UNA NUOVA MAPPA DELLE RELAZIONI ONLINE
di Vito Di Bari
«Berners-Lee predice la nascita di un social network globale ad accesso libero».
Per circa 2mila anni, l’Oracolo di Delfi influenzò l’evoluzione del mondo con le sue divinazioni. Accadeva all’incirca fra il 1400 a.C. e il 392 d.C., i greci vi si recavano per decidere se entrare in guerra e per sciogliere le grandi dispute degli Stati: le profezie dell’Oracolo si guadagnarono lo status di veri e propri “permessi” ed i supplici arrivavano da ogni parte della Grecia. Oggi il tempo degli oracoli è terminato, vinto da quella cultura positivista di cui siamo figli.
Ci sono tuttora alcune previsioni di così ampio respiro che appaiono inverosimili eppure non possiamo permetterci di trascurarle. Come quelle di Tim Berners-Lee (fino al 1993 al Cern di Ginevra e attualmente al Mit di Boston): Tim è un oracolo del terzo millennio. La sua profezia del WWW (il World Wide Web) ha già cambiato le nostre vite. Dopo venti anni circa da quella prima profezia, oggi Tim Berners-Lee è tornato a parlare ed ha preannunciato l’avvento del GGG, il Giant Global Graph. È destinata anche questa profezia a cambiare ancora il nostro modo di fare le cose? Di lavorare, di relazionarci? Parliamone.
Berners-Lee ci dice che nascerà una sorta di social network globale. Di fatto, una mappa di tutte le informazioni e di tutte le relazioni in rete, nulla escluso. Il GGG, per l’appunto. Quando le informazioni saranno connesse, ognuno di noi potrà accedervi liberamente e sulla base delle proprie esigenze, senza passare da alcun intermediario. Scompariranno i siti, i portali, gli Url come li conosciamo oggi. E noi parleremo con il nostro Pc (o quant’altro, ne vedremo delle belle) chiedendogli di fare ciò che vogliamo. Come se ci rivolgessimo ad una persona, ma di capacità (praticamente) illimitate.
Non avremo più bisogno - dice, più o meno, Tim - di rivolgerci ai vari Facebook o MySpace o YouTube. E neanche di conoscere indirizzi e-mail o numeri di telefono. Ci penserà il GGG. Le relazioni e le informazioni diventeranno indipendenti dai siti che le hanno generate: è il concetto di portabilità del social network (infatti la maggiore criticità ad oggi dei sistemi come MySpace, Facebook, LinkedIn è che sono “chiusi”, perchè parlano lingue diverse fra loro). C’è una condizione, però, affinchè la profezia si realizzi. Ed è che tutte le informazioni siano codificate in un unico linguaggio comune (in modo da potere comunicare fra loro): è il concetto del web semantico.
C’è da dire che se è vero che un linguaggio comune renderebbe molto più accessibile qualunque tipo di informazione, l’uso esclusivo del web semantico va decisamente in controtendenza con l’attuale evoluzione del Web 2.0: la libertà di stili, di lingue e (perché no?) di linguaggi di programmazione utilizzati. Ma ciò che dice Berners-Lee è affascinante: con una diffusione massiccia di web semantico, la Rete (anzi, scusate, il GGG) diventerà straordinariamente semplice da utilizzare e però molto più potente.
Un social network globale di informazioni e relazioni libere: è questa la profezia di Tim Berners-Lee. Anzi, non è una profezia: è una previsione basata sui fatti. Perché se un oracolo gioca d’azzardo, uno studioso analizza e poi si esprime. Quello previsto da Tim è solo uno degli scenari possibili: non sottovalutiamolo però, chi lo ha fatto venti anni fa se ne è presto pentito.