primi ordini. Ora decisiva sarà l’attività post evento, con la possibilità di sviluppare i contatti creati di persona e far nascere proficue relazioni commerciali.