DUBAI, QUATTRO ISOLE DI LUSSO
Marika Gervasio
Quattro isole dedicate al made in Italy a Dubai e una esposizione campionaria ad Abu Dhabi che rappresenti le manifestazioni fieristiche della moda di Milano, dall’abbigliamento ai tessuti, alla pelletteria e alle calzature. Gli Emirati Arabi sono attratti dalle eccellenze di casa nostra e l’Italia risponde. Intanto Milano si guadagna l’appoggio del Paese alla candidatura per l’Expo 2015.
Nakheel, la società emiratina che sta sviluppando l’arcipelago artificiale “The word” al largo di Dubai (che riproduce la configurazione geografica del mondo) sembrerebbe interessata a portare su quattro isole showroom, boutique, centri commerciali dedicati ai marchi del lusso italiani, anche di design. L’intenzione è stata espressa durante la missione congiunta della Camera di commercio di Milano e di Fiera Milano alla quale ha partecipato anche il Comitato moda lombardo, per promuovere il marchio “made in Milano” (che raggruppa le fiere della città della moda) in collaborazione con la Camera nazionale della moda.
Oltre alle isole di “The word”, che dovrebbero essere finite nel 2015, il ministro federale dell’economia degli Emirati, Sultan bin Saeed Al Mansouri, ha offerto alla delegazione italiana la possibilità di organizzare nello spazio fieristico di Abu Dhabi una campionaria delle fiere della moda rappresentate dal marchio “made in Milano”, in collaborazione con Fiera Milano, progetto che potrebbe essere realizzato già entro la fine dell’anno. A questo si aggiunge la possibilità per alcuni studenti emiratini di frequentare master nelle scuole di moda milanesi.
E ancora, l’Accademia Teatro alla Scala ha firmato un accordo di collaborazione con il Governo di Abu Dhabi per esportare la propria esperienza nella formazione di figure professionali dello spettacolo.
Un mercato che offre dunque una serie di occasioni interessanti, anche perché come spiega l’ambasciatore italiano Paolo Dionisi, «gli stessi Emirati lamentano la scarsa presenza degli italiani: 15 anni fa eravamo tra i primi sei partner commerciali, poi siamo scesi oltre il decimo posto e solo ora siamo risaliti all’ottavo. Nonostante una concorrenza incredibile, c’è ampio margine per recuperare».
Grandi opportunità ci sono anche nel turismo. A Dubai, per esempio, ci sono 7 milioni di turisti all’anno che entro il 2015 dovrebbero arrivare a quota 15 milioni mentre le camere d’albergo dovrebbero passare dalle attuali 42mila a 150mila. L’aspirazione del Paese sarebbe quella di avere, tra i nuovi hotel, strutture griffate con i marchi della moda italiani.
Ad Abu Dhabi, poi – dove la popolazione è stimata in crescita dagli attuali 960mila abitanti a 3 milioni in 10 anni e dove si concentra il 33% dei cantieri edili di tutto il mondo – entro il 2014 sorgeranno musei come il Guggenheim, progettato da Frank Gehry, una casa della cultura disegnata da Zaha Hadid, un museo marittimo firmato da Tadao Ando e il primo Louvre al mondo dopo quello di Parigi, a opera di Jean Nouvel.
E ci sono molte opere infrastrutturali da realizzare, come la ferrovia che collega Kuwait City allo Yemen passando per gli Emirati, ospedali e autostrade, progetti ai quali è interessata Infrastrutture lombarde, società della Regione Lombardia, che è già in contatto con il ministro federale dell’Economia emiratino per partecipare all’eventuale gara d’appalto.
[...] Ce la faranno le citta’ del Golfo Persico a gestire meglio questa improvvisa ed immensa ricchezza? Per quanto possa sembrare assurdo, non e’ facile gestire quest’enorme quantita’ di denaro. Le piccole economie cittadine di Dubai, Abu Dhabi e degli altri emirati non riescono a spendere e ad investire tutti questi fantastilioni di dollari e quindi questa enorme quantita’ di denaro contante si e’ andata ad aggiungere agli eccessi finanziari di questi anni. Alcuni economisti vedono molte analogie con gli anni ‘70. I petroldollari del Golfo Persico questa volta non sono stati riciclati nei titoli di stato dei paesi dell’America Latina, ma negli sprovveduti compratori di case Americani (incoraggiati dalle banche Occidentali) che hanno acceso mutui sapendo che non potevano permetterseli. Il Golfo Persico sta facendo del suo meglio per spendere quest’enorme quantita’ di denaro. Sulle coste del Golgo fioriscono isole artificiali dove e’ possibile soddisfare ogni piacere e ogni lusso, anche il piu’ sfrenato. [...]