CON INTERNET LA FOLLA DIVENTA UNA RISORSA

Cinque anni fa Nicholas Negroponte, celebre visionario del Mit di Boston, disse che nel giro di non molto tempo il popolo della Rete sarebbe diventato un fondamentale consulente per molte aziende.

Questa previsione, forse perché pronunciata nel periodo più buio della new economy, non generò eccessiva curiosità in chi concepiva peraltro i navigatori come semplici consumatori. Ma i guru sono guru, e a distanza di pochi anni le profezia si Negroponte si sta avverando. Non vi è infatti giorno che non si citi sulla stampa l’attività crescente di crowd-sourcing, cioè la decisione delle aziende di chiedere ai navigatori di svolgere un’attività prima svolta solo dai propri dipendenti. Per esempio la Chevrolet ha deciso di lanciare il prossimo modello di auto con uno spot che verrà scelto con un concorso online. La stampa ricorda anche la Lego, rivoltasi ai propri clienti per ottenere nuove idee ludiche. Accanto ai marchi più noti decolla il fenomeno per le aziende nate in rete: ha appena raggiunto 10 milioni di foto Istock, il sito che raccoglie scatti di non professionisti (vendute alle aziende a 1 dollaro anziché i cento dollari medi per una foto firmata). Il crowd-sourcing conquista dunque adepti confermando le intuizioni di Negroponte: nelle folle si trovano sempre qualità, a costi sensibilmente più bassi.

Davide Corritore
(Fonte Il Mondo n.35 venerdì 1 settembre)

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