NEL 2020 IL CELLULARE SPARIRA’ TRA I DENTI
Vito di Bari
Nel 2008 tutti pensavano che ogni essere umano avrebbe presto avuto con sé un telefonino. E ora che siamo nel 2020, sappiamo che nessuno ha ormai un telefonino. Del resto, in quegli anni, il cellulare era la tecnologia ritenuta più importante. Ho visto compunti manager entrare in uno stato di vero panico all’accorgersi di non avere con sé il proprio oggetto dei desideri.
Nel 2020 tutto ciò ci fa sorridere. Oggi non ci sono più cellulari. Eppure sono in grado come mai prima d’ora di comunicare con gli altri. Il fatto è che dal 2008 i cellulari hanno progressivamente cominciato a migrare dai loro “corpi” di plastica lucida, verso gli oggetti di uso quotidiano. All’inizio è stato strano abituarci all’idea che, comprando per esempio degli orecchini o un anello, stavamo comprando anche un telefono.
Tutto è iniziato alla fine del 2007. Quando la cinese Chongwa, per “conquistare” i milioni di fumatori asiatici, aveva lanciato un telefono con fotocamera, ma non solo. Era anche un portasigarette. Un oggetto forse kitsch, che costruiva il suo “punto di forza” su quello che è solo un bruttissimo vizio: fumare. Ma fu anche uno dei primi tentativi di quella che sarebbe diventata famosa come la rivoluzione della telefonia mobile, gli oggetti di uso comune che si fondono, letteralmente, con i cellulari. Il meglio doveva ancora venire.
Già nel 2008 il perCushion dell’austriaca Urban Tool, specializzata in abbigliamento hi-tech, ha fatto il suo ingresso nei negozi (e nelle case) di tutto il mondo. È un cuscino, ma tecnologicamente evoluto. Comunica con il mio cellulare via bluetooth. Così posso conversare direttamente dal mio letto.
Qualche mese dopo arrivarono le grandi aziende, con LG che mise in vendita il suo primo orologio. Sembrava un manufatto di alta gioielleria, solo che, come avrete capito, non era solo quello, bensì un sofisticatissimo telefono.
Da quel momento, grazie all’avanzare della tecnologia che permetteva dimensioni sempre più ridotte, tutti i cellulari si ritrovarono, in un modo o nell’altro, a finire negli oggetti più impensabili.
Sapete qual è l’ultima moda del 2020 a riguardo? Farsi trapiantare un telefonino nel molare. Non è uno scherzo.
Il progetto, originariamente concepito da James Auger e Jimmy Loizeau del Media Lab Europe, prevede un minuscolo congegno che si impianta durante un banalissimo intervento odontotecnico, e non ha nessun cavo. Funziona con le microvibrazioni, che avvisano chi lo “indossa” di una chiamata in arrivo. La voce dell’interlocutore arriva fino all’orecchio, attraverso microfrequenze che si trasmettono lungo la mascella. Vedere le persone parlare a bassa voce, senza un apparecchio che raccoglie e decodifica la loro voce, ha dell’incredibile. No, nel 2020 non abbiamo sviluppato una capacità telepatica. Molti di noi si sono fatti montare un telefonino nei denti.
A proposito, devo andare: il mio molare sta vibrando. È mia moglie che mi chiama, abbiamo un appuntamento a cena e non vorrei fare tardi.