LA QUARTA LINGUA PIU’ STUDIATA NELLE UNIVERSITA’ AMERCIANE ?

Francesca Magnani

Chi ha i nonni italiani e vuole riscoprire le sue radici. Chi sogna una vacanza a Positano. Oppure chi è un vero appassionato di opera lirica. Non c’è dubbio: le ragioni sono soprattutto quelle “del cuore”. E proprio per questo sempre più newyorkesi, di ogni origine e provenienza, stanno imparando una seconda lingua: l’italiano. Non sembra casuale, allora, che anche il cinema mostri un’attrazione tricolore. E’ la sua gastronomia, infatti, protagonista nella commedia romantica dell’autunno Sapori e Dissapori.
Così, nelle cucine del ristorante del ristorante più cool di Manhattan, saranno gli spaghetti al pomodoro e basilicoe il tartufo d’Alba le armi con cui il neoassunto cuoco Aaron Eckhart sedurrà la chef perfezionista Catherine Zeta-Jone. La colonna sonora? Arie di Pavarotti e Bocelli naturalmente. Ma torniamo alla voglia di Speak Italian. La lingua che si parla nella Grande Mela non è più quella di Little Italy e di O Sole Mio: se fino a non molti anni fa era giusto il dialetto parlato dal muratore, l’idraulico, il giardiniere, il pizzaiolo, il cameriere, adesso si è presa la rivincita. Ora, negli States, persino la pronuncia si perfeziona. Come? Con il corso inaugurato questo semestre nella NY University per “depurare” la dizione – come spiega il catalogo accademico – da ogni accento o cadenza (www.scps.nyu.edu). Impressionano i numeri di quella che è diventata la quarta lingua più studiata nelle università di tutta l’America: le iscrizioni sono in crescita costante da dieci anni e nel 2006 oltre 60 mila ragazzi hanno scelto di seguire un corso di lingua e cultura italiana. Si va dall’abc per bambini dai sei mesi in su (www.italianfortoddlers.com) alle lezioni di alta cucina del Culinary Institute. Il “bell’idioma” è considerato più che mai  il codice dello stile, dell’eleganza, del saper vivere, dei piaceri della tavola. Tocco snob che vale i cinquecento dollari di un corso serale di primo livello per sfoggiare un po’ di classe, di infatuazioni rinascimentali, di Dolce Vita. Il risultato? Anche se gli Stati Uniti conquistano il mondo, l’italiano conquista gli americani. Così, George Clooney, Robert De Niro, Anne Hathaway sono solo gli ultimi che hanno preso lezioni per imparare a coniugare i verbi essere e avere.

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