17/12/2007

CAROTA BONSAI

Chiara Cannavero

Pionieri sono stati i pomodorini : i mini ortaggi ante Litteram in Europa. Ma, visto il successo, ora si coltivano anche cavolfiori, broccoli, zucchini, carote, finocchi e peperoni. Di consistenza tenera e dall’aspetto invitante, si adattano bene alle ricette monoporzione dei single. In Olanda, paese dove le piccole verdure sono più diffuse, la linea vitamini’s va a ruba (www.vitaminis.nl). 

14/12/2007

DISTRETTI INTANGIBILI

E’ morto il distretto, viva il distretto. Il capitalismo distrettuale, quello molecolare, che tanto gli stranieri avevano invidiato all’economia italiana (quello consacrato dai ricercatori del Mit Sabel e Piore, per intenderci) deve cambiare decisamente pelle. La competizione globale impone infatti un diverso sistema produttivo locale rispetto al passato. E non serve, adesso che le cose sembrano andare meglio, enfatizzare la retorica dell’antideclino: è vero che c’è un’italia che ce la fa, che sta sperimentando, che è riuscita nel 2006 e nel 2007 ad aumentare le esportazioni verso la Cina e la Russia. Ma il volo del calabrone di passata memoria, che era riuscito a sottrarre l’industria borghigiana dal trend recessivo, si è definitivamente inceppato e il localismo ha dimostrato le sue debolezze, che di fatto rappresentano in scala i problemi dell’economia italiana. E nemmeno gli animal spirits imprenditoriali sono riusciti a tenere testa, rinunciando spesso al loro compito shumpeteriano per ripiegare sui processi di rendita finanziaria e immobiliare.
Serve invece una forte discontinuità ed un robusto turnaround del distretto, facendo giocare al territorio un altro ruolo rispetto alle ultime decadi del Novecento. E questo è anche il teorema dell’ultimo libro di Giacomo Beccatini, padre teorico dei distretti economici italiani, recensito da Massimo Mucchetti proprio su queste colonne lenudì scorso.
Ma qauli sono le ragioni per cui la formula originaria dei 200 raggruppamenti settoriali è usurata? Continua a leggere »

12/12/2007

ANELLI RIGOGLIOSI

anello1.jpgUn originale accessorio per pollici verdi e non solo, è l’anello che fiorisce. L’intera collezione creata dalla designer tedesca Annette Kutz, è un omaggio alla naturale bellezza delle piante: “microgiardini” che sbocciano tra le dita. La base, in acciaio rivestita d’oro, contiene, invece della pietra preziosa, il terriccio da innaffiare. Www.kuntztstueck.de, prezzi a partire da 200 euro.

MEGLIO IL SUONO O IL SILENZIO ?

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Si sentono nuovi suoni, in città. Nascono da progetti fantastici come la pista ciclabile che, al passaggio, crea melodie (a destra), o l’obliteratrice musicale per i biglietti del metrò. Se ne parlerà – con molti musicisti che invece suoneranno – all’ ah jazz festival di milano. Ma ci sono anche eventi per esaltare l’assenza di rumore. Si svolge a treviso il Festival del silenzio (www.festivaldelsilenzio.org): per imparare come si possa comunicare anche senza parole.
10/12/2007

LA SVOLTA DELL’EUROPA: «IL PIL NON DICE TUTTO SULLA QUALITA’ DI VITA»

Lo sviluppo di un Paese si misura anche secondo, altri parametri: dall’inquinamento ai livelli di istruzione

Uno può essere ricco, nutrirsi a crepapelle, comprare vestiti firmati, e riempire poi di avanzi e polvere la propria casa, sprecare l’acqua, lasciar morire il giardino: cosi procurandosi dei malanni e alla fine vivendo male, nonostante il buon conto in banca. Che non sempre corrisponde a una buona qualità di vita, a una salute di ferro e rosee prospettive future. Se alla frase «conto in banca» si sostituisce la siglia Pil o prodotto interno lordo, e se al posto di quell’inquilino si mette un Paese del nostro continente, si può comprendere meglio il messaggio arrivato ieri dal palazzo della Commisione Europea, dalla conferenza internazionale sul tema «Oltre il Pil» . Detto in soldoni, la sorte dell’inquilino incosciente è più o meno quella che sta toccando all’Europa, da 30 anni: Paesi premiati da una costante crescita economica, ma anche minacciati dall’eccessivo sfruttamento delle risorse ambientali, dai consumi incontrollati e anche dal rischio di un calo della qualità complessiva della vita, almeno in prospettiva; tutte notizie in chiaroscuro che il Pil – ideato dopo la grande depressione del 1929, in epoche lontanissime dalle nostre – spesso lascia in ombra. Da qui, l’impegno dell’Unione Europea: trovare un nuovo indicatore che, assieme ai soliti dati di sviluppo economico, consideri anche altri fattori come l’impatto dell’inquinamento, i livello di istruzione o di aspettativa di vita, e così via «O anche – come spiega il Commissario europeo all’ambiente, Stavros Dimas – fattori come il lavoro volontario Continua a leggere »