TAXI IN VOLO SULLE METROPOLI

Vito Di Bari

Una delle previsioni ricorrenti sul futuro è che presto le strade si svuoteranno perché le automobili voleranno. Io non concordo. Spostare la congestione del traffico dalle strade allo spazio sovrastante le città risolverebbe solo una minima parte del problema. Creandone altri, e non indifferenti. Per esempio: un maggiore inquinamento (anche acustico), la difficile realizzazione di aree di sosta e di parcheggio, la necessità di piste di decollo e atterraggio, la necessità di creare corsie e sensi di marcia per evitare collisioni, gli alti costi dei velivoli.
Per farla breve, ritengo che le auto volanti come le vediamo nei film di fantascienza siano una prospettiva affascinante, ma poco realistica nel breve termine.
È un po’ come per le auto all’idrogeno, che ci sono già ma non ci sono i distributori di idrogeno. In breve, il problema non è d’innovazione tecnologica: le auto volanti sono già tecnicamente realizzabili oggi e hanno già una nome, si chiamano Pav, Personal Air Vehicle. Non è neanche tanto un problema di costi, anche se è vero che sia le auto volanti, sia il carburante costano tanto. Ma i costi scenderanno, progressivamente. È prevalentemente un problema logistico, dovremmo ridisegnare il contesto urbano e sovrastante per consentire lo sviluppo del fenomeno.
Ciò detto, quando potremo aspettarci di alzare lo sguardo e vedere volare le prime auto? Fra un paio di anni, saranno i taxi. Perché entro il 2010, i primi aerotaxi inizieranno a servire le metropoli. All’inizio collegheranno il centro cittadino con gli aeroporti e le principali aree residenziali extraurbane. Saranno convenienti su tragitti superiori ai 15 km. Con un taxi tradizionale ci costerebbero una permanenza di almeno un’ora nel traffico: in volo, invece, pochi minuti. Gli aerotaxi saranno dotati di piccoli motori a reazione che consentiranno di decollare e atterrare su piste fra i 250 e i 350 metri. Dovranno superare rigorosi test di rumore, per minimizzare l’inquinamento acustico nelle aree urbane. Voleranno a una velocità di crociera di 5-600 km/ora e a 250-300 metri d’altezza e potranno portare dai 4 ai 10 passeggeri.
Questi Pav funzionano già, anche se non sono ancora stati immessi sul mercato, perché sono troppo rumorosi e consumano troppo. Il rumore è un problema serio, perché un conto è un aereo che genera molti decibel ad alta quota e un altro se lo fa in città.
Però c’è una novità, che potrebbe accelerare i tempi: un gruppo di ingegneri del Mit di Boston fondato una start-up che promette di commercializzare entro il 2009 il primo prototipo di auto volante. Si chiama Transition ed è un piccolo aereo che, al tocco di un solo pulsante, avvolge le sue ali e diventa un auto per la strada. Così, quando decideremo di volare non ci saranno (troppi) problemi logistici: decolleremo dalla pista più vicina e seguiremo rotte stabilite dall’entità regolatrice dei voli. Una volta arrivati, convertiremo l’aeromobile in vettura e ci muoveremo su strada. Quanto costerà? 148mila dollari, alle quotazioni di oggi. Ma solo se vogliamo essere fra i primi ad averla, perché in un paio d’anni il prezzo scenderà radicalmente.

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