IN MAROCCO 15 NUOVE CITTA’
Edilizia. La crisi mondiale non rallenta i progetti abitativi e quelli commerciali
Bellezza, in Marocco, vuol dire una cittadina per 150mila abitanti nuova di pacca, con viali alberati, casette basse alla moda tradizionale, scuole, un ospedale, la moschea, e infrastrutture per l’acqua e per l’elettricità degne di un Paese occidentale. Bellezza, nella lingua degli arabi, si dice Ch’Rafate: la città che entro il 2020 sorgerà vicino a Tangeri e servirà da valvola di sfogo al sovraffollamento urbano del grande porto Mediterraneo.
La crisi mondiale del mattone non lambisce il Marocco, sostengono gli analisti del think-thank britannico Oxford Business Group.
La prima pietra di Ch’Rafate è stata posta il mese scorso, sotto gli occhi vigili di re Mohammed VI. Che nel 2004 aveva partecipato all’inaugurazione della città di Tamansourt, a sette chilometri da Marrakech, e nel 2007 a quella di Tamesna, nel circondario di Rabat. Perché Ch’Rafate è la terza del paccheto Villes Nouvelles, 15 nuove città da realizzare nei prossimi anni per decongestionare i centri urbani del Marocco. Sulla carta geografica del Paese, un giorno, ci saranno anche Lkhyayta, 300mila abitanti alle porte di Casablanca; Tagadirt, che darà alloggio a 250mila persone a Sud-Ovest di Agadir; Melloussa, che come Ch’Rafate sorgerà vicino Tangeri; e infine Zenata Al Jadida, la più grande, alla periferia di Casablanca, destinata a oltre mezzo milione di marocchini.
A Tamansourt già hanno aperto le saracinesche i primi uffici, mentre le sue casette color ocra, come quelle del centro storico della vicina Marrakech che punta a rimpiazzare, saranno terminate per il 2015: il ministero per le Abitazioni e l’Urbanistica garantisce che, nonostante la crisi, tutto procede secondo la tabella di marcia. La rapidità è d’obbligo: la popolazione urbana del Marocco è passata dai 3 milioni del 1960 agli oltre 17 di oggi, in un Paese dove oltre il 60% degli abitanti ha meno di 30 anni e fretta di avere una casa.
I budget in campo sono di tutto rispetto: 2,9 i miliardi di dollari stimati per portare a termine Ch’Rafate, più o meno la stessa cifra messa in campo per ciascuna delle altre due città in fase di realizzazione. Un business ricco, di cui beneficia in primo luogo il gruppo Al Omrane, la società immobiliare di proprietà dello Stato marocchino. Ma anche gli operatori stranieri. Per Tamesna, ad esempio, si sono attivate le imprese di Spagna, Francia, Portogallo, Malaysia, Qatar e Libia.
E l’Italia? Si sta muovendo, spiega Silvia Giuffrida, direttore dell’ufficio Ice di Casablanca, anche se il grosso dei contratti se lo stanno spartendo Spagna e Francia. E si sta muovendo su tutto il territorio, al di là delle nuove città in costruzione.
«Perché il Marocco oggi è tutto un cantiere – spiega – ci sono le autostrade, le dighe, le ferrovie, i progetti per l’elettrificazione. Sarà l’Italia, per esempio, a realizzare il tunnel sotto la medina di Rabat». Le imprese italiane non compaiono nelle liste perché, spiega Giuffridda, sono secondi contractor negli appalti che il Governo assegna ai partner locali.
Il progetto Villes Nouvelles, in effetti, non è l’unico sotto i riflettori. Il Marocco sta costruendo il più grande shopping centre di tutta l’Africa del Nord: sorgerà entro il 2010 nella zona Sud di Casablanca, costo previsto 250 milioni di dollari. E se i bollettini delle agenzie immobiliari segnalano prezzi in caduta libera per le residenze turistiche di Marrakech, altrettanto non si può dire per i maxi-villagi vacanze sulle coste dell’Oceano, che si apprestano a inaugurare la stagione estiva con contratti per 2,6 miliardi di euro stipulati con i gruppi stranieri.
micaela.cappellini@ilsole24ore.com
Micaela Cappellini
Sole 24 Ore
I NUMERI IN GIOCO
2,9 miliardi
Il costoin dollari di Ch’Rafate
La ciità che il Marocco sta costruendo ex novo alle porte di Tangeri ha un costo previsto di circa 3 miliardi di dollari. Cifre analoghe saranno stanziate per le altre 14
che il Governo marocchino realizzerà nei prossimi anni
1,4 miliardi
Spesa in euro per case popolari
La crisi del mattone non frena
i piani del Governo di Rabat. Entro il 2012 dovranno essere costruiti 130mila alloggi popolari, che verranno venduti a non più di 13mila euro.
A occuparsene sarà la compagnia immobiliare statale Al Omrane, che sta negoziando con una sessantina di aziende private alla ricerca di partner