Dalla nuova finestra della Russia sull’Europa, si fa il punto su investimenti e prospettive

I temi dominanti dell’ultima edizione del Forum economico russo, appena conclusasi, si sono dimostrati essere l’influenza della Russia quale fornitore globale di energia e l’emersione di una nuova generazione di imprenditori che stanno portando innovazione e crescita in diversi nuovi settori.

La Russia ha una delle economie a piщ rapida crescita nel mondo, e una lunga scia di IPO ed acquisizioni estere ha permesso di dare al business russo un profilo globale impossibile da immaginare soltanto pochi anni fa.

Al “Forum”, tenutosi come di consueto a Londra e giunto alla sua nona edizione, hanno partecipato piщ di mille delegati, per la maggior parte provenienti dalla Federazione Russa; si и trattata ancora una volta di un’occasione, per la comunitа d’affari nazionale e per il governo russo, per presentare l’economia del paese agli investitori occidentali, europei e mondiali, nonchй alla stampa, ma anche per discutere di progetti comuni.

Fra i nomi piщ conosciuti che vi hanno preso parte, vi sono stati Vladimir Yakunin, presidente di Ferrovie Russe, Sergei Bogdanchikov, CEO della grande compagnia petrolifera pubblica Rosneft, Anatoly Chubais, patron di UES, Evgeny Chichvarkin, presidente del maggiore retailer russo di telefonia mobile, Evroset, ma anche il CEO di TNK-BP, Robert Dudley, e Jean Lemierre della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.

Com’è ovvio, i delegati russi hanno parlato dei propri piani, progetti e societа nella maniera piщ ottimistica possibile; naturalmente, a far la parte del leone continuano ad essere le tematiche energetiche. Yakunin ha riferito che la sua compagnia ha fatto grandi passi in avanti nell’implementare la propria strategia di riforma, che presuppone la fusione di oltre 10 mila societа distinte che attualmente la compongono, e introducendo maggiore concorrenza nel mercato del trasporto merci; il top manager ha anche parlato della cooperazione con le ferrovie tedesche, cinesi e kazake, sottolineando l’affidabilitа di Ferrovie Russe come partner commerciale.

Sergei Bogdanchikov ha illustrato il brillante futuro che attende Rosneft, sostenendo che entro il 2010 la compagnia petrolifera estrarrа 20 milioni di barili al giorno occupando posizioni di leadership a livello globale. Anatoly Chubais ha posto l’attenzione su due fattori: il crescente consumo di energia e la necessitа di investimenti, presentando un grafico che dimostrava come persino con i recenti incrementi di consumo energetico, la Russia non ha ancora raggiunto i picchi registrati nel 1991, al tramonto dell’Urss; ma ci si sta avvicinando, se si considera che lo scorso anno 16 regioni russe hanno fatto registrare un fabbisogno energetico superiore al massimo sovietico.

A Mosca il record dell’Urss и stato superato del 24%. Chubais ha continuato elencando le metodologie in base alle quali il monopolista russo dell’energia elettrica intende attrarre investimenti nel settore. Come la riforma di UES richiede la creazione di societа di diritto privato ma anche di monopoli pubblici (la “Griglia Federale”), cosм investimenti privati e statali dovranno mantenersi separati. Lo Stato dovrа essere fatto responsabile per gli investimenti nell’infrastruttura, mentre i privati investiranno in settori competitivi, come la generazione energetica ed il marketing. La prima tipologia di investimenti privati sarа l’emissione addizionale di partecipazioni nelle compagnie di generazione e di grande distribuzione territoriale; un’altra saranno le garanzie di investimento (dettagli peraltro non rivelati da Chubais); la terza saranno gli investimenti diretti in nuovi progetti di generazione dove gli investitori avranno una partecipazione di maggioranza; la quarta tipologia prevede alcuni progetti “speciali” di investimento come, ad esempio, il completamento della mega-centrale idroelettrica di Boguchansk nella Siberia orientale, che UES condurrа su basi paritarie con il gigante dell’alluminio RusAl. Il presidente di UES ha anche dichiarato che entro il 2009 intende triplicare gli investimenti nel settore dell’energia elettrica dagli attuali 5 miliardi di dollari a 15 miliardi di dollari all’anno.

Dati altrettanto interessanti sono stati presentati da Charles Ryan, rappresentante di Deutsche Bank, il quale ha sottolineato la grande crescita degli investimenti stranieri diretti nel paese, ammontati a 19 miliardi di dollari lo scorso anno, cosм come l’afflusso di capitali, rientrati dai paradisi fiscali, per 300 milioni di dollari: circostanze, queste, che dovrebbero far tornare sui propri passi quanti sostengono che sempre piщ societа russe starebbero organizzando IPO all’estero con l’intenzione di facilitare la fuga di capitali. Secondo Deutsche Bank, i sondaggi condotti fra gli investitori internazionali mostrano che gli stessi apprezzano la Russia per le dimensioni dei suoi mercati, per l’acquisita stabilitа economica e per la specializzazione della sua forza lavoro. La Federazione Russa и sesta quanto ad attrattiva per gli IDE, dopo Cina, India, Gran Bretagna, Stati Uniti e Polonia. Il grande istituto bancario tedesco ha anche invitato le autoritа russe a non temere il rafforzamento del rublo, poichй le statistiche mostrano che, come effetto, le aziende russe hanno iniziato ad importare piщ beni capitali: questi sono necessari a permettere la modernizzazione dell’industria, ed и proprio un rublo forte che renderа piщ agevole questo processo. La disoccupazione intanto и diminuita, con l’economia (soprattutto grazie alle imprese di medie dimensioni) che и riuscita ad assorbire molta forza lavoro fuoriuscita dall’industria pesante, molta della quale и collassata dopo la fine dell’Unione Sovietica.

