EUROPA E CANADA MOTORI DELLA RIPRESA
NEGOZIATI AL VIA – Un’intesa sul free trade vale più di 20 milioni di euro all’anno e apre la strada a nuove trattative multilaterali
In un momento in cui preoccupazioni protezionistiche dominano l’agenda commerciale è essenziale che le maggiori economie mondiali colpite dalla crisi economica discutano di un’apertura dei loro mercati. Questa settimana a Montreal la Ue e il Canada avviano i negoziati per un ampio accordo economico e commerciale. Tale accordo rafforzerà una relazione economica che vale già, se si considerano soltanto gli scambi di beni e servizi, circa 70 miliardi di euro all’anno. La decisione di avviare ora i negoziati lancia un vigoroso messaggio quanto al fatto che l’apertura degli scambi e degli investimenti è un motore della ripresa economica.
La nostra ambizione dovrebbe essere di realizzare ben più di un semplice accordo di libero scambio. L’Unione europea è il secondo partner commerciale del Canada e, in termini di volume, la sua seconda fonte di investimenti esteri. Nella Ue il Canada è al quarto posto in termini di investimenti esteri. Nel caso di queste due grandi economie che stanno già creando crescita e occupazione nei mercati del partner vale la pena porsi obiettivi ambiziosi, in modo da rendere giustizia a questa relazione economica.
Ovviamente qualsiasi accordo persegue un livello massimo di liberalizzazione degli scambi di beni e servizi, ma dovremmo anche accordarci sull’apertura e la cooperazione nel campo degli investimenti, degli appalti pubblici, della protezione e dell’attuazione dei diritti di proprietà intellettuale, nonché formulare impegni in relazione agli aspetti sociali e ambientali degli scambi e allo sviluppo sostenibile. Per quel che concerne la Ue siamo pronti anche a discutere su una maggiore cooperazione in altri ambiti correlati al partenariato economico quali la scienza, la tecnologia e l’innovazione o l’energia.
I negoziati non saranno facili – gli ostacoli agli scambi e agli investimenti che restano da superare sono ovviamente quelli più profondamente radicati e politicamente sensibili per entrambi i partner. Questioni come le quote sui gamberi e il formaggio, la liberalizzazione del settore automobilistico o il riconoscimento delle qualifiche. Questioni come l’accesso ai mercati degli appalti pubblici, gli ostacoli agli investimenti nei settori delle telecomunicazioni e dei servizi finanziari come anche gli aspetti della protezione dell’ambiente non saranno questioni facili da risolvere.
Si deve però considerare quanto segue: storicamente il Canada e la Ue sono entrambi attivi negli scambi, i nostri livelli di sviluppo economico sono analoghi e disponiamo entrambi di popolazioni con livelli elevati di istruzione e di qualifiche. Condividiamo gli stessi valori ambientali, sociali e culturali. Dovremmo perciò essere in grado di trovare il modo per abbattere i rimanenti ostacoli a tutto vantaggio di entrambe le parti.
Dovremmo inoltre far sì che i nostri accordi bilaterali non indeboliscano l’impegno a concludere i negoziati sul commercio mondiale in seno al Doha Round. Se ben concepiti, ambiziosi accordi bilaterali sono le fondamenta di una regolamentazione multilaterale poiché essi sono più ambiziosi e più rapidi nel promuovere l’apertura e l’integrazione tra coloro che vi sono disposti. Creando nuove aperture in mercati chiave e affrontando questioni quali gli investimenti, gli appalti pubblici e la concorrenza questi accordi hanno la potenzialità di aprire la via alla prossima generazione di discussioni multilaterali.
L’apertura di questa nuova linea di negoziati non significa che l’Unione europea non continuerà a perseguire ambiziosi accordi di libero scambio con i partner asiatici e sudamericani. Ma i vantaggi che si possono trarre da un ampio accordo economico sono tangibili e vale la pena impegnarvisi. Da uno studio congiunto emerge che un accordo di questo tipo avrebbe un valore di più di 20 miliardi di euro all’anno per le nostre due economie grazie alle opportunità di scambi, alla disponibilità di beni e servizi più economici e a una regolamentazione più efficiente.
Nel momento in cui concluderemo questo accordo le nostre economie saranno già a un buon punto sulla via della ripresa economica, ma i vantaggi per le imprese e i consumatori non saranno meno apprezzabili. Un accordo economico e commerciale ambizioso e di ampia portata è l’equivalente di un pacchetto di incentivi che continua a stimolare gli investimenti, la crescita e l’occupazione – anno dopo anno. Dovremmo cogliere avidamente questa opportunità.
Commissario Ue
responsabile per il Commercio
di Catherine Ashton
Il Sole 24 Ore