UN ERASMUS DA IMPRENDITORI
Progetto Ue. Da inizio anno sono arrivate 1.200 candidature e sono già rientrati i primi beneficiari
Per partecipare è necessario presentare un business plan articolato
Non è uno stage e nemmeno un apprendistato. Il nome richiama quello del “cugino” più famoso, ma in comune hanno solo la possibilità di un soggiorno in un altro Paese europeo e il rimborso di una parte delle spese. In questo caso i libri e le aule universitarie non c’entrano. Non si parla di teoria, ma di economia reale, processi produttivi, distribuzione, vendite e strategie di mercato.
È l’Erasmus per giovani imprenditori: consente a chi ha un’idea di impresa o l’ha appena avviata di fare un’esperienza da uno a sei mesi sul campo, ospite di un “collega” che in genere opera nello stesso settore, con cui si instaura un rapporto “alla pari”. Un percorso a doppio senso, dunque, perché per ogni imprenditore in erba che parte ce n’è un altro più esperto, disposto ad aprire le porte della sua attività.
Il progetto, finanziato dalla Commissione europea, è decollato lo scorso febbraio con un esperimento-pilota che si concluderà nel giugno 2010. Il primo bilancio è fatto di piccoli numeri: tra le 1.200 candidature raccolte, 752 sono già state accettate. In 491 attendono solo il via per fare le valigie, mentre 261 imprenditori aspettano una visita da un altro Paese europeo. Forte la presenza degli italiani: 98 aspiranti globetrotter e 78 futuri “padroni di casa”.
Nel frattempo otto pionieri hanno fatto da battistrada e sono già tornati a casa. Tra questi tre italiani. C’è Luca Poli, 30 anni, medico milanese specializzato in chirurgia plastica e ricostruzione, che ha appena avviato un ambulatorio e ha trascorso tre mesi in un centro estetico di Barcellona per fare un’esperienza di management. Alessandro Gambini, 31 anni, bolognese, tra i soci fondatori di una società di divulgazione scientifica ha invece scommesso sull’Ungheria. È stato ospite del luminare Istvàn Lénárt, che produce sfere per la geometria non euclidea e gli ha insegnato come utilizzarle. Infine Paola Zaltieri, 24 anni, mantovana, ha scelto una società slovacca di consulenza per le imprese. E insieme a loro altri quattro italiani hanno già accolto altrettanti nuovi imprenditori. Il cantiere è ormai aperto nella Ue: 48 sono gli scambi attualmente in corso e 36 quelli sulla rampa di lancio.
«È uno strumento utile per cogliere i vantaggi del mercato unico, che assume una valenza in più in questo momento di crisi: chi aderisce ha già superato la barriera psicologica della paura di rischiare e ora si mette in gioco per acquisire maggiori competenze», dice Typhaine Béauperin, coordinatrice del progetto presso Eurochambres, l’associazione delle Camere di commercio europee. Chi parte e chi ospita operano in genere nello stesso settore e lo scambio porta un arricchimento a entrambi: «Il progetto – afferma Gian Angelo Bellati, direttore di Eurosportello Veneto, una delle 102 organizzazioni scelte per selezionare le candidature e consentire l’incontro tra domanda e offerta– rappresenta un punto di incontro tra imprenditori che considerano l’Europa come obiettivo per crescere economicamente» Per partecipare, infatti, occorrono una «forte motivazione» e un progetto serio e articolato, con la presentazione di una bozza di business plan. «Cerchiamo di valutare le motivazioni che spingono a creare un’impresa e come il progetto Erasmus si inserisce in questo percorso – spiega Sergio Campodell’Orto, direttore generale di Alintec, altro ente di intermediazione –. La vera sfida sarà verificare i risultati dell’esperienza».
di Chiara Bussi
Il Sole 24 Ore
RIMBORSI SPESE FINO A 1.100 EURO AL MESE
1 Che cos’è
È un progetto per la mobilità degli imprenditori all’interno dell’Unione europea
2 A chi è rivolto
Possono partecipare tutti coloro che intendono avviare un’attività o l’hanno già avviata negli ultimi tre anni. Non c’è un limite di età per i partecipanti. L’imprenditore ospitante deve invece essere attivo in una Pmi della Ue e deve avere un’esperienza consolidata
3 Come si fa a partecipare
Bisogna registrarsi attraverso www.erasmus-entrepreneurs.eu Seguendo le indicazioni, tutte in inglese, si devono fornire dati anagrafici e inserire il curriculum
4 Il documento chiave
Il documento fondamentale è il business plan che serve per valutare l’impresa e le motivazioni alla base del desiderio di partecipare al progetto. Deve contenere tutte le informazioni che consentano di inquadrare l’attività, il settore, il mercato di riferimento, i possibili clienti, i costi e i ricavi previsti
5 Le organizzazioni intermediarie
Nel business plan bisogna inoltre indicare l’organizzazione intermediaria a cui si intende rivolgersi per essere assistiti nel percorso. Quelle che operano sono un centinaio. Spetta a questi organismi valutare le candidature e decidere se accettarle o meno.
6 Il colloquio
Le organizzazioni intermediarie convocano il candidato per un colloquio, spesso chiedendo l’integrazione del business plan
7 La scelta
Una volta accettato, il candidato ha accesso alla banca dati del programma e può scegliere il proprio imprenditore “padrone di casa”. In alcuni casi esiste già un contatto precedente, in altri la scelta ricade su persone che operano in settori analoghi. Si può anche chiedere aiuto all’organizzazione intermediaria.
L’imprenditore ospitante si mette in contatto con il nuovo imprenditore e valuta la sua candidatura
8 La durata
Il progetto ha una durata da uno a sei mesi, che possono essere anche frazionati per consentire lo svolgimento dell’attività
9 I rimborsi
Il giovane imprenditore riceve un rimborso delle spese sostenute che varia da Paese a Paese, fino a un massimo di 1.100 euro al mese
10 Le prossime tappe
Il progetto-pilota si concluderà nel giugno 2010, poi si entrerà nel vivo fino al 2012. L’obiettivo della Commissione è trasformarlo in un programma permanente come l’Erasmus per gli universitari o Leonardo.