Jean Lemierre ha riferito che и il momento, per tutti, di investire in Russia, invitando banchieri e uomini d’affari a farlo ora se non lo hanno ancora fatto; questo grazie alla forte situazione macroeconomica del paese e alla politica fiscale del governo. Ma la sfida che dovrа essere fronteggiata dall’esecutivo russo, ha continuato il banchiere, и capire che fiumi di petroldollari e risorse naturali pressochй inesauribili non sono, da soli, la chiave di un successo duraturo: il vero successo и infatti da trovare negli aumentati investimenti e nella creazione di occupazione in tutti i settori dell’economia, non soltanto negli idrocarburi e nelle commodity. Anche per questo la Bers sta seriamente modificando la sua politica di intervento in Russia, con nuove formule di investimento ed una generale aumentata presenza nel sistema-paese. La Banca per la ricostruzione e lo sviluppo sta perciт passando dalle normali linee di credito a partecipazioni attive nelle partnership pubblico-private, investendo di piщ in infrastrutture come ferrovie, strade, aeroporti e produzione energetica; la Bers avrа anche piщ personale in Russia e nuovi uffici nelle regioni.

Il punto principale sottolineato da Robert Dudley, della joint venture TNK-BP, ha riguardato l’indivisibilitа della sicurezza energetica: sia fornitori che wholesaler hanno responsabilitа (e rischi) comuni, in un panorama ove, peraltro, il mondo non rimarrа a corto di petrolio ancora per parecchio tempo, ed anzi nel prossimo decennio la capacitа produttiva dei giacimenti di greggio e gas naturale aumenterа del 25-30%. Perciт, il tema primario non sarа la produzione, ma la capacitа di portare quest’ultima ai mercati di destinazione; Dudley concludeva il suo intervento affermando che uno stabile e trasparente clima degli investimenti и la prioritа per la Russia, l’Unione Europea ed il G8.

Il discorso di Evgeny Chichvarkin, presentato dal moderatore come il nuovo volto del business russo, ha ottenuto forse il maggior numero di applausi dagli astanti suoi connazionali; oltre a parlare della sua attivitа imprenditoriale e a frasi del tipo “la Bielorussia и un paese bellissimo” e “non credete a quello che vedete in televisione, andate direttamente a Minsk per farvi un giudizio”, ha invitato tutta la stampa, dopo 150 anni di critiche all’immagine degli imprenditori, a voltare pagina: il mestiere dell’intraprendere и la linfa vitale dello Stato, un’attivitа non agevole, dove i titolari sono costantemente chiamati a decidere in quale direzione volgere la prua. Nel primo trimestre di quest’anno, ha ricordato Chichvarkin, Evroset ha giа pagato all’erario russo ben 100 milioni di rubli in tasse.

Alexander Medvedev, vice presidente di Gazprom e direttore generale di Gazpromexport, il braccio export del colosso, ha cercato di tranquillizzare la comunitа internazionale dopo le dichiarazioni del CEO, Alexei Miller, agli ambasciatori dei 25 paesi dell’UE, presentate dai mass media come una “minaccia” di tagliare i rifornimenti di gas naturale e di passare ad altri mercati di sbocco; le minacce non fanno parte del nostro linguaggio, ha elaborato Medvedev, ed anzi le forniture russe di gas all’Europa non supereranno il 33% del totale, nй nel 2010 nй nel 2015: и perciт assolutamente erroneo parlare di eccessiva dipendenza da Mosca. La qualitа delle attuali linee guida dell’Unione Europea in materia energetica lascia perт molto a desiderare, e affinchй queste si trasformino in qualcosa in grado realmente di dirigere la politica comunitaria in questa sfera, occorre considerare meglio gli interessi dei produttori di gas e definire le responsabilitа dei paesi di transito.

In conclusione, anche questo Forum londinese ha confermato le caratteristiche peculiari di incontri di questo tipo, con la presenza di due gruppi diversi di partecipanti, con altrettanti obiettivi mirati. Gli uomini d’affari occidentali e i mass media vi si recano per ottenere dati di prima mano, in teoria di cui non sono ancora a conoscenza, sulla situazione economica della Russia, mentre gli imprenditori russi intendono farvi business in un’atmosfera informale. Se messo in pratica, il suggerimento del consigliere presidenziale Igor Shuvalov, secondo il quale и ormai tempo che il Forum economico russo abbia luogo in Russia, potrebbe in qualche modo cambiare le aspettative di tutti i partecipanti: l’incontro potrebbe cioи perdere molto in termini di profilo degli astanti russi. Fra gli abboccamenti istituzionali degni di nota, un accordo di cooperazione tra la Bers e la regione di Krasnodar (che ha contemporaneamente tenuto a Londra uno dei suoi consueti “forum” regionali).

 

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