23/02/2007

Export. L’upgrading della produzione spinge i valori medi unitari del 6,7%

Il «Made in Italy» cambia pelle in silenzio. Balzo dei prezzi per meccanica cuoio, tessile e ceramica
Industria italiana nel bel mezzo di un processo di “rivalutazione” dei prodotti del Made in Italy, trainato dalle produzioni tipiche: meccanica, prodotti in metallo, tessile-abbigliamento, pelletteria, vetro e ceramica. E forse non a caso il portabandiera della riscossa italiana sui mercati esteri è proprio la meccanica, che ormai esporta quasi a ritmi tedeschi, circa la metà della produzione.

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L’Italia dell’automazione - CENSIMENTO DELL’UCIMU. Robot, le Pmi battono i grandi

Le piccole imprese hanno il 53% dei macchinari - Uno su cinque nel Nord-Est - La fotografia che emerge dall’analisi è quella di fabbriche in buona salute e ben attrezzate per competere sui mercati. Continua a leggere »

INTANGIBILI - NON SOLO MARKETING. REPUTAZIONE SENZA PREZZO

Anche in Italia cresce la consapevolezza del valore del marchio - Un incentivo arriva da internet Tommaso Valle, responsabile di Burson-Marsteller: gli utenti cercano sul web notizie non ufficiali su società e beni - Barzaghi (Kpmg): i cda non possono limitarsi a valutare i rischi economici e finanziari, solo una credibilità di medio lungo periodo porta al success 
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21/02/2007

“L’Italia lascia il segno”: il nuovo logo dell’Italia

logo_italia.jpg“L’Italia deve rilanciarsi anche sul piano dell’immagine. Il paese ha la volontà di fare gioco di squadra per ritornare leader del turismo a livello mondiale.” Queste le parole con cui il vicepremier e ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli ha presentato a Palazzo Chigi il marchio distintivo del nostro Paesem dal titolo «L’Italia lascia il segno».Il logo è stato creato da Landor Associate.

Tra le iniziative di promozione del brand “Italia”, anche un sito internet collegato al machio, in fase di realizzazione: Italia.it

19/02/2007

ANZIANI TARGET STRATEGICO, MA SEMPRE DIMENTICATO

Hanno buona capacità di spesa e rappresentano un a larga fetta della popolazione. Eppure i creativi che pensano a loro sono pochi.

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I giovani sono il target più irraggiungibile, ma le aziende di marca e i professionisti della comunicazione si dannano l’anima per inseguirli, stanarli, contattarli. Gli anziani invece sembrano, almeno in Italia, cacciati nel limbo delle paste adesive per la dentiera. Come se consumassero solo quello e una valanga di medicinali. Nelle campagne di comunicazione normalmente Continua a leggere »