INCENTIVI AL BIANCO ECOLOGICO
Emilio Bonicelli
Parte al rallentatore il 2008 per l’industria italiana degli apparecchi domestici. Il settore, forte di un fatturato 2007 pari a 16 miliardi di cui 9,3 di export, chiude il primo quadrimestre con segnali di sofferenza che variano da comparto a comparto. I «grandi bianchi», cioè frigoriferi, lavabiancheria, lavastoviglie, arretrano circa del 3%, mentre nei condizionatori il colpo di freno, complice anche il caldo che ha tardato ad arrivare, è stato vicino al 20 per cento. «L’andamento dei prossimi mesi sarà decisivo per capire se avremo un 2008 di tenuta o in flessione rispetto allo scorso anno», ha spiegato Piero Moscatelli, presidente di Ceced Italia, il Comitato europeo dei costruttori di elettrodomestici.
I problemi, tuttavia non sono solo congiunturali. Negli ultimi 10 anni le aziende del settore hanno investito in Italia 4 miliardi di euro per innovare e migliorare l’efficienza energetica dei prodotti. Il mercato però non ha premiato la più alta qualità sul fronte dei prezzi, mentre i costi delle materie prime sono cresciuti in modo vertiginoso. Da qui il calo della redditività e la pesante delocalizzazione delle produzioni a minor contenuto tecnologico.
All’assemblea del Ceced, svoltasi ieri a Bologna presso la sede di Unindustria, si è parlato di «pericolo per la permanenza in Italia» di questa realtà industriale, seconda per importanza nel nostro Paese solo a quella automobilistica. Per questo Moscatelli ha rivolto richieste urgenti al nuovo Governo: primo, estendere anche agli altri elettrodomestici gli incentivi all’acquisto di prodotti a basso consumo energetico che già hanno funzionato con successo per frigoriferi e congelatori; secondo, rendere più efficaci i controlli sulle importazioni, bloccando i prodotti inefficienti e pericolosi; terzo, favorire la ricerca e l’innovazione. Oggi Moscatelli consegnerà queste istanze al Governo in un incontro con il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola.