29/07/2009
L’ITALIA E L’EUROPA – Le nostre aziende hanno ridotto le spese in R&S più della media Ue: hanno fatto meglio delle francesi ma non delle tedesche
Sopravvivere prima di innovare o innovare per sopravvivere? Forse era inevitabile che succedesse, ma di fronte alla crisi la maggior parte delle imprese nella maggior parte dei Paesi europei ha finora scelto la prima delle due alternative: oggi l’innovazione non è in cima ai pensieri perché prima bisogna salvarsi. Continua a leggere »
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Riconversioni da terzo millennio. E storie di nuovi business, con un uso creativo del Web e dei social network, da Twitter a Facebook.
C’era una volta, in realtà solo cinque anni fa, il promoter di un night club di Manhattan, NY. Scott Harrison il suo nome, appartamento lussuoso e una Bmw in garage. Una vita spesa, notte dopo notte, tra i vizi di clienti che tirano le luci dell’alba.
Poi una folgorazione durante un viaggio in Sudamerica: il pentimento e una svolta a 360 gradi della propria esistenza.
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Le insolvenze peseranno sui non assicurati – Le ricette anti-crisi – RISCHIO ELEVATO – Secondo le assicurazioni, nel 2009 la quota di chi non onora i debiti farà registrare un aumento compreso fra il 30 e il 50%
Secondo Euler Hermes, società di assicurazioni del gruppo Allianz, a fine 2009 le insolvenze in Italia faranno registrare un aumento di almeno il 30%. Sace Bt non esclude che si possa raggiungere quota 50 per cento. Ecco l’onda lunga dello tsunami finanziario: perché, se all’orizzonte le aziende intravedono la ripresa, nell’immediato hanno a che fare con i fallimenti di chi ha acquistato merci o servizi da loro e che, quindi, non onora il debito.
Alle insolvenze in aumento vertiginoso va aggiunto un ulteriore dato, e cioè che le piccole e medie imprese italiane assicurate per i crediti (e in particolare per quelli sull’export) sono un manipolo sparuto, quantificabile attorno al 5% del totale. Addirittura a un misero 0,4%, stima Euler Hermes, calcolando le società con meno di 10 dipendenti con crediti commerciali assicurabili. Risultato: le Pmi già in difficoltà verranno provate anche dalla frusta dei mancati pagamenti, senza nemmeno il beneficio del paracadute assicurativo. Un rischio cui i nostri competitor esteri – tedeschi, francesi e olandesi in prima fila – sono meno esposti, proprio in quanto sottoscrivono le assicurazioni. Continua a leggere »
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21/07/2009
La conferenza sul Mediterraneo che inizierà domani a Milano è un altro passo importante per rafforzare la rete economica e politica che attraversa il grande mare. Prospettiva che deve fondarsi sulla profonda differenza nella dotazione di risorse tra sponda Nord e sponda Sud: lo squilibrio demografico e di riflesso nella forza lavoro; lo squilibrio nelle risorse energetiche e di conseguenza nei surplus di bilancia dei pagamenti.
Riflettere da questo punto di vista è anche un modo utile per ragionare sugli aiuti allo sviluppo, tema che è stato al centro del G-8 dell’Aquila. Continua a leggere »
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16/07/2009
Trend export in controtendenza nel primo trimestre: in evidenza Egitto e Libia
Le imprese lombarde guardano al bacino del Mediterraneo e del Golfo come antidoto alla crisi. Nei primi tre mesi dell’anno, a fronte di un crollo generalizzato dell’export, paesi come Libia (+113%), Libano (+13%), Egitto (+6%) e Siria (+3%) hanno archiviato un bilancio positivo nell’interscambio con la regione. E realtà come Algeria e Tunisia hanno saputo contenere i danni. Un business trainato da rapporti sempre più stretti e proficui, con un interscambio di quasi 2 miliardi di euro nei primi tre mesi dell’anno in corso. Continua a leggere »
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