LA METALMECCANICA CONSOLIDA LA RIPRESA
Si consolida la fase di ripresa dell’economia. In tutta l’industria, ma in particolare in quella metalmeccanica. Se l’insieme della imprese industriali ha fatto rilevare nel secondo trimestre dell’anno una battuta d’arresto dopo il salto in avanti del primo trimestre, per le aziende metalmeccaniche anche questo secondo trimestre è stato invece un successo.
L’indagine congiunturale della Federmeccanica, giunta alla 99esima edizione, ha rilevato in questa seconda porzione d’anno una crescita dell’1,3% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Complessivamente la crescita nei primi sei mesi è stata del 4,6%.
Non si tratta peraltro di un fenomeno atipico, perché è normale che chi produce macchine utensili anticipi gli andamenti congiunturali, nel bene e nel cattivo periodo, perché si investe prima di cominciare a produrre e perché proprio gli investimenti fissi sono i primi a cadere quando le cose cominciano ad andare male.
Ma stavolta c’è qualcosa in più di una ripresa, è un vero e proprio consolidamento di un andamento positivo, perché sono orami più trimestri che si registrano segnali di crescita.
La Federmeccanica attribuisce questo andamento positivo, che si registra un po’ in tutti i settori, ma particolarmente in quello degli autoveicoli e degli apparecchi meccanici, alla ripresa della domanda interna, ma soprattutto alla congiuntura internazionale in netta crescita.
Le esportazioni delle aziende metalmeccaniche sono cresciute nella prima metá d’anno del 13,2%, mentre le importazioni hanno fatto registrare un aumento del 10,4%. Il saldo attivo è risultato in questi sei mesi di 8.132 milioni di euro, rispetto ai 5.526 del primo semestre 2005.
Ma è soprattutto il morale degli imprenditori a risultare alto. L’indagine Federmeccanica mostra infatti un ulteriore miglioramento delle affermazioni degli intervistati, sia per i consuntivi di produzione, che per le prospettive produttive.
Indicazioni confortate sia dall’andamento dell’occupazione nelle grandi imprese, tornato a crescere, che da quello dei ricorsi alla cassa integrazione, in netto calo per gli interventi ordinari, quelli legati alla crisi economica.
Questi sono infatti diminuiti quasi del 50%, mentre quelli della cassa straordinaria hanno fatto rilevare un aumento del 31 per cento.
Roberto Santarelli, direttore generale di Federmeccanica, non si sbilancia ad affermare che tutto ció denota un vero recupero di forza competitiva per le nostre aziende. A suo avviso è necessario attendere ancora.
(Fonte:www.ilsole24ore.com)