ITALIA PRIMO PARTNER PER IL MONTENEGRO

Le imprese italiane aiuteranno il Montenegro a crescere. Un aiuto che vale investimenti tra i 4 e i 5 miliardi di euro in infrastrutture, secondo le stime del ministro Claudio Scajola: Terna poserà una linea sottomarina di alta tensione sul fondo dell’Adriatico fino a Pescara, l’Italferr costruirà la strada ferrata tra Belgrado e Bar; l’A2A allestirà quattro centrali idroelettriche e l’Enel una a carbone. Sono alcuni degli investimenti concordati ieri a Podgorica tra il ministro italiano dello Sviluppo economico e il governo del Montenegro.
«Con gli investimenti in energia e infrastrutture che abbiamo messo in campo, del valore di 4-5 miliardi di euro – ha detto ieri Scajola a Podgorica – l’Italia punta a diventare il primo investitore estero in Montenegro». Durante la missione nei Balcani, Scajola ha incontrato il primo ministro Milo Djukanovic e i ministri dell’Economia Branko Vujovic, dei Trasporti Andrija Lompar, delle Infrastrutture Milutin Mrkonijc e dell’Ambiente Branimir Gvozdenovic.
Secondo Djukanovic, il governo italiano ha garantito un sostegno significativo nel percorso dell’integrazione europea e integrazione euro-atlantica, ma anche nello sviluppo economico, soprattutto nel campo della protezione ambientale. Scajola ha confermato il sostegno dell’Italia per l’adesione alla Nato e alla Ue e nel trattato di Schengen. Nei memorandum di cooperazione sono stati previsti gli studi di fattibilità tecnica ed economica per ricostruire la ferrovia tra Belgrado (la Serbia non tocca l’Adriatico) e il porto montenegrino di Bar. La spesa prevista è di 1,5 miliardi.
Nella delegazione di imprese italiane c’erano gli amministratori delegati dell’Enel, Fulvio Conti, e di Terna, Flavio Cattaneo, e il presidente dell’A2A, Giuliano Zuccoli. L’A2A intende costruire quattro impianti idroelettrici per complessivi 240 megawatt e partecipa al bando di ricapitalizzazione della Elektroprivreda Crne Gore, la principale società elettrica del paese, di cui ha acquisito il 15% (il piano di ricapitalizzazione si basa su un consorzio del quale fa parte, tra le altre, anche la milanese Edison). L’Eni, invece, è interessata ai giacimenti montenegrini in Adriatico. L’Enel progetta una centrale a carbone da 800-1.200 megawatt in collaborazione con l’acciaieria italiana Duferco (che ha un forte fabbisogno di elettricità), che è pronta a realizzare un inceneritore di rifiuti con capacità di produrre elettricità per 80 megawatt. Che fare di questa forte quantità di energia? Ecco la soluzione: importarla in Italia. Terna prevede la realizzazione della connessione elettrica sottomarina da mille megawatt tra Tivat e Pescara. In futuro saranno possibili altri investimenti, come nei porti turistici.

di Jacopo Giliberto
Il Sole 24 Ore

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