16/07/2009

IL TESSILE SCEGLIE LA TECNOLOGIA

Sviluppo. Cinque imprese bergamasche in rete per creare un incubatore
In campo Confindustria, Pirellone e università di Bergamo

Partita da Bergamo, è già arrivata a Milano. La sfida lombarda per il rilancio del tessile innovativo è decollata. Cinque imprese orobiche – Lamiflex, Promatech, Reggiani Macchine, Stamperia Pezzoli e Tesmec – hanno dato vita a Lombartech, un consorzio che intende svolgere il ruolo di incubatore di progetti d’avanguardia per i comparti tessile e meccanotessile. All’iniziativa hanno aderito anche la locale Confindustria e l’Università di Bergamo. Imminente, l’aggregazione di altre tre aziende milanesi: Newcocot (Cologno Monzese), Jakob Mueller Italiana (Lainate) e G. Angeloni (Lesmo). Altre realtà, tra cui alcuni leader del tessile lombardo, stanno valutando la possibilità di unirsi. Fra i traguardi a breve dei promotori di Lombartech, raggiungere la ventina di consorziati. Continua a leggere »

VOLA IL CALABRONE DEL VARESOTTO

Nel distretto della gomma-plastica tornano gli ordini e l’export riparte

- UN CLUSTER DI NICCHIA – Nelle 160 aziende, con 9mila addetti, c’è un processo costante di innovazione tecnologica. Problemi con il credito, ma i default si contano su una mano.

«I numeri confortano, ma aspettiamo i dati consolidati dell’ultimo trimestre, ci vuole ancora prudenza». Frena gli entusiasmi Andrea Melgrati, presidente del gruppo merceologico gomma-plastica dell’Unione industriali di Varese.
Nel primo trimestre, in effetti, l’export di settore in provincia è cresciuto del 4,6% contro un calo nazionale di venti punti. Magari è solo fumo statistico da prendere con le molle, un rimbalzo che copre un arco temporale troppo breve per parlare di ripresa e che viene dopo il -6,3% registrato nel 2008. Possibile? Possibile. Continua a leggere »

15/07/2009

La City ipnotizzata da un ragazzino

Matthew Robson, 15 anni, stagista a Morgan Stanley, svela i segreti di media e teenager – GLI UTENTI DI DOMANI – La tesina pubblicata dalla banca d’affari spopola tra i big radunati a Sun Valley e Rupert Murdoch condivide i dubbi sul micro-blogging

Rupert Murdoch ha dimostrato ancora una volta di avere il polso della situazione più di tanti dirigenti che hanno meno della metà dei suoi anni. Il grande burattinaio dei media globali ha dichiarato che contrariamente alle voci in circolazione non ha alcuna intenzione di acquistare Twitter, la rete di messaggi online sempre più popolare: «Meglio stare attenti ad investire lì», ha avvertito. Così dicendo Murdoch si è trovato perfettamente in sintonia con il nuovo guru dei media, l’inglese Matthew Robson, che ha sferrato un colpo basso a Twitter definendolo «inutile». Tra sorpresa, costernazione e sgomento chief executive, analisti, investitori, esperti del settore ieri hanno dedicato il loro tempo ad analizzare i pensieri e le opinioni di Robson, arrivato all’improvviso come una meteora a illuminare la strada. Continua a leggere »

09/07/2009

IL MADE IN ITALY ALLA RICERCA DI NUOVI OBIETTIVI

Se il mondo cambia, bisogna modificare anche le strategie. Se negli anni passati, con la domanda globale in aumento, i prodotti made in Italy potevano spuntare prezzi più alti dei concorrenti, oggi è opportuno fare l’opposto. E cioè aumentare i volumi, anche a costo di ridurre prezzi e margini, e diversificare geograficamente.
Non solo: altra strategia è intercettare i nuovi modelli di consumo. Se le vendite globali dei beni di lusso si ridurranno del 7-8% nell’anno, gli acquisti di super luxury di solito non sono influenzati dalla congiuntura. Ma in particolare nel dopo crisi bisogna tenere d’occhio i settori emergenti legati alle fonti di energia rinnovabile. Secondo una ricerca, un consumatore su tre sarebbe disposto a pagare dal 5 al 10% in più per un prodotto ecologico. Ed anche la chimica, la farmaceutica aumenteranno il loro peso, grazie alle politiche in Cina e in Usa. Continua a leggere »

IL MARKETING CORTEGGIA LE PMI

È un corteggiamento intenso e senza sosta fatto nel nome del business to business. Protagoniste attive sono, per esempio, le grandi aziende delle tlc (Tim, Vodafone, Tre, Telecom Italia), compagnie aeree (Alitalia-AirOne, British Airways, Lufthansa), dei carburanti (Eni, Erg, Esso), utility (Enel, Edison, Alpiq) ma anche corrieri espresso (Fedex e Ups), società di somministrazione di lavoro, per il noleggio dei veicoli. Tutte impegnate a conquistare, con convenzioni e iniziative ad hoc, il mercato delle sei milioni di pmi messe alla strette da una crisi come non si vedeva dal dopoguerra e impegnate nell’ottimizzazione dei costi. Continua a leggere »