NEGLI SHOWROOM RUSSI VINCE IL DESIGN ITALIANO

Entro il 2010 il mercato dell’arredo crescerà del 50%

Giulia Crivelli

Dal nostro inviato
«È sbagliato continuare a pensare che i clienti russi abbiano tanti soldi ma tutti di dubbia provenienza. O che abbiano gusti pacchiani e cerchino l’ostentazione a tutti i costi. Anche per questo sarà sempre più importante esporre nei grandi multimarca delle maggiori città russe, come già facciamo qui a Mosca».
Luciano Colombo ha ereditato dal padre la guida dell’azienda di famiglia, la Annibale Colombo di Meda (Milano), 5 milioni di fatturato nel 2006, che produce mobili classici con materiali ricercati, come il legno di rosa, e usando solo lavorazioni artigianali tipiche della tradizione brianzola. «Siamo in Russia da 13 anni e oggi è il nostro primo mercato», aggiunge Colombo, che per il terzo anno partecipa a “I Saloni Worldwide Moscow”, la trasferta del Salone del mobile di Milano, che si chiude domani nella capital russa. «Però ci sono voluti molti investimenti: pubblicità su riviste specializzate, partecipazione a decine e decine di fiere e sforzi per stabilire contatti con studi di architettura e proprietari di negozi e showroom. Per fortuna essere italiani è un biglietto da visita fantastico: in questo Paese le tre parole “made in Italy” sono magiche: i grandi showroom di Mosca espongono quasi esclusivamente marchi italiani, con qualche sparuta apparizione di tedeschi, ma solo per le cucine».

Lo sviluppo economico della Russia sembra inarrestabile. Nel 2007 il Pil dovrebbe crescere almeno del 7,5%, per assestarsi sul +5-6% nei 3 anni successivi, e i redditi reali dovrebbero aumentare del 9-10% all’anno. Proseguirà anche lo sviluppo dell’edilizia residenziale (+11-15%) e gli investimenti nei settori della logistica e infrastrutture, tutti fattori che per il 2010 dovrebbero far crescere il valore del mercato russo del mobile e dell’arredo del 40-50%, arrivando a 12 miliardi di dollari, circa 9 miliardi di euro.
«In Russia non abbiamo monomarca, vendiamo a grandi negozi di arredamento che assomigliano a veri e propri showroom, clienti che ci garantiscono enorme visibilità – spiega Elisa Astori, vicepresidente di Driade –. In mercati come questi, a digiuno quasi completo di marchi del design è importante arrivare per primi. I negozi che vendono i prodotti Driade, accanto a quelli di altre aziende italiane, diventano i nostri migliori alleati e fidelizzano a loro volta la clientela locale». Ieri sera Elisa Astori è stata accolta quasi come una star da Room, uno dei più bei negozi di arredamento di Mosca, dove il proprietario, Evgeny Bakaev, aveva organizzato per lei un incontro con la stampa locale. Da Room si vendono esclusivamente marchi italiani: da Annibale Colombo a Zanotta, passando per Barovier& Tosi, Flos, Boffi, Gervasoni, Kartell, Minotti, Sawaya&Moroni e Valcucine. «In Russia la cultura del retail e l’attenzione al cliente stanno diventando quasi maniacali e noi avremmo solo da imparare – aggiunge Claudio Luti, numero uno di Kartell -. Le commesse e i commessi prendono nota di ogni acquisto e di ogni esigenza dei clienti, per segnalare loro le novità e accompagnarli negli acquisti. Ma sono molto abili anche nel posizionare i marchi nei loro grandi spazi, con un’offerta differenziata che mischia i brand di nicchia con tutti gli altri. In Russia non ci sono solo miliardari, crescono anche i benestanti, che forse non comprano il lusso estremo, ma certamente cercano la moda e il design».
«Per promuovere un marchio è molto importante inventarsi degli eventi e portare le nostre star, cioè i designer: ai russi piace fare affari ma anche divertirsi – aggiunge Sergio Comizzoli, direttore della filiale russa di Artemide, creata tre anni fa –. È un Paese molto dinamico, che per certi versi, e per una curiosa ironia della storia, assomiglia sempre di più agli Stati Uniti, non a caso altro mercato importantissimo per i mobili e l’illuminazione made in Italy».

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