NASCE IL PATTO “SALVA FILIERA”
Prende il via il primo «Patto per salvare le filiere produttive» nei distretti. Per ora è un’esperienza pilota, nata nella packaging valley di Bologna, ma l’obiettivo è di estendere l’esperienza alle altre aree industriali. All’origine dell’iniziativa vi è una certezza: sarà impossibile agganciare la ripresa, quando verrà, se si dovessero perdere le capacità, le competenze e il patrimonio di professionalità delle piccole e piccolissime aziende dell’indotto di realtà maggiori. «Non riusciremo ad essere vincenti in futuro senza la forza dinamica della subfornitura che ci assicura grande flessibilità», spiega Alberto Vacchi, presidente Ima.
Protagonisti dell’esperienza pilota sono, nel capoluogo emiliano, due associazioni imprenditoriali, Unindustria e Cna, due gruppi bancari, UniCredit e Ugf Banca, un’azienda, l’Ima, e i subfornitori di primo e secondo livello che fanno riferimento a questo gruppo leader mondiale nel packaging.
Il meccanismo del Patto di salvaguardia, siglato ieri a Bologna, è semplice. L’impresa capofila si impegna a programmare con le aziende del primo indotto le commesse che assicurerà nel corso dell’anno. I subfornitori di primo livello fanno altrettanto con quelli di secondo livello. Forti di questo gioco di squadra e delle certezze acquisite sui budget programmati, le Pmi possono rivolgersi agli istituti di credito che partecipano all’iniziativa per ottenere maggiore liquidità, in modo più tempestivo e a costi inferiori. Le banche a loro volta hanno maggiori certezze sul buon fine delle risorse impiegate perchè l’intera filiera «garantisce per tutti», anche per i più piccoli, «come fosse un’unica grandissima azienda».
«Per rendere possibile questo gioco di squadra – conclude Vacchi – la condizione è che tutti accettino il principio della trasparenza, per assicurare ad ogni livello margini adeguati ed evitare fenomeni di delocalizzazione».
di Emilio Bonicelli
Il Sole 24 Ore