25/03/2009

BURSA CONTA I SUPERSTITI DEL TESSILE TURCO

Turchia. Nel grande distretto ha chiuso il 50% delle fabbriche, resiste solo chi fa filato sintetico
DOPO LO TSUNAMI – La concorrenza non si ferma: dagli scenari di crisi e dal consolidamento usciranno produttori innovativi e agguerriti

Gli imprenditori turchi del tessile protestano a gran voce e chiedono, per ora senza successo, aiuti o riduzioni fiscali al Governo del premier Recep Tayyip Erdogan per superare un crisi durissima.
A Bursa, nell’Anatolia occidentale, nel luogo simbolo di alcune attività d’eccellenza della produzione della Turchia, automobilistico e tessile in testa, il 50% delle aziende tessili ha chiuso. La Sonmez Filament, Nergis Textile e Polylen, un tempo aziende leader, hanno serrato i battenti. La Korteks, Sifas e Politeks rimangono in piedi solo ed esclusivamente grazie al filato sintetico. Continua a leggere »

TOKYO SOSTIENE I CONTADINI HI-TECH

L’ASIA E IL RILANCIO – AGRICOLTURA
L’alimentare unica voce attiva dell’export – Raddoppio di vendite estere entro il 2014 – LA RICETTA NIPPONICA – Prodotti sempre più integrati con la domanda mondiale grazie a offerte di alta qualità. Opportunità dalla crescita della classe media asiatica
 
La lunga mano della burocrazia di Bruxelles è arrivata ai piedi delle colline di Yame, all’estremo Sud della prefettura di Fukuoka. Piantagioni di tè verde a perdita d’occhio ricoprono i pendii, sormontate da pali alla cui sommità girano le ventole per prevenire il congelamento notturno delle piantine. Una parte dei terreni sta per essere “segregata”: l’obiettivo è di rispettare le più severe regole decise dalla Ue sui pesticidi residui.
Soprattutto verso la Germania, ma per canali indiretti anche verso l’Italia, è già iniziato l’export di gyokuro (la qualità pregiata) e di sencha (qualità media), prodotti in 5 appezzamenti dopo che la prefettura ha varato un sistema di controlli. A dicembre è sorta la Fukuoka Agricultural Products Trading (Fapt), primo esempio di joint tra amministrazione pubblica e la principale coop agricola, allo scopo di promuovere l’unica voce dell’export giapponese che resiste, mentre le spedizioni di auto e elettronica si sono quasi dimezzate. Continua a leggere »

PRAGA MEGLIO DI NEW DELHI NELLA RICERCA FARMACEUTICA

BUSINESS NEL MONDO – LE NUOVE FRONTIERE DELLA R&S
Anche la Polonia e il Sudafrica offrono vantaggi superiori

Repubblica Ceca, Polonia, Sudafrica. È qui che si fa l’innovazione nel campo della farmaceutica e delle tecnologie per la salute. Qui molto meglio che in Cina o in India. Anche se, quando si parla di delocalizzazione della ricerca e sviluppo, la mente va subito ai due giganti asiatici. Dalla loro hanno la dimensione, ma, a conti fatti, offrono una performance minore rispetto a gioielli più piccoli, ma più scintillanti, fra i Paesi emergenti. Continua a leggere »

13/03/2009

DA WHIRPOOL A POLTI: MEGLIO TORNARE IN ITALIA

LA DECISIONE CAMPANA – La multinazionale degli elettrodomestici lascia la Turchia e ricolloca a Napoli la produzione di lavatrici
LA CONSEGUENZA – La chiusura dell’impianto Indesit in Inghilterra e di quello Hoover ha spinto il componentista Pasell a fare il passo indietro
 
MILANO
Tornano: dalla Cina, dalla Polonia o dalla Turchia per rilocare in Italia tutta o parte della produzione trasferita anni fa all’estero, ma con esiti non sempre brillanti. Continua a leggere »

RETROMARCIA SULLA DELOCALIZZAZIONE

Dai Paesi dell’Est ostacoli alle imprese che vogliono rientrare
- BRUTTA SORPRESA – L’industriale vicentino Moritz Possamai: l’ingresso della Romania nella Ue ha innalzato enormemente il livello burocratico
 
Nessuno ti fa festa, se te ne vai. Semmai, la festa, provano a fartela. La recessione accelera i processi di dismissione delle filiali e degli stabilimenti all’estero. Le imprese italiane, fortemente connesse ai loro territori di origine, preferiscono chiudere o ridurre l’impegno lontano da casa dove, invece, i legami con le comunità locali e la forza del sindacato rendono tutto molto più complicato. Anche se queste decisioni, spesso, sono accompagnate da grattacapi: le facilitazioni burocratiche garantite all’arrivo cedono il passo a mille impedimenti, il trattamento fiscale diventa particolarmente oneroso, le questioni valutarie si accompagnano a quelle logistiche dello smobilizzo. Continua a leggere »