IL BIOMEDICALE NON FA RETE
Hi-tech. Dossier UniCredit sui poli di Bergamo e Brescia
Daniele Barzaghi
La pressione competitiva spinge le aziende a orientare verso l’alto le loro produzioni secondo due meccanismi: raggiungendo l’alta gamma del settore o cercando mercati di sbocco a maggiore valore aggiunto.
In provincia di Bergamo e Brescia, si è scelta la seconda strada. Numerose imprese meccaniche e chimiche (plastica) tradizionali hanno iniziato a produrre apparecchiature per il biomedicale, attirate dalle ampie prospettive di guadagno.
Nella zona esistono ormai un’ottantina di piccole società (soltanto tre superano i 50 lavoratori) che si dedicano a questo. Intorno a Bergamo si realizzano soprattutto strumenti elettromedicali, mentre vicino a Brescia si punta agli apparecchi per la diagnosi.
Il livello di precisione di queste aziende sembra apprezzato in un settore delicato come le bioscienze e le vendite infatti vanno bene. In particolare le esportazioni: 156 milioni di euro nel 2006 (+28% in un anno).
Il saldo import-export è positivo a Bergamo come a Brescia, e non è un valore scontato: l’Italia e la Lombardia infatti hanno un dato negativo per l’interscambio biomedicale.
Tutto bene, dunque? No, «perché le imprese citate non si riconoscono come distretto» spiega Riccardo Galli del comitato locale UniCredit, che presenterà oggi a Bergamo uno studio sul tema. «Ogni azienda utilizza la propria rete di distribuzione, ha diversi fornitori e differenti clienti. Non fanno rete».
E invece dovrebbero. Nessuna delle società prese in esame dalla ricerca sembra in grado di raggiungere dimensioni da media impresa, con filiali estere.
Anche quelle aziende che sono leader mondiali della propria nicchia merceologica (coprono il 75% della domanda), non adottano logiche di sistema, sviluppando il territorio.
«Presentarsi come distretto - riprende Galli - favorirebbe inoltre le commesse da parte del Sistema sanitario nazionale, che avrà anche tempi lunghi di pagamento ma costituirebbe un cliente vitale, data la massiccia presenza di strutture sanitarie tra Bergamo e Brescia».
consideriamo anche noi fondamentale la realizzazione di una rete a livello nazionale e siamo disponibili a verificarne l’interesse.
Vistitate anche i nostri blog:
http://apparecchiaturebiomedicali.blogspot.com/
http://pcbiomedicali.blogspot.com/