29/10/2009

IL MADE IN ITALY SI RISVEGLIA SUI MERCATI ESTERI

Competitività. Ottimista un’azienda su due
 
Alleanze e nuovi sbocchi commerciali: è questo il mix vincente per ritrovare slancio oltre confine. La ricetta funziona per più della metà delle imprese italiane, che registrano una ripresa del business al di fuori dei confini nazionali. Il segnale positivo emerge da un’indagine di Assocamerestero, l’associazione delle Camere di commercio italiane all’estero e di Unioncamere, che sarà presentata oggi in occasione della Convention mondiale di presidenti e segretari generali, in corso a Salerno fino a mercoledì. Continua a leggere »

28/10/2009

UN ERASMUS DA IMPRENDITORI

Progetto Ue. Da inizio anno sono arrivate 1.200 candidature e sono già rientrati i primi beneficiari
Per partecipare è necessario presentare un business plan articolato

Non è uno stage e nemmeno un apprendistato. Il nome richiama quello del “cugino” più famoso, ma in comune hanno solo la possibilità di un soggiorno in un altro Paese europeo e il rimborso di una parte delle spese. In questo caso i libri e le aule universitarie non c’entrano. Non si parla di teoria, ma di economia reale, processi produttivi, distribuzione, vendite e strategie di mercato.
È l’Erasmus per giovani imprenditori: consente a chi ha un’idea di impresa o l’ha appena avviata di fare un’esperienza da uno a sei mesi sul campo, ospite di un “collega” che in genere opera nello stesso settore, con cui si instaura un rapporto “alla pari”. Un percorso a doppio senso, dunque, perché per ogni imprenditore in erba che parte ce n’è un altro più esperto, disposto ad aprire le porte della sua attività. Continua a leggere »

27/10/2009

TERRITORI SOTTO PRESSIONE PER LA GLOBALIZZAZIONE

CONTRAPPOSIZIONI – Il rischio è quello del fondamentalismo: voglia di protezione che si traduce in rifiuto della modernità
 
Abbiamo la concezione dell’economia come fredda e triste scienza dei numeri. Come se le piccole e fredde passioni economiche nulla fossero in confronto a quelle che evochiamo per la politica o per le forme di convivenza. Ci siamo dimenticati dell’antica formula struttura-sovrastruttura e di quanto la civiltà materiale determini la nostra “weltanshaung”, la nostra concezione del mondo.
Prendiamo la parola chiave ipermoderna che evochiamo per gli incontri tra culture popoli e religioni: il fondamentalismo. Se lo applichiamo alle passioni economiche di fronte alla globalizzazione o ne ricerchiamo tracce nei comportamenti degli attori che fanno impresa nel locale, vedremo che i microcosmi ne sono profondamente attraversati.
Ho già sostenuto che, osservando le reazioni delle economie locali di fronte ai flussi della crisi finanziaria che veniva da fuori, la prima reazione nei comportamenti collettivi dell’animale imprenditore è stata quella di tornare ai fondamentali delle tre C: Comunità, Campanile, Capannone.
Per poi accorgersi alcuni, quella che definisco una minoranza agente, che la famiglia e i suoi risparmi e investimenti da soli non bastano, che l’economia di prossimità del campanile ha bisogno di reti più lunghe (e di mercato) e che le merci prodotte nelle filiere e nei capannoni hanno bisogno di innovazione continuata per competere nel mondo. Continua a leggere »

21/10/2009

IL CONCORDATO AGGIRA LA CRISI

Da utile soluzione per sostenere le difficoltà di aziende, fornitori e occupazione a strumento con finalità esattamente opposte. È quanto sta accadendo – in una certa misura – ai concordati preventivi: sono ormai un fatto tangibile le società che, strette tra l’incudine dei debiti e il martello del credito difficile, scelgono la via del concordato preventivo per cessare la produzione, abbattere l’indebitamento e poi riaprire l’attività attraverso una newco. Con una pericolosa tendenza. Liquidare a quote non congrue se non irrisorie i debiti verso i fornitori: non mancano gli esempi di concordati al 10-15% del monte debiti e punte scese anche al 7 per cento. Condizioni che molti fornitori – da mesi in attesa di un acconto o di un saldo – sono costretti ad accettare pur di raccogliere liquidità. Continua a leggere »

IL CORE BUSINESS E’ UN ACCESSORIO

Marketing. Dall’auto ai beni di largo consumo cresce il giro d’affari per ricambi e parti consumabili
Filtri dell’acqua e prodotti medicali le prossime frontiere

Vendi a poco il prodotto, fai i soldi con accessori e parti consumabili. Non ci sono solo le capostipiti lamette da barba, che all’inizio del Novecento diedero origine a questo modello di business. Girando per gli scaffali dei supermercati ci si accorge che i rasoi sono in buona compagnia: i deodoranti offrono gratuitamente il diffusore, facendo pagare la semplice ricarica. Per i prodotti antizanzare la differenza tra il prezzo della cartuccia liquida e la scatola che contiene anche l’erogatore non supera i due-tre euro. Poche corsie più là, gli spazzolini elettrici a batteria si trovano a 6,50 euro, mentre una confezione di due “refil” ne costa 4,70. E si potrebbe continuare a lungo, tra kit per lavare i pavimenti e piumini per spolverare la casa. Continua a leggere »