IN VENETO PIU’ RICORSO AI MANAGER ESTERNI
«È stato come aprire una
scatola di cioccolatini: dopo
aver assaggiato il primo, li abbiamo mangiati tutti».
Il paragone fa gola, eppure Maddalena
Saccon, a capo dell’ufficio amministrativo
dell’azienda di famiglia,
la Saccon Gomme di
Pontedella Priula(TV),descrive così il suo incontro con i consulenti.
«Per noi è stata una scelta
obbligata – spiega -: a fine
2008 avevamo già incassato i
duri colpi della crisi.Così abbiamo
scelto di chiamare qualcuno,
di esterno,che potesse guardare
l’azienda in modo disincantato,
senza l’amore e gli
umori altalenanti che noi di famiglia
mettiamo quotidianamente
». Una «scelta onerosa»
che però ha «ripagato nel tempo
», dice Saccon.
In barba all’individualismo e
alla cultura «dell’uomo solo al
comando», anche a Nordest
sembra ormai scalfita quell’endemica
diffidenza che da sempre
ha allontanato dalle aziende
«quegli uomini in valigetta,
giacca e cravatta, muniti di
grandi discorsi e power
point». «Abbiamo strutturato
persino progetti in dialetto e
questo piace al paròn del Nordest
- ironizza Federico Magno,
ad di Porsche Consulting
Italia che, tra le 25 aziendeclienti
ne conta ben 8 in Triveneto-.
Qui si chiedono molti fatti
e poche parole. E noi ci mettiamo
la tuta, lavoriamo con gli
operai, ci sporchiamo le mani.
Al punto che non ci chiamano
consulenti ma aiuti-fabbrica».
Anche Impronta Srl, di Breda
di Piave (TV) ha cercato un
aiuto post fusione di tre aziende
nel comparto legno. «Non
funzionava più l’organigramma
- spiega l’ad Duilio Zanin -
ma alcune rilevazioni, se dette da uno dei nove soci,
non venivano
ascoltate. Così ho proposto
un parere esterno autorevole
». Ma non tutti i consulenti
piacciono. Le imprese venete
confermano la voglia di
confrontarsi con persone alla
mano, pratiche e con soluzioni
ad hoc. «Noi dobbiamo imparare
ad ascoltare – dice Zanin-
i consulenti, però, non devono
mungere le aziende ma
viverle quotidianamente, senza
toccate e fughe».
Eppure, se la crisi ha accorciato
le distanze, non siamo di
fronte a un boom di richieste.
«La situazione economica non
permette grandi spese -conferma
Paolo Stocco, presidente
della veneta Mcs Consulting -
la vera novità è che siamo diventati
amici degli imprenditori:
nei momentidi bisogno ci chiamano
anche solo per parlare. E
noi ascoltiamo. La fiducia è alla
base di tutto».«Per noi, i consulenti
sono stati degli attivatori
di cambiamento – precisa Sergio
Vinci, direttore generale
della vicentina Ceccato Spa -.
In passato avevamo già sperimentato collaborazioni ma con
risultati deludenti. Ci siamo ricreduti e fidati con grande realismo
». «L’atmosfera è cambiata
-conferma Giuseppe Giambusso,
partner di McsConsulting -.
C’è tuttavia un gap da colmare
tra l’imprenditore medio e quello
illuminato. E molti pensano
ancora che siamo degli infallibili
risolutori di problemi».
di Eleonora Vallin
Il Sole 24 ore