A cavallo!

Nata nel Cinquecento in Italia, sviluppata nel Settecento in Francia e in seguito dalla Scuola Spagnola di Vienna, il dressage è la massima disciplina equestre, la forma più alta di addestramento, nella quale il cavaliere non si deve nemmeno notare e il cavallo esegue una serie di figure e movimenti con l’obiettivo di raggiungere il massimo livello di perfezione ed eleganza.

Ore, giornate, anni di esercizio per imparare a cogliere ogni minimo segnale e ad avere il controllo con gesti sempre più misurati, in modo che il cavallo giunga a quella ubbidienza suprema che gli permette di esprimere tutte le sue potenzialità.

Ho iniziato a sei anni, ma ho rischiato di smettere a 17, quando dopo una medaglia di bronzo ai campionati europei il mio amatissimo cavallo Chesterfield, con la quale passavo più tempo che con i familiari o il fidanzato, in seguito a una colica, è morto.  Per me un crollo totale. Ero distrutta.

Wild Wadi significa torrente sotterraneo, ed è la cavalla a cui la federazione ha affidato il mio recupero. Odio a prima sella, nessuna intesa. Oggi, 10 anni dopo, siamo ancora insieme. Certe giornate è un fenomeno, fa cose da campione olimpico, altre giornate non c’è verso, non vuole, si rifiuta.

Tra noi, è una sfida continua. Sono sempre stata a casa mia nelle competizioni. Ho praticato nuoto, sci, tennis, danza. Amavo disegnare, per questo ho studiato fashion design alla Marangoni (dopo aver fatto asilo, elementari, medie e liceo dalle suore!), poi mi sono specializzata a Londra in design del gioiello e sono finita a Vicenza a fare marketing per la Fiera del Gioiello. Il fine settimana sempre con Wild Wadi, in Piemonte.

Facevo 60.000 km l’anno in macchina, che non sono pochi per una donna dell’Ottocento come me, che oltre all’equitazione, ama cucinare e cucire. Avevo voglia di tornare nella mia valle.

Vedo su Linkedin questo annuncio di MULTI che sembra fatto su misura per me.

Il cavallo che mi affidano in MULTI è un purosangue in carbonio, si chiama Ciclotte. Tutti gli sforzi mirano alla perfezione e all’armonia del movimento puro. Esattamente come nel piaf, che è una delle figure più impegnative del dressage, e la mia preferita: il trotto da fermo